HOUSTON (TEXAS): IX CONFERENZA DEI RICERCATORI ITALIANI NEL MONDO.

Foto di Gruppo Conclusione Lavori VIII Conferenza Ricercatori Italiani nel Mondo - Houston 2012.

Foto di Gruppo Conclusione Lavori VIII Conferenza Ricercatori Italiani nel Mondo – Houston 2012.

 

 

Il 14 dicembre 2013, dalle 09.00 alle 18.00, si svolgerà la IX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo presso l’Auditorium del Consolato Generale d’Italia sito in 1330 Post Oak Boulevard, Houston – Texas, organizzata dal COMITES di Houston (che comprende gli Stati dell`Arkansas, Louisiana, Oklahoma e Texas) in collaborazione e con il patrocinio dello stesso Consolato Generale.

La Conferenza, aperta al pubblico, coinvolgerà ricercatori nei campi delle Scienze Bio-Mediche, Medicina, Fisica, Ingegneria, Aerospazio, Geologia, Energia e degli Studi Umanistici, le cui attività, per il tramite della propria nazionalità, del settore di interesse come per esempio storia, letteratura italiana o altra disciplina o delle relazioni in essere con organismi italiani pubblici e privati, sono collegate all’Italia. Data la presenza di discipline molto diverse tra loro, le presentazioni si manterranno ad alto livello e saranno accessibili al pubblico esterno senza particolari requisiti di conoscenza dei settori in programma.
La lingua di lavoro sarà l’inglese.
Quest’anno si metterà in evidenza il ruolo importante dell’industria e dei Governi in termini di interesse ed investimenti nel campo della ricerca.

I ricercatori interessati a partecipare, in particolare i connazionali, sono pregati di inviare una nota riassuntiva della propria ricerca ed una breve biografia entro il 23 novembre 2013 al Comitato Organizzatore della IX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, al seguente indirizzo di posta elettronica 9thConferenceHouston@gmail.com.

Le note riassuntive (riassunto della ricerca e biografia) dovranno essere limitate ad una sola pagina di lunghezza non superiore a 500 parole. Le ricerche saranno selezionate per presentazioni verbali nel corso della Conferenza o su poster, e saranno pubblicate in un volume oltre che sui siti web del COMITES e del Consolato Generale d’Italia a Houston. Le presentazioni stesse dovranno essere limitate ad un massimo di circa 15 minuti.
Essendo la Conferenza diretta ad un uditorio molto variegato nel quale sono rappresentate molteplici discipline e specializzazioni, si raccomanda di limitare le presentazioni verbali ad argomenti di più ampio interesse e maggiore comprensibilità. Per ulteriori informazioni si prega di visitare i siti web del COMITES (http://texas.comites-it.org) e del Consolato Generale d’Italia a Houston (www.conshouston.esteri.it).

Siamo convinti che questo evento fornirà ai ricercatori che lavorano anche con l’Italia un’occasione per incontrarsi e condividere le proprie ricerche con i colleghi, la comunità italiana e le aziende che sponsorizzano e promuovono le loro ricerche.

In attesa di ricevere i dettagli sulla vostra ricerca, vi ringraziamo per il vostro contributo ed inviamo i più sentiti auguri di buon lavoro sperando di incontrarvi a Houston.

Il Comitato Organizzatore
della IX Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo

 

The organizing committee has the pleasure to announce the “9th Conference of Italian Research in the World” to be held in Houston on 12/14/2013. The conference is organized by the COMITES (Committee for Italians Abroad) and the Consulate General of Italy in Houston. We will convene from09.00 AM to 6:00 PM at the Auditorium of the Consulate, 1330 Post Oak Boulevard, Houston TX. We invite all researchers working in the fields of Biomedical Science, Medicine, Physics, Engineering, Aerospace, Biostatistics, Energy, Earth Science and Humanistic Studies, whose activities are related to Italy either through their nationality, field of investigation (e.g. Italian history, literature, or any discipline linked to Italy) or their relationship with Italian institutions.
This year will be highlight also the important role of the Industry and Government investments in the field of research.

The conference is open to the general public, and will be held in English.
Those who are interested are invited to send a summary of their research and a brief biography no later than November 23rd, 2013 by e-mail at 9thConferenceHouston@gmail.com. Abstracts, inclusive of research summary and biography, should be limited to one printed page not to exceed 500 words. All abstracts will be published in an on-line volume on the web sites of COMITES and Consulate. Selected papers will be invited for an oral presentation. Because the conference is addressed to a general audience representing multiple disciplines, we recommend limiting oral presentations to topics of broader interest and easy comprehension, and that they do not exceed 10 slides. For further information please visit the website of the Italian Consulate (www.conshouston.esteri.it).

We look forward to a large participation, and wish to thank everybody in advance for his or her contribution.

Best Regards,
The Organizing Committee

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DALLA RUBRICA DI SERGIO ROMANO SUL CORRIERE DELLA SERA

LETTERA DI CLAUDIO ANTONELLI
“Caro Romano,
le scrivo a proposito dei nomi ‘non tradotti’ che andrebbero invece tradotti. Lei ha risposto a un lettore: ‘Pochi capirebbero se i giornali scrivessero Ragusa anziché Dubrovnik.’
E difatti, caro Ambasciatore, io ho notato che taluni ormai parlano di ‘Repubblica di Dubrovnik’ e non di ‘Repubblica di Ragusa.’ Lo stesso ben presto varrà anche per l’impresa di Rijeka di D’Annunzio… Gli stessi ragusani e fiumani farebbero poi bene a ricorrere a termini più attuali per autodefinirsi, chiedendo aiuto ai linguisti slavi… È da sperare che anche gli Ungheresi si decidano ben presto a chiamare con un nome piu’ comprensibile sia la loro Ungheria (Magyarország) sia la nostra Italia (Olaszország).
E lei, caro Romano, dovrebbe invitare sia gli abitanti di Zagreb sia quelli di Ljubljana (per i tedeschi: Laibach) a smettere di chiamare Trieste “Trst”, soprattutto nella frase ‘Trst je naš’ (‘Trieste è nostra’).
Da Montréal, dove l’accento acuto su la “é” di Montreal è fondamentale per i franco-quebecchesi e i franco-canadesi che mai vi rinuncerebbero.”
Claudio Antonelli (già Antonaz…)

Ed ecco la lettera di Bruno Lombardi con la risposta di Sergio Romano cui io mi riferisco nello scritto di cui sopra.

Domenica 8 settembre 2013
LETTERA DI BRUNO LOMBARDI
“Caro Romano,
mi permetta di dissentire dalla sua risposta del 4 settembre in ordine ai nomi delle città italiane cedute al termine dell’ultimo conflitto mondiale. È vero che oggi si chiamano con altri nomi. Ma questo vale per tutte le città del mondo. Io non ho mai sentito, nemmeno da lei, parlare di London, Paris, Mockba etc. Ho sempre sentito chiamarle con toponimi italiani.”
Bruno Lombardi

RISPOSTA DI SERGIO ROMANO
“Giusta osservazione. Non dimentichi tuttavia che l’uso di tradurre nella propria lingua il nome delle città straniere sta progressivamente scomparendo e sopravvive soltanto per le denominazioni più tradizionali (Londra, Parigi, Berlino, ecc.). Ma non per tutte. Oggi preferiamo scrivere e dire New York anziché Nuova York come accadeva sino alla Seconda guerra mondiale. E pochi capirebbero se i giornali scrivessero Ragusa anziché Dubrovnik.”
Sergio Romano

PREOCCUPAZIONE DI ARCOBELLI: “VOGLIONO SMANTELLARE I CONSOLATI PER LE PRESSIONI CORPORATIVE DEI SINDACATI”

Intervista al Coordinatore CTIM Nord America Com.te Vincenzo Arcobelli
di Francesco De Palo

Vincenzo 02-08

“VOGLIONO SMANTELLARE I CONSOLATI PER LE PRESSIONI CORPORATIVE DEI SINDACATI CONFEDERALI”. É L’ALLARME LANCIATO DAL COORDINATORE CTIM NORD AMERICA COM.TE VINCENZO ARCOBELLI, CHE RAGIONA SULLE DISCREPANZE ESISTENTI IN VIRTÙ DI UNA POSSIBILE SPENDING REVIEW E SUI RISCHI DI ISOLAMENTO PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO.

La spending review avviata dal governo Monti potrebbe comportare la chiusura di alcune sedi consolari italiane nel mondo: c’è rischio di un nuovo isolamento?
Purtroppo il rischio di isolamento esiste da un bel po’. Il disinteresse verso le comunità italiane nel mondo nasce da parte dei Governi che si sono succeduti dal 2006 in poi, ovvero da quando non fu riconfermato il Ministero per gli Italiani nel Mondo. Tale mancanza, unita al disinteresse dei partiti in generale e della politica italiana, certifica una totale assenza di impegno nei riguardi degli Italiani all’estero e costituisce una conferma la poca sensibilità verso un tema significativo. C’è invece molta preoccupazione da parte degli addetti ai lavori che risiedono all’estero. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una carenza della politica estera, che invece, a mio parere, deve essere una priorità assoluta nei rapporti dell’Italia con il mondo.
Vorrei ricordare inoltre, che dell’intenzione di chiudere le sedi consolari all’estero se ne parla da tempo ed ogni governo applica le decisioni prese dai propri Ministri in base alle varie esigenze e ai tagli che di recente si sono dimostrati lineari e non efficienti per la stragrande maggioranza dei casi. Ad onor del vero fu un amico delle comunità italiane nel mondo ed un servitore dello Stato, l’Ambasciatore Giulio Terzi, Ministro degli Esteri del Governo Monti che si seppe imporre congelando le decisioni prese dai suoi predecessori per la chiusura di un largo numero di sedi consolari. Da esperto in materia l’Ambasciatore e Ministro Terzi inoltrò le varie documentazioni e proposte alle commissioni esteri di Camera e Senato, per uno studio attento e approfondito sulla razionalizzazione di tutta la rete diplomatica consolare. Lo scopo era di addivenire ad una decisione finale con un senso logico in termini strategici, di relazioni commerciali, di servizi culturali e con le comunità. Così rimase intatta la rete consolare a Detroit, Filadelfia e Newark per il continente nordamericano.

Ma poi il governo Monti terminò…
Nuovo Governo, nuovo Ministro: si decide di fare uscire dal cassetto le precedenti decisioni con la chiusura di alcuni consolati, bypassando e non coinvolgendo le commissioni parlamentari, che già avevano iniziato lo studio, e gli organi di rappresentanza degli Italiani all’estero, dimostrando cosi scarso rispetto dei vari ruoli istituzionali.

Vede l’ombra di secondi fini?
Secondo la mia modesta opinione si vogliono smantellare i vari Consolati per cedere alle pressioni corporative di sindacati confederali, che preferiscono assicurarsi posti strapagati di ruolo all’estero e limitare quelli a contratto, “recuperando” finanziamenti con la chiusura di molti uffici consolari, invece di trovare le risorse necessarie attuando altre strategie più logiche e sensate. Sono d’accordo con la linea intrapresa dal Presidente Canepa del CTIM, aggiungo che bisognerà stare vicino come Comitato Tricolore e sostenere le varie iniziative intraprese dai vari COMITES e le altre Associazioni dell’Emigrazione contro la chiusura del Consolato di Newark per gli Stati Uniti così come per le altre sedi nel mondo. Credo che “l`Altra Italia”, che lavora e si afferma nel mondo, abbia dimostrato di essere all’altezza della situazione, facendo cose straordinarie, mentre il deludente e mediocre mondo politico non comprende le concrete potenzialità dell’Italia di “Oltre Confine”. Noi del CTIM continueremo a fare la nostra parte.

La mancata inclusione delle case dei residenti all’estero tra quelle ‘esenti’ dal pagamento dell’IMU è uno schiaffo?
Direi che è pura discriminazione! Ancora una volta i nostri politicanti non sanno vedere o andare oltre. Non dico che non dobbiamo pagare le tasse, ma vogliamo essere trattati esattamente come i cittadini che risiedono in Italia con gli stessi diritti e doveri. Si dovrebbe fare un ricorso. I Parlamentari eletti all’estero, che appartengono ai partiti della maggioranza che sostengono il Governo delle larghe intese, invece di fare singolarmente proclami e comunicati stampa, non hanno saputo concretizzare e non si sono fatti rispettare. A mio modesto parere dovevano e potevano fare di più minacciando di sfiduciare l’attuale esecutivo, perché prima di ogni cosa ne vale la dignità dei tanti milioni di connazionali sparsi nel mondo, che si sentono emarginati e discriminati dopo questo ulteriore ‘schiaffo’. Si tratta di una questione di puro principio: non ci sentiamo cittadini di serie B.

Lei ha ideato la Conferenza degli Scienziati italiani nel Mondo che si svolge a Houston ogni fine dell’anno. Come valorizzare le eccellenze italiane sparse nei cinque continenti?
Ho ideato e contribuito con l’aiuto di validissimi collaboratori a dare seguito alla straordinaria idea messa in atto dall’On. Mirko Tremaglia, che da Ministro per gli Italiani nel Mondo dal 2001 al 2006 organizzava il premio delle eccellenze italiane a Roma, invitando i Ricercatori, i Missionari, gli Imprenditori, gli Insegnanti, i Ristoratori. Siamo arrivati alla nona edizione, il tutto organizzato da oltreoceano. Non è stato facile, con i mezzi limitati e le poche risorse a disposizione, ma con grande buona volontà abbiamo esaltato e valorizzato al massimo le varie eccellenze italiane che si distinguono quotidianamente nei diversi settori della medicina, dell’alta tecnologia, dell’ingegneria, della scienza in generale dell`aerospazio, della letteratura e cultura in generale del commercio e dell’enogastronomia. Sono nate collaborazioni tra gli addetti ai lavori grazie al network creato dalla manifestazione con Enti Accademici e Università, si sono firmati protocolli d’intesa, scambi di ricercatori, docenti, opportunità e stages per giovani dottorandi. Si è avviato (tra i primi casi al mondo) il Dottorato di Ricerca Bilaterale internazionale in biomedicina e neuroscienza tra l’Università di Palermo e la UTMB (University of Texas – Medical Branch), dove lo Studente al completamento del programma avrà il titolo di Dottore in Ricerca riconosciuto in sede Europea e Statunitense.

Come definire il vostro impegno in questo senso?
Nel nostro piccolo abbiamo rafforzato il legame con l’Italia. Bisogna continuare su questa strada, vi è un enorme potenziale da cui l’Italia potrebbe trarre vantaggio. Non ci saranno Conferenze o altro che potranno ripagare la straordinaria qualità, l’impegno, lo spirito di abnegazione, che le nostre eccellenze mettono nel quotidiano lavoro al servizio della collettività, per il progresso scientifico e per la salvaguardia della salute dell’uomo. Da cittadino Italiano nel mondo ne sarò sempre grato ed orgoglioso.

Boom di studenti italiani all’estero: nel 2013 iscrizioni aumentate del 5%. E’ di buon auspicio?
Credo proprio di buon auspicio. Non ci sono più barriere e confini nel mondo accademico, scientifico e culturale. Il giovane studente che va a studiare all’estero arricchisce la persona e la sua professionalità, sarà molto più competitivo e servirà di più all’Italia una volta rientrato.

Che significato hanno per la vostra comunità, l’anno della cultura italiana dedicata negli USA o iniziative come il “Progetto memoria” che ha come simbolo la Madonna della Sfida?
Hanno un significato enorme. Evidenziano e promuovono l’interesse per l’Italia attraverso l’arte, il design, la cinematografia, la storia, tutto quello che è cultura. Quest’anno negli Stai Uniti si sono svolte e continuano a svolgersi attività ed iniziative culturali in tutte le circoscrizioni consolari, coinvolgendo Musei, Università, Accademie. Un grande lavoro di coordinamento che l’Ambasciata Italiana a Washington sta mettendo in atto con la rete diplomatica sparsa sull’intero territorio americano. Tra le attività storico-socio-culturali che ogni anno il CTIM Nord America si impegna a portare avanti vi è il “progetto memoria”, che ha come simbolo la Madonna della Sfida, icona religiosa ed anche simbolo di un gemellaggio con l’ANPP-Associazione Nazionale della Polizia Penitenziaria, per la manifestazione che vuole ricordare le vittime del Dovere e del Terrorismo. Un momento di incontro, che si svolge presso la storica Chiesa di San Francesco di Paola a San Antonio in Texas ed a Venezia, tra i vari rappresentanti delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, delle Autorità locali e religiose e della rappresentanza degli Italiani all’estero, a ricordo di tutti coloro che hanno contribuito con l’alto sacrificio della Vita alla protezione dei cittadini, alla Sicurezza ed alla Pace delle nostre nazioni ed alla Libertà e Democrazia.

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