IL PRIMO LUSTRO SENZA TREMAGLIA: COSA LASCIA IN EREDITA’?

Cinque anni fa mancava il ministro per gli Italiani all’estero Mirko Tremaglia, padre della legge sul voto per i nostri connazionali che lavorano e vivono lontano dall’Italia. Al di là della retorica del ricordo, crediamo sia utile oggi mettere l’accento su alcuni punti, significativi, riguardo l’eredità morale e comportamentale che ha lasciato.

Tremaglia è stato sempre molto amato e rispettato. Non solo dai colleghi di partito, ma anche dagli avversari. E poi dal popolo dei più giovani che vedeva in lui una guida. Era riconosciuto e legittimato in quanto dotato di carisma, un passaggio fondamentale per tracciare la geografia umana e politica del fondatore del Ctim.

Inoltre in occasione di una delle ultime interviste televisive che rilasciò, a proposito delle sue scelte passate, sottolineò che quando un uomo dispone di una certa morale, non può che scegliere la strada tracciata da quella morale. Senza passi indietro.

Parole che il padre nobile di quella comunità che dopo il ’48 prese, con tutto ciò che ne seguì, una data direzione politica, ha lasciate scolpite come un esempio. Accanto alla cifra politica, ecco la componente umana. Il ministro Tremaglia aveva un carattere deciso, a tratti burbero, ma dotato di due elementi molto rari: una straordinaria umanità e un grande cuore, qualità che ha riversato in massa in quella sconfinata passione che si chiamava Italia all’estero.

Non solo Marcinelle o le mille occasioni per commemorazioni e ricordi, ma anche semplici carteggi con i nostri connazionali, visite lampo, incontri conviviali per ascoltare con interesse vero e senza ipocrisie le mille problematiche che gli italiani all’estero avevano e hanno tutt’ora. Ecco, forse è proprio questa la grande eredità che il Leone Tremaglia ha voluto lasciare ai posteri.

Il rispetto per chi, con il tricolore nel cuore, ha scelto altri territori e altre terre. La dedizione ad una causa, al netto delle intemperie che quella scelta porta in grembo. E l’umanità che si fa tangibile, ciò che la politica tutta dovrebbe ritrovare. Non solo per il rispetto alla figura, integra e esemplare, di Tremaglia, ma anche per rispetto a milioni di cittadini e cittadine che, semplicemente, lo meritano.

Francesco De Palo

Fonte: Prima di Tutto Italiani del 30/12/16

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BUON NATALE E BUON ANNO DALLA GRANDE FAMIGLIA DEL CTIM

presepe-vivente-torretta-535x300Buon Natale e buon 2017 dalla grande famiglia del Ctim.

Per l’occasione pubblichiamo alcuni versi di Madre Teresa di Calcutta.

 

 

“E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.

E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società.

E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri”.

MADRE TERESA DI CALCUTTA

PRIMA DI TUTTO ITALIANI, SUL NUOVO NUMERO: UN MINISTERO PER IL MADE IN ITALY

ape-dic2Cosa aspettarsi sotto l’albero di questo Natale elettorale dal nuovo governo? Al netto di programmi e opportunità politiche, la priorità per un Paese che nasce e vive sulle proprie peculiarità è una sola. Promuovere ciò che sappiamo fare meglio. Apre così il numero di dicembre del mensile Prima di Tutto Italiani, auspicando la nascita di un Ministero per il Made In Italy.

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Chissà se un ministero del made in Italy sarebbe potuta essere davvero una buona idea per cambiare passo ed evitare inciampi come il parmesan fatto in Cina o le improbabili paste presenti su alcuni scaffali d’Oltralpe, si legge nel fondino di apertura. Il problema è che nessuno a Roma ha preso sul serio la questione: il danno che viene fatto ai nostri prodotti è duplice. In primis mancati guadagni, in secundis l’immagine svilita di chi millanta il tricolore e invece usa coloranti e fotoshop per ottenere una mozzarella solo di facciata. Intendiamoci: qui non si tifa tout court per il protezionismo, ma neanche per quella sciatteria con cui si sono affrontati dossier significativi che investono l’oro italiano: il Parmigiano Reggiano, l’aceto balsamico di Modena, la mozzarella di Bufala, il grande Amarone, il bergamotto calabrese, il formaggio di Fassa, il prosecco di Conegliano. E potremmo continuare all’infinito. Per ora, auguri.

Da segnalare sul nuovo numero il bilancio Ctim dell’anno che si chiude del com. Vincenzo Arcobelli, la riflessione di Matteo Zanellato sulla moneta unica e l’Europa di domani, il viaggio del Capitano Vittorio Pugliese in treno dalla Grecia ai lager nazisti raccontato da Francesco De Palo, il bicentenario dell’atto di unione del Regno di Napoli e del Regno di Sicilia vergato da Enzo Terzi e il fondo di Roberto Menia sul rispetto che si deve ai giovani ragazzi italiani.

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