CGIE – DI BIAGIO (AP): CON LA RIDUZIONE DEI CONSIGLIERI CONTINUA LA DELEGITTIMAZIONE

cgie“Anche l’annunciata riduzione del numero dei consiglieri eletti del CGIE non fa che confermare la manovra di delegittimazione che ho denunciato in tempi non sospetti” lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare. “A questa riduzione si è infatti arrivati – spiega Di Biagio – senza una preventiva ed opportuna riflessione e discussione anche insede parlamentare, più condizionati da beghe interne e spinti dalla volontà di favorire qualcuno e penalizzare qualcun altro ”.

“Se infatti si analizzala nuova composizione, è evidente – continua il senatore eletto all’estero – come ciò rappresenti un ulteriore passo finalizzato a favorire quelle note realtà ben organizzate, che hanno deciso di mettere il cappello a loro uso e consumo sul mondo dell’emigrazione”. “Mi sorprende,invece, sentire oggi lamentele e grida di allarme da parte di chi fino a ieri non ha voluto affrontare il problema seriamente, e si è prestato da comprimario a questa farsa credendo di raccogliere chissà quali benefici”.

“Io rimango fedeleall’idea di lavorare tutti in funzione di un interesse e bene comune, mentre assisto oggi a delle manovre volte solo a soddisfare interessi particolari”.

Di Biagio conclude “Da parte mia ho da subito denunciato e preso le distanze da queste manovre di basso cabotaggio e non posso certamente sentirmi rappresentato dal futuro CGIE che, fatemelo dire, sarà cosa vostra. ”

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COMITES, L’IMPEGNO DEL CTIM A NORIMBERGA CON LUCIO ALBANESE

CGIEDa Lucio Albanese, Portavoce lista CTIM e Segretario Comites Norimberga, riceviamo:

Dopo un lungo e travagliato periodo che ha visto la chiusura del nostro efficace ufficio consolare, il 3 marzo 2015 è stato inaugurato il Consolato onorario di Norimberga alla presenza del Console Generale di Monaco di Baviera Filippo Scammacca, dell’ Ambasciatore d’ Italia a Berlino Pietro Benassi, dei parlamentari On.li L. Garavini (PD) e M. Caruso (Gruppo Misto), del Segretario Generale CTIM On.le R. Menia, di esponenti delle autorità locali , così come del nuovo Console Onorario Avvocato Günther Kreuzer. Nonostante la posizione critica della maggioranza dei componenti della lista CTIM, auguriamo al Console onorario Kreuzer un buon lavoro ed un esito positivo per la nostra comunità qui residente. Noi saremo di certo i primi a dare un contributo perché questo si realizzi, sempre nel rispetto dei ruoli .

Non nascondiamo tuttavia di ritenere che il consolato onorario non sia la soluzione auspicata e voluta, sia dalle associazioni che dal Comites, per far fronte nel modo migliore le esigenze della comunità italiana residente nella Alta e Media Franconia. Si tratta di oltre 20 000 italiani che hanno diritto di avere dei servizi raggiungibili, completi e competenti. Esprimiamo la nostra perplessità nel constatare come questa vicenda è stata affrontata in modo ben poco razionale e fattivo in quanto, con il pretesto di una revisione di spesa, sono stati limitati i nostri sacrosanti diritti. La collettività era addirittura riuscita ad avere conferma da parte del Comune di Norimberga di potere usufruire di locali gratuiti per lo Stato Italiano. Nonostante questo hanno prevalso altre strategie ed interessi. Di fatto sulla “operazione” Consolato Onorario a Norimberga il Comites non è stato consultato, bensì informato solo a fatto compiuto e a decisione presa.

Ma oggi cerchiamo di guardare avanti e mettiamo alla prova il Consolato onorario, soprattutto sulla questione di quali e come verranno erogati i servizi consolari ai nostri connazionali. Il primo chiarimento dovrebbe riguardare l’ampiezza delle funzioni del Console onorario, le modalità di erogazione dei servizi (quale personale) e gli orari di accoglienza del pubblico. Da quello a noi noto al momento della redazione di questo comunicato, questi servizi sarebbero limitati all’autentica di firme (solo in alcuni casi) e al ritiro delle carte d’identità solo per alcune “categorie” di italiani (malati, anziani, donne con bambini piccoli). Mi chiedo sinceramente come sia possibile rifiutare agli altri italiani gli stessi servizi. A mio avviso la Costituzione italiana parla chiaro!

Nemmeno l’autentica di firma, come abbiamo appreso alcuni giorni fa, sui certificati di esistenza in vita sarebbe un servizio offerto dal nuovo Consolato onorario. Da quello che ci è noto, proprio questo servizio è tuttavia “erogabile” anche dai Consoli onorari. Perché no a Norimberga?

Ricordo e ricordiamo che, in base al relativo Decreto Ministeriale a firma Belloni, il Console Onorario di Norimberga esercita le funzioni consolari limitatamente a:
a) autentiche di firme su atti amministrativi a cittadini italiani, nei casi previsti dalla legge.
b) consegna di certificazioni, rilasciate dal Consolato Gen. d’ Italia in Monaco di Baviera.
c) autentiche di firme apposte in calce a scritture private, redazione di atti di notorietà e rilascio di procure speciali riguardanti persone fisiche a cittadini italiani, nei casi previsti dalla legge.
d) ricezione e trasmissione al Consolato Gen. d’Italia in Monaco Baviera della documentazione relativa alle richieste di rilascio delle carte d`identità ………………, diretta consegna ai titolari delle carte d’identità, emesse dal Consolato Gen. d’ Italia in Monaco di Baviera …
e) assistenza ai connazionali bisognosi od temporanea difficoltà …………
Questi compiti non sono facoltativi, ma devono essere esercitati ed ogni cittadino italiano ne ha diritto.
Altra cosa che non può saltare all’occhio (fino al momento) è che a Norimberga i servizi del Consolato Onorario vengono offerti da personale “volontario” secondo la disponibilità di tempo e impegno delle persone coinvolte. A nostro avviso, tuttavia, non si può risolvere il problema avvalendosi di personale volontario che non offre alcuna garanzia di continuità e competenza (specie in casi complicati).

Altro punto da chiarire è l’orario di apertura del Consolato Onorario. Secondo le affermazioni degli incaricati esso sarebbe aperto al pubblico un giorno alla settimana per 3 ore, il venerdì dalle ore 14.00 alle ore 17.00. Si tratta del numero più modesto di ore di tutti i Consolati onorari in Germania di fronte ad una delle collettività più numerose (oltre 20.000 connazionali). Ad esempio il Consolato Onorario di Amburgo è aperto 3 giorni alla settimana per un numero complessivo 12 ore ed il Consolato onorario della Francia a Norimberga (fatto emblematico) è aperto 4 giorni alla settimana per 13 ore di fronte ad una comunità di circa 3.000 persone.
In internet l’orario del Consolato onorario italiano a Norimberga viene indicato come ogni venerdì dalle ore 14.00 alle ore 19.00 (in tutti i portali di ricerca). Anche questa è una questione da chiarire. Gli orari effettuati e quelli indicati ufficialmente non corrispondono (a discapito dei connazionali). Non sarebbe troppo poi avere una targa al portone del Consolato indicante gli orari per il pubblico. Si tratta di una questione di trasparenza.

La lista CTIM porta queste riflessioni e proposte (critiche) all`Ambasciatore Benassi ed al Console Generale di Monaco Scammacca, affinché si trovi una mediazione e compromesso per riuscire a fare di questo Consolato Onorario un punto di riferimento utile per la ns. comunità qui residente. Se così non fosse l’opzione della permanenza consolare come ad Saarbrücken sarebbe francamente più utile e sensata anche per Norimberga.

Ultimo punto di riflessione è stata la nostra sorpresa e perplessità per l’entusiasmo espresso dalla On.le Garavini, nel suo comunicato riguardo il Consolato Onorario di Norimberga. Proprio lei dovrebbe essere al corrente dei servizi limitatissimi a titolo onorifico e con un orario molto ristretto. Se è contenta l’On.le Garavini, noi non lo siamo !!. Ma non è solo questo a irritarci, ci ricordiamo che il primo nel 2009 a proporre un Consolato Onorario a Norimbrega nel periodo Frattini e Mantica, fu l’On.le Razzi. A suo tempo la cosa fu respinta in modo netto ed energico. Allora c’era anche più compattezza, grinta e forza nel contraddire il Governo Berlusconi, mentre oggi la protesta contro il Governo Renzi, con eccezioni, e molta più ovattata e sottovoce. Purtroppo il tempo ha dato ragione al l` on Razzi e questo, secondo noi, la dice lunga sulla serietà di questa soluzione che va bene dove risiede un ristretta cerchia di concittadini all`estero, ma non qui. Adesso, con tristezza, constatiamo la sintonia dei due parlamentari su Norimberga , mi viene da dire il gatto e la volpe. Le opinioni si sono incontrati e poveri noi!

La lista CTIM in questa difficile e in tratti surreale campagna elettorale cerca di convincere la nostra gente ad iscriversi e votare, nonostante la frustrazione, delusione e rabbia, anche per i fatti sopra citati, sia grande. Per amore di verità bisogna dire che tutti i Governi , dal Centodestra al Centrosinistra, non hanno mostrato interesse per la questione degli italiani all’ estero. Siamo stati trattati da mendicanti e scocciatori. Associazioni, Comites, Intercomites, CGIE e parlamentari eletti all’ estero, si sono mostrati imponenti. Né lettere aperte, né ordini del giorno o mozioni hanno potuto cambiare la nostra situazione. Chi decide, sono altri e questo molti connazionali l’ hanno percepito e il risultato si tocca con la mano, vedi iscritti votanti !! Speriamo fortemente in un cambio, ma siamo molto scettici.

Quando si dice “dare i numeri”…

???????????????????Di Roberto Menia

Alla Farnesina l’hanno presa letteralmente così la questione del voto per le rappresentanze degli italiani all’estero. E c’è poco da stare allegri. Improvvisazione mista ad incapacità o, forse, determinazione dolosa a far del male. Avevamo contestato da subito la cervellotica norma voluta dal Governo (e dal sottosegretario Giro in particolare) che metteva di fatto in discussione il diritto dichiarato al voto di ogni cittadino, con l’onere sullo stesso imposto di andare ad esercitare una preventiva opzione per esprimere il voto stesso per i Comites (Comitati per gli Italiani all’Estero) presso le rispettive sedi consolari.

Ebbene, come avevamo previsto, e nonostante la proroga concessa dopo aver verificato che nei termini originari aveva esercitato l’opzione al voto un miserrimo 2 (dicasi due) per cento degli elettori, dai dati ufficiali diffusi dalla Farnesina (che riportiamo a fianco, clicca qui per il RIEPILOGO) sappiamo che si è giunti ad un altrettanto miserando 6 (sei) virgola qualcosa per cento. Ci sono sedi rimaste scoperte, ci sono circoscrizioni dove è presente una lista sola (cosa che fa torto al pluralismo ed alla partecipazione), insomma un disastro.

Ma oggi si aggiunge un altro scandalo. Come è noto a chi si occupa di queste vicende, una volta eletti i Comites, si passa all’elezione di secondo grado del massimo organo di rappresentanza delle nostre comunità, il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), quella sorta di parlamentino che si riunisce alla Farnesina e traccia – o almeno contribuisce a tracciare – le linee generali della politica per i nostri connazionali nel mondo. Il CGIE ha sempre osservato una attribuzione dei seggi, per zona geografica e paese, sostanzialmente proporzionale (con dei correttivi) alla presenza delle nostre comunità negli stessi.

Ebbene, nella tabella diffusa ora dal sottosegretario Giro (e che riportiamo a margine) che riparametra l’attribuzione dei seggi, tenuto conto della diminuzione del numero degli stessi da 65 a 47 (fatto previsto dalla legge per esigenze di risparmio) scorgiamo una palese manomissione – semplicemente stupida o piuttosto frutto di faziosa scelta politica? – delle regole di proporzionalità, rappresentatività e buon gusto; non solo, vi si legge anche un sostanziale messaggio di disinteresse per le nostre comunità più lontane.

In molti hanno chiesto ai Soloni della Farnesina con che metodo si fosse giunti a queste determinazioni e, nelle non risposte degli stessi, si è preferito far filtrare la notizia che derivassero dai dati degli iscritti al voto. Bene. Andiamo a vedere con alcuni esempi e dati alla mano cosa hanno combinato lor signori. I soli Brasile e Argentina mettono assieme rispettivamente 33.716 e 60.318 iscritti al voto per un totale di oltre 94.000: l’Europa, tutta assieme ne colleziona di meno, cioè 89.000. Eppure in Europa va il 55,81 dei seggi (ce lo dice Giro) , a tutta l’America del Sud (quindi compresi Venezuela, Uruguay, Cile e Perù) la metà. Si dirà: correttivi al risparmio… ma l’America che parla italiano potrà ben pensare di essere considerata di serie B.

Inoltre nella regione centroamericana Messico, nella Repubblica Domenicana e a Panama dove ci stavamo preparando per lanciare il nostro candidato, adesso si scopre che non ci sarà nessun rappresentante.

Ancora. Parliamo dell’altra America, la più grande potenza economica e militare al mondo. Intelligenza e lungimiranza politica consiglierebbero di trattarla con un occhio di riguardo. Per se stessa e per gli italiani che vi dimorano. Negli Usa si sono iscritti a votare 12.000 connazionali e avranno 2 seggi (contro i 5 precedenti); in Germania per 19.000 iscritti (quindi un terzo in più) ci saranno 7 seggi, 4 in più di quanto si sarebbe dovuto presumere in proporzione (contro i 5 precedenti: mistero gaudioso, come mai qui aumentano nonostante decresca la popolazione?).

Se agli USA affianchiamo gli oltre 10.000 connazionali del Canada, andiamo ampiamente oltre il dato della Germania. Ma al Canada va un solo seggio. Più teste ma USA e Canada assieme fanno meno seggi della sola Germania. Notiamo, ma non con troppa malizia, che in Germania sono fioriti i patronati di sinistra, che non attaccano negli USA dove è molto forte la presenza di liste del Ctim: caso del destino o la manina di qualcuno? E infine: pare logico attribuire all’Australia, che è un continente, meta di una grande migrazione italiana, un solo seggio come l’Algeria…? Non voglio deliziarvi oltre con numeri e congetture. Chi ha mente libera e spaziosa non ha bisogno di altro. E’ giusto protestare e speriamo ancora di riuscire a cambiare qualcosa in questo quadro che hanno disegnato e malamente apprendisti stregoni e furbetti del quartierino…

Noi, comunque, facciamo il nostro dovere e invitiamo chi ci segue a fare il proprio dovere. Innanzitutto a recarsi alle urne il 17 aprile e votare per le liste del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, laddove sono presenti, o per i candidati del Ctim nelle liste indipendenti e di coalizione, o comunque a scegliere chi si è distinto nelle battaglie per la libertà, la solidarietà, i diritti.

Nel nome delle nostre antiche e sempre nuove battaglie d’italianità.

TABELLA

Il Sottosegretario Giro ha presentato oggi al Comitato di Presidenza del CGIE la lista dei componenti del nuovo CGIE, quello che verrà eletto dai Comites per i quali sono in corso le elezioni. I componenti eletti passano dagli attuali 65 a 43. In Europa sono il 55,81 del totale: Germania: erano 5, diventano 7 Svizzera: erano 5, diventano 6 Francia: erano 7, diventano 4 Belgio: erano 4, diventano 3 Regno Unito: erano 3, diventano 2 Paesi Bassi: erano 1, rimangono 1 Spagna: erano 1 (assieme a Grecia e Turchia), rimangono 1 (solo Spagna) Lussemburgo: erano 1, rimangono 0 Svezia (assieme a Danimarca e Norvegia): erano 1, rimangono 0 In Sud America sono il 32,56% del totale: Argentina: erano 8, diventano 7 Brasile: erano 4, diventano 3 Venezuela: erano 3, diventano 1 Uruguay: erano 2, diventano 1 Cile: erano 2, diventano 1 Perù: erano 1, diventano 1 In Nord – Centro America sono il 6,98% del totale: USA: erano 5, diventano 2 Canada: erano 5, diventano 1 Messico (con Caraibi e Centro America): erano 1, rimangono 0 Nel resto del mondo sono il 4,65% del totale: Australia: erano 4, diventano 1 Sud Africa: erano 2, diventano 1 Algeria  (insieme a Etiopia, Marocco e Kenya): erano 1, rimangono 0