Festa della Repubblica: “Piazza Italia” in Germania

 risotto tricoloreLa Germania parlerà italiano per la Festa della Repubblica. Il 2 giugno il CTIM Europa, coordinato dall’on. Mario Caruso, partecipa ad una tre giorni di eventi e meeting in occasione della Festa della Repubblica a Esslingen promossa dal Console Generale, Dr. Francesco Catania. Primo momento di aggregazione sarà il 31 maggio con il corteo alla cui testa ci saranno gli sbandieratori “Salemer Pfleghof” che giungeranno alla Rathausplatz. Attenderanno il corteo 12 maschere veneziane e le ragazze di Miss Fashion Made in Naro.

L’evento sarà ufficialmente aperto dagli inni nazionali (italiano e tedesco). Il discorso di benvenuto sarà curato dal Console Generale, Dr. Francesco Catania e dal Sindaco di Esslingen, Dr. Jürgen Zieger, oltre al sottosegretario tedesco Markus Grübel, e a quello italiano Domenico Rossi, e all’On. Mario Caruso, eletto nella circoscrizione estero  e “padrone di casa” in Germania e al Segretario Generale del CTIM Roberto Menia.
Per tutto il pomeriggio si esibiranno gruppi musicali e folk, come “Dolcevita”, “Stelle del Sud”,  Giacomo Iraci Sareri, “Gospelchoir Harlem Praise Family”, “Pumos”.

In serata i saluti saranno portati dal Console Generale, Dr. Francesco Catania, dal Sindaco di Esslingen, Dr. Jürgen Zieger, dal Ministro per l’Integrazione della Regione Baden-Württemberg, Bilkay Öney, dal Sottosegretario alla Difesa tedesco, Markus Grübel, dal Presidente della Regione Baden-Württemberg, Winfried Kretschmann e dagli “italiani” On. Mario Caruso e On. Rocco Buttiglione.

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Un’Italia ancora da creare. Ma con il tricolor!

tricdi Claudio Antonelli

Una canzone che molti di noi cantavamo da bambini, ma che in Italia – purtroppo – non si ode più: “È la bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella: noi vogliamo sempre quella, 
noi vogliam la libertà. Tutti uniti in un sol patto, 
stretti intorno alla bandiera, griderem mattina e a sera viva, viva il tricolor. Il tricolor, il tricolor!”
La bandiera rappresenta l’identità, la continuità, la fedeltà di un popolo. Essa esprime fratellanza, solidarietà, passato, destino comune. E la nascita in una terra ci rende per sempre fedeli alla bandiera di quel suolo. “La terra ci possiede” è un detto degli aborigeni canadesi che racchiude una grande verità per alcuni, anzi per tanti di noi.

Per noi emigrati la bandiera italiana non fa parte della retorica. Noi all’estero sappiamo che quel passato che ci ha formati quali noi siamo non può essere fatto sparire solo perché adesso viviamo in una nuova patria. La nostra identità d’origine non può essere abolita, anche se lo volessimo. Per gli altri noi siamo e saremo sempre “les Italiens”, “The Italians”, con tutto il corredo, purtroppo, di luoghi comuni e di generalizzazioni del tipo pizza, spaghetti, mafia…. Una delle lezioni del vivere all’estero è appunto che il sentimento di patria non è un’invenzione di retori, di estremisti, di ipernazionalisti, bensì una necessità dello spirito.

Adesso, purtroppo, nella penisola numerosi sono gli oltraggi alla bandiera. Anche i nostalgici dei Borbone hanno riesumato gli antichi stendardi di prima del tricolore… L’Italia attuale è un fermento di antagonismi. L’unità europea, lungi dall’aver cementato l’unità d’Italia, sembra aver allentato i legami fra Italiani, con l’eterna opposizione: Nord e Sud. Diciamolo: il nostro è un paese mal riuscito sul piano unitario, proprio perché ad esso manca l’aggregante del culto dell’identità nazionale, ossia il rispetto profondo dei valori rappresentati dalla bandiera. Rispetto intimo, torno a ripetere, e non puramente esibito, ossia esterno, retorico, magniloquente. Questi valori sono l’appartenenza ad un destino comune, una cultura che accomuna, un passato che ci ha fatti quali noi siamo.

L’italiano della Penisola anche se spesso è insensibile alla grande bandiera italiana, onora quotidianamente le piccole bandiere del proprio campanile, di partito, di fazione, di squadra di calcio, di clan…
Il giornalista Marcello Veneziani ha scritto con acutezza: “Parto dall’unico dato positivo e confortante: sono convinto che esista un’identità italiana, solo che non è politicamente tangibile: è civile, gastronomica, culturale e geografica, ma non c’è un’identità civile politica.”

ITALIAN NATIONAL DAY: IL CTIM PRESENTE

150Italian National Day: a Chicago il prossimo 1 giugno andrà in scena il sessantottesimo anniversario della Festa della Repubblica Italiana, promosso dal CTIM Nord America. Un’occasione estremamente significativa dal momento che dopo alcuni anni è proprio il CTIM a farsi promotore di una così rilevante iniziativa per i colori italiani. Dopo il Consolato il CTIM è l’unica associazione ad organizzare la manifestazione della Giornata Italiana e tra le poche in tutto il bacino nordamericano. Lo sforzo di individuare Chicago come sede dell’evento va letto nella direzione di voler dare anche un segnale di ripresa e di speranza per la collettività italiana dopo la cancellazione del Comites.

I meriti vanno senz’altro al delegato Carlo Vaniglia che si è speso organizzativamente in prima persona per la manifestazione. Sono stati invitate le Comunità, le Organizzazioni ed Associazioni Italo Americane, le Società religiose e Clubs Italiani, le Rappresentanze Diplomatiche Consolari ed Istituzionali. L’appuntamento è quindi per Domenica 1 Giugno 2014, alle ore 11.00, presso la Chiesa della Madonna di Pompei, in 1220 w. Lexington Street, Chicago, Illinois.

 Dopo la S.Messa ci sara’ una processione con tutte le organizzazioni che esibiranno i propri gonfaloni e le proprie bandiere al Parco di Garibaldi nel cuore dell’antica Little Italy, dove verrà deposta una corona di fiori dal Delegato CTIM di Chicago Vaniglia e da un veterano Italo Americano della seconda guerra mondiale. Seguira’ una mostra di Auto d’epoca Italiane , con un concerto di musiche e danze tradizionali.