MENIA: “LAVORIAMO PER PORTARE IN PARLAMENTO IL MEGLIO DELL’ITALIANITA’ OLTRE I CONFINI”

Hereford Event Foto_0202“Certo l’esempio dato in questi anni dai Pallaro, dai Di Girolamo, dai Razzi e altri, non giova alla causa e non possiamo non ricordare come anche l’idea del padre di quella legge fosse molto diversa da quel che poi si è verificato. Tremaglia immaginava una rappresentanza di uomini che all’estero illustrassero l’Italia, scienziati, ricercatori, capitani d’industria, uomini di pensiero, che sapessero portare in Parlamento il meglio dell’”Italianità oltre i confini”, uniti a prescindere dalla loro visione ideologica, fuori dai partiti, immaginava addirittura una lista unica e condivisa”.

E’uno dei passaggi più significativi del discorso programmatico del Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, riconfermato dall’Assemblea Generale svoltasi lo scorso 15 ottobre a Roma (il discorso integrale sarà pubblicato sul numero di ottobre di Prima di Tutto Italiani, eccone qui una anticipazione).

Menia illustrando il lavoro svolto sino ad oggi durate il primo mandato ha messo l’accento su come sarà utile industriarsi “per modificare le regole di quel voto, ma nessuno pensi di togliere di mezzo questa conquista che è una conquista dell’Italia intera”.

Ha inoltre citato le parole di Bruno Zoratto, indimenticato e ineguagliato animatore del Ctim dei tempi migliori, le quali valgono oggi come iei:

‘A scanso di equivoci il Ctim è e deve rimanere una libera associazione senza scopo di lucro. Le carenze strutturali dell’organizzazione Ctim nel mondo sono antiche e conosciute e prevalentemente provocate dalla mancanza oggettiva di mezzi sufficienti e adeguati’. Anche se per qualche sprovveduto può sembrare utopistico, ha aggiunto Menia, nostro dovere è quello di cominciare a ricercare seriamente i mezzi necessari anche nei luoghi di residenza con le iniziative di autofinanziamento più svariate.

Quando uno accetta un incarico è suo dovere cercare di ottemperare compiutamente alle sue funzioni. Quando uno non può adempiere o dissente deve avere il coraggio o l’umiltà di dichiararlo prendendo le dovute conseguenze.

“Non è tollerabile che qualcuno per anni rimanga in letargo, svegliandosi solo quando (….) Non è accettabile che il Ctim venga scambiato da qualcuno con una banca, con un oggetto personale o con una greppia da usare per soddisfare i propri istinti e le proprie esigenze”.

E ancora: “Vanno guardate con attenzione, io credo, le nuove e più incisive forme di coinvolgimento e collegamento, soprattutto dei giovani italiani o oriundi italiani all’estero: penso alle belle iniziative di molte Regioni italiane in collaborazione col le organizzazioni regionali dell’emigrazione che organizzano viaggi e percorsi di riscoperta delle radici; penso ai progetti delle università o gli stage di studio/formazione/lavoro e similari”.

Le regioni capofila di questa nuova emigrazione sono proprio quelle che erano fino a dieci anni fa le locomotive dell’economia e della modernizzazione italiana: la Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto, seguita dal Veneto (10.374).

A differenza dei 5 milioni di italiani che sono emigrati in Germania nel dopoguerra (e che per il 90% sono poi rientrati in patria) chi parte oggi non tornerà in assenza di nuove opportunità. Esiste un mondo giovanile in movimento che il paese non riesce più a intercettare: in Italia il 40% dei giovani è disoccupato.

“Esportiamo giovani e laureati, inaridiamo la nostra nazione, non facciamo più figli e di fatto consentiamo che chi se ne va sia sostituito da immigrati che in gran parte non hanno le nostre radici culturali e religiose, generando di fatto situazioni di potenziale conflitto, crisi sociali e a breve di sfarinamento della nostra identità nazionale”.

Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che commenta la nuova emigrazione italiana come «segno di impoverimento» chiediamo: ma l’Italia ufficiale, quella del Palazzo, che fa?

Crediamo per caso di “arricchirla” con la follia dello Jus soli, regalando la cittadinanza italiana a milioni di africani? Va detto e riaffermato che la nostra gente è emigrata in ogni angolo del mondo ed ha conquistato ogni cosa, piccolo e grande, con il lavoro, il sudore della fronte e il rispetto delle leggi: la cittadinanza è un’acquisizione che deriva dal riconoscersi in una cultura e nel condividerne i valori.

“Noi dobbiamo contrapporci all’assegnazione automatica della cittadinanza che derivi dal fatto che una persona nasca in Italia. Non possiamo rischiare che l’Italia diventare una sorta di gigantesca Sala Parto per le donne africane. La cittadinanza è una conquista”.

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IL NEO PRESIDENTE ARCOBELLI: “PER I 50 ANNI DEL CTIM, UNA GRANDE MANIFESTAZIONE UNITARIA”

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Nell’ assumere questo nuovo incarico desidero ringraziare il mio predecessore, nominato Presidente onorario, Giacomo Canepa, per aver non solo proposto la mia nomina, ma per essere stato rigoroso nel rispettare quei valori che hanno contraddistinto il Ctim nel mondo dell’associazionismo di emigrazione, assieme al Segretario Generale Menia e tutti coloro che per unanime acclamazione hanno voluto esprimere la fiducia nei miei riguardi.

Durante l’Assemblea Generale avevo chiesto ad alcuni dirigenti di non voler assumere nessun incarico nell’esecutivo, per diversi motivi che ho potuto spiegare in sintesi, ma alla fine ho capito che non potevo deludere la fiducia accordatemi da tutti i partecipanti e soprattutto la promessa fatta al nostro fondatore Mirko Tremaglia tre giorni prima della sua dipartita: e cioè quella di continuare ad operare con la nostra organizzazione e farsi valere secondo i nostri ideali.

Un grande onore ma anche un grande onere, quello di voler procedere con questo nuovo incarico in seno all’ organizzazione. A tale proposito ho voluto sin da subito trasmettere al Segretario Generale e a tutti i presenti pochi punti che ritengo sostanziali e che ribadisco per il rilancio del Ctim.

Al Ctim spetta un Ufficio di rappresentanza nella sede della Fondazione Alleanza Nazionale a Via della Scrofa a Roma, come era stato deciso nel 2009 alla presenza di Mirko Tremaglia e di molti di noi, da An prima dello scioglimento. Dopo i nostri solleciti auspichiamo in tempi molto brevi che ciò possa avvenire.

Bisognerà modificare lo statuto dell’Organizzazione, senza stravolgerlo nei contenuti, per stare al passo con i tempi, con una organizzazione più snella e semplice, con una guida dei componenti della consulta degli italiani all’estero ed il coinvolgimento dei più giovani.

Ritengo necessario per ottenere più risultati tangibili il coinvolgimento di professionisti ed esperti dei vari settori, con delle commissioni ad hoc quali il commercio, l’industria, la ristorazione, la cultura, la lingua italiana, la ricerca, la comunicazione prendendo spunto dai vari convegni che il Ministro Tremaglia ed i suoi collaboratori riuscirono ad organizzare tra il 2001 e il 2005. Vi posso annunciare la continuità concreta di collaborazione ed unità di intenti che nel corso degli anni si è maturata e rafforzata con Veneroso della Ciim (Confederazione Imprenditori Italiani nel Mondo) anch’essa costituita grazie alla volontà di Tremaglia.

Dopo aver discusso con alcuni dirigenti in Nord America tra i quali Carlo Consiglio, colonna storica per il Canada, coglieremo la grande occasione per poter celebrare il 50mo anniversario (Il CTIM fu fondato nel 1968), attraverso la predisposizione di un team che potrà sviluppare una “retrospettiva storica e delle memorie del Ctim dal ’68 ad oggi “, con la creazione di un museo virtuale e con l’organizzazione di mostre fotografiche, video filmati, pubblicazioni e poster da promuovere in giro per il mondo ed a livello nazionale.

Dalle visite in Europa di Bruno Zoratto e Tremaglia a Marcinelle, e nelle varie parti del mondo con il Columbus Day in America, in Canada, in Sud America ed Australia fino ai tempi piu recenti di Menia ad Hereford in Texas.

Ho ricevuto tanti messaggi di stima per le varie attività e manifestazioni svolte durante il mio servizio di coordinatore dell’area nordamericana. Desidero dichiarare che i meriti di tali eventi vanno esclusivamente indirizzati a tutti i miei collaboratori, delegati e volontari del Ctim , in particolare per aver partecipato da protagonisti al Columbus Day a Chicago, organizzato le feste della Repubblica, gli accordi bilaterali tra università, missioni filantropiche e di solidarietà, promozione di eventi musicali, cinematografici, artistici e di ricerca scientifica. La parte comunicativa a livello nazionale con il notiziario mensile ed il sito web a livello continentale. La salvaguardia del monumento a Balbo ed il restauro della cappella votiva ad Hereford e le visite ai cimiteri militari dove sono sepolti i nostri militari italiani della seconda guerra mondiale.

La partecipazione alla protesta pacifica a Santo Domingo per la Riapertura dell’ Ambasciata o la manifestazione informativa con il comitato per il No a Toronto alla presenza dell’ ex Ministro degli Esteri Terzi.

Ne approfitto per apprezzare l’impegno del giovane neo delegato del Molise Meffe che rappresenta anche l’Associazione Culturale “Monongah” per dare continuità al ricordo di tragedie dei lavoratori italiani nel mondo. Il mio grande predecessore, Enzo Centofanti, fu uno dei protagonisti di quella memorabile giornata di celebrazione dedicata ai caduti di quell’atroce tragedia.

Mentre per i positivi commenti relativi all’impegno in seno al Cgie ringrazio i colleghi Ciofi e Sangalli, che si stanno facendo valere con collaborazioni concrete per quanto riguarda il rapporto con le Regioni e le loro consulte, con dei punti segnalati per la proposta di riforma dei Comites e Cgie e per la mozione riguardante la stanza da dedicare presso il ministero degli esteri (e nostro fondatore) Mirko Tremaglia.

Certamente c’è da fare molto, le risorse economiche sono quasi inesistenti, credo però che le risorse più ricche di questo mondo sono quelle umane, ed è proprio su questo punto che desidero fortemente rivolgere un appello a tutti coloro che anni fa avevano scelto questo cammino comune voluto da Tremaglia. Molti di questi amici ci hanno lasciati per sempre, altri sono molto anziani, un buon numero di delegati sparsi nel mondo lavora a livello locale, ed altri ancora hanno deciso di intraprendere strade diverse o con altri obiettivi professionali o politici.

Ecco, desidererei che il 50 mo anniversario dalla fondazione del Ctim di poter celebrare assieme a tutti coloro che hanno contribuito e lasciato un ricordo attraverso un evento, una foto, una testimonianza, una memoria da tramandare. Penso che possa essere fattibile mettere da parte qualsiasi tipo di personalismi vari e conflittuali, con una riflessione che ci porta assieme nella stessa strada. Eventualmente contattate me o la Segreteria per inoltrare materiale storico in vostro possesso. Saremo aperti a suggerimenti ed a idee che si possano effettivamente realizzare.

Attenderò pazientemente perché penso che, assieme, ancora abbiamo da dare a questo meraviglioso mondo e per la Storia dell’emigrazione Italiana. Vince Sempre Chi Piu’ Crede!

IL SALUTO DEL PRESIDNETE ONORARIO CANEPA ALL’ASSEMBLEA GENERALE DEL CTIM

canepa1di Giacomo Canepa

Carissimi amici, mi spiace assai non poter essere presente a questa nostra cosí necessaria e voluta Assemblea e vi chiedo scusa. Purtroppo un’imprevisto intervento chirurgico anche se niente di grave, ma doveroso, me lo impedisce

Ho detto necessaria, per non solo le ragioni Statutarie ma, sopratutto per studiare insieme il modo di trovare la strada giusta che ci porti ad un CTIM organizzato e preparato a qualsiasi confronto elettorale nel futuro prossimo

La prova del 9 delle ultime elezioni dei COMITES, pur servendoci per far capire ai nostri rivali che non siamo morti come loro l’annunciavano, non sono ideali. Perché? Si poteva di più. Abbiamo si un centinaio di eletti sparsi nel mondo, peró pochi di loro riescono a farsi sentire essendo in minoranza.

La verità è che più che dei candidati, la colpa è nostra, ovvero dei dirigenti. Per rappresentare il Ctim in una regione, in un Paese all’Estero e sopratutto in un Continente, bisogna essere disposti a lavorare, non sono cariche onorarie, servono solo ad uno scopo, quello di portare avanti il nostro Comitato, seguendo l’esempio dal nostro indimenticabile fondatore On. Mirko Tremaglia

E’ difficile, anche nel mio paese di accoglienza il Perú, non è più come prima, alle nuove generazioni manca qualcosa che nelle nostre abbondava: la voglia d’Italia.

Non è neppure colpa loro, se ogni anno che passa siano in meno gli emigrati nati in Italia, gli oriundi essendo nati nei Paesi di accoglienza hanno forse meno motivazioni. Anche se siamo riusciti a eleggere 50% dei membri del Comites con la maggioranza di voti per ottenere la presidenza e la nomina del Consigliere al Cgie, non riusciamo a trovare un ricambio nella direttiva del Ctim locale

Il Ctim ha bisogno di sangue nuovo, noi dobbiamo dar passo a loro, ormai manchiamo della forza necessaria per combattere in un mondo dove purtroppo siamo in minoranza.

Ho deciso perció rinunciare in forma irrevocabile alla Presidenza che generosamente mi conferì Mirko Tremaglia nel 2008, riconfermata da voi nella nostra prima assemblea dopo il suo decesso

Qualcuno mi ha detto di ripensarci perché sono una colonna imprescindibile alla continuitá del Ctim, ma, non è cosí, le colonne nel tempo perdono la forza, rimangono in piedi solo come un testimonio di ciò che fù, per continuare con successo ci vogliono strutture moderne d’accordo con i nuovi tempi.

Sono sicuro che troveremo tutti insieme come e con chi riuscirci. La mia rinuncia alla carica non vuol dire l’abbandono, finché avrò vita e testa sarò sempre con voi, con il cuore che batte a “Destra”; la Destra Apartitica; quella voluta da Tremaglia: il Ctim. Vi voglio bene.