PRIMA DI TUTTO ITALIANI: SCAVIAMO TUTTI INSIEME CON QUEL TRICOLORE

Prima agoScaviamo tutti. Insieme, uniti, abbracciati e senza sosta. E’ l’apertura scelta per il nuovo numero di Prima di Tutto Italiani, dedicata alla tragedia che si è abbattuta sulle regioni del Centro Italia. L’immagine di quella bandiera italiana apparsa durante i soccorsi dopo il terremoto del 24 agosto è bellissima, si legge nel fondino di apertura.

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In un contesto drammatico, può essere la stella cometa che avvicina mondi lontani e spesso in guerra intestina; che accomuna i cento campanili che proprio quando la notte si fa scura, devono fare massa e agire per un obiettivo comune. Non solo la vicinanza e il pensiero alle vittime e alle loro famiglie, ma l’idea di un piccolo gesto simbolico come pensare a quando i tg si occuperanno di altro e le telecamere si spegneranno.

E allora immaginare di consegnare a quei ragazzi che non hanno più un tetto dove studiare tanti libri. Perché il Paese possa ricominciare da quelle macerie con speranza e coraggio. Non è retorica, solo affetto sincero per tutti.

Particolarmente ricco il nuovo numero con lo speciale “60 anni Marcinelle” sulle iniziative targate Ctim, il graffio di Giusto Bresciano sul caso delle “cicciottelle” alle Olimpiadi di Rio, il ricordo dell’affondamento dell’Andrea Doria vergato da Enzo Terzi,la nuova giovane scommessa della Ferrari raccontata da Enrico Filotico e il fondo di Claudio Antonelli dedicato al post terremoto.

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TERREMOTO, GARA DI SOLIDARIETA’ DAGLI ITALIANI DI TUTTO IL MONDO: OGGI GENERI DI PRIMA NECESSITA’, DOMANI UN GESTO SIMBOLICO

A man injured is carried by rescuers in Amatrice, central Italy, where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Italy, 24 August 2016. The quake was felt across a broad section of central Italy, including the capital Rome where people in homes in the historic center felt a long swaying followed by aftershocks. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

“Una gara di solidarietà da parte degli italiani nei cinque continenti che sono certo non faranno mancare il loro affetto”. E’l’auspicio del Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, nelle ore immediatamente successive alla tragedia sismica che ha colpito il Centro Italia.

“Fuori dai confini nazionali esistono altri milioni di italiani legati a doppia mandata a quei territori: penso alle comunità abruzzesi e marchigiane, ma più in generale a tutti coloro che vivono all’estero pur avendo origini italiane. E’a loro che il Ctim si rivolge in queste difficilissimi ore: ci impegneremo in una raccolta di fondi non solo per beni di prima necessità utilissimi in queste prime fasi, ma anche per un gesto simbolico futuro, come ad esempio l’acquisto di libri per quegli alunni che hanno visto le proprie scuole cedere sotto i colpi del terremoto”.

E aggiunge: “Vedere la nostra bandiera accanto ad uno dei sopravvissuti deve farci sentire uniti in momenti difficili e tristi come questo, rammentando che solo con il sostegno di tutti sarà possibile alleviare il dolore di cittadini e comunità che piangono i loro cari”.

LIBIA, IL CTIM AL NEO AMBASCIATORE PERRONE: DIALOGO, RACCORDO E COLLABORAZIONE ANCHE PER LE IMPRESE ITALIANE

ReteLibiaDialogo, raccordo e stretta collaborazione con le forze Nato. E’ l’auspicio che rivolge al neo ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone, il Ctim.

Secondo il Segretario Generale, on. Roberto Menia, “in Libia si sta di fatto aprendo una fase due e la nomina del nostro ambasciatore rappresenta un passaggio significativo e strategico”, osserva. “La premessa rappresentata dai 30 giorni di attacchi da parte di Usa e forze europee è certamente imprescindibile perché in questo modo si gettano le basi per una possibile soluzione del caso libico, che passi da una normalizzazione istituzionale. Ma a questo punto va evitato il rischio che le contrapposizioni tra Tripoli e Tobruk possano sfociare in uno scenario disarticolato come una divisione in stile muro di Berlino, con tre zone di influenza, contrapposte e frazionate. Sarebbe quello il momento in cui l’Isis vedrebbe riconosciuto il proprio effetto destabilizzante nell’intera macro area. In questo pertugio si inserisce la lieta e costruttiva notizia della prossima riapertura della nostra sede diplomatica guidata da Perrone”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il reggente del Ctim Libia, Francesco De Palo, animatore del blog Rete Libia nato dopo il seminario promosso in Senato lo scorso 19 aprile in cui, per la prima volta assieme, si sono confrontati i due rappresentanti di Tripoli e Tobruk a Roma con la regia della Camera di Commercio Italolibica.

Secondo De Palo il gravoso compito che attende l’ambasciatore Perrone è di di una estrema delicatezza, dal momento che “l’operazione militare avviata dagli Usa in Libia ha come primo effetto quello di legittimare il governo di Al-Serraj e al contempo di eliminare fisicamente il primo strato di milizie del Califfato nel Paese”. Al fine, però, di “evitare errori del passato e soprattutto di comporre il medesimo (e deleterio) schema che sta andando in scena in Siria, sarebbe utile pianificare anche una strategia politica vera e articolata, che affianchi (a magari guidi) l’intervento di droni e caccia”.

E’la ragione per cui il contributo italiano secondo De Palo “potrebbe essere strategico non solo al fine di abbozzare una forma di dialogo con Tobruk e Bengasi, ma anche in merito ai crediti maturati dalle imprese italiane in Libia e che, nonostante il Trattato di amicizia italolibico del 2008, non sono stati restituiti alle aziende del nostro Paese. A seguito di quel passaggio burocratico il Governo italiano avrebbe dovuto accantonare 225 milioni di euro all’anno e invece ancora oggi quelle imprese attendono ancora il dovuto. Ci auguriamo che la riapertura della nostra sede diplomatica possa rappresentare l’occasione anche per fare luce su questa vicenda”.

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