SCOMPARE ITALIA TREMAGLIA, IL CORDOGLIO DEL CTIM

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E’scomparsa, a pochi giorni dal 90esimo compleanno, Italia Caruzzi Tremaglia, moglie del Ministro degli Italiani all’estero e fondatore del Ctim. Da tempo ammalata, era nata il 21 febbraio del 1927 ad Attimis, in provincia di Udine. Il Consiglio Direttivo del Ctim, assieme all’intera comunità del Ctim sparsa nei cinque continenti, si stringe attorno alla famiglia per la grave perdita.

“Dopo anni di sofferenze si ricongiunge al suo Mirko – osserva il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia – nella consapevolezza che aver vissuto accanto ad un uomo di cotanto spessore, umano e professionale, è stato certamente un grande privilegio. L’importanza di una compagna di vita è straordinaria, a maggior ragione per uomini dalla personalità alta e intensa come il Ministro Tremaglia. Alla famiglia va l’abbraccio dell’intera comunità del Ctim, certi che da lassù potranno ritrovare anche l’amato Marzio”.

Le esequie si terranno mercoledì 15 febbraio 2017 alle ore 10 a Bergamo presso la Chiesa “Il Tempio Votivo” di via Statuto.

DALLAS, IL CTIM AL SEMINARIO DELL’OSIA, ARCOBELLI: “FACCIAMO SQUADRA PER IL COLUMBUS DAY”

???????????????????Si è tenuto a Dallas il convegno nazionale dell’Organizzazione Italo americana dell’Ordine dei Figli d’Italia (Osia), che quest’anno ha scelto il Texas come sede dell’incontro alla presenza del presidente Dan Longo assieme al comitato esecutivo, ai rappresentanti di ogni stato degli USA e delle varie commissioni. Tra i punti fondamentali la relazione annuale del Consiglio supremo di giustizia – (Concil Supreme Justice) – che, guidato da Kevin Caira, contiene informazioni su tutto il lavoro svolto nel 2016 in merito alla protezione dei diritti degli italo americani: ovvero provvedimenti contro gli stereotipi negativi, azioni contro la cancellazione del Columbus Day, petizioni e lettere.

Ospite dell’Osia il Consigliere del CGIE negli USA Vincenzo Arcobelli, coordinatore del Ctim Nord America, che nel suo intervento ha aggiornato i presenti sulla celebrazione della festività del secondo lunedì del mese di ottobre, in quanto artefice – assieme al suo comitato – della prima parata del Columbus Day in Texas. Dopo aver ringraziato il Presidente Longo, Mark De Nunzio per aver coordinato l’incontro, Kevin Caira e l’intera assemblea, ha voluto fare una panoramica generale delle attività svolte e della Presenza italo americana in Texas, dell’Associazionismo, senza dimenticare di sottolineare il ruolo degli organi di rappresentanza – Comites e CGIE – e ricordando come si è riusciti ad organizzare la Columbus Day Parade a Dallas quando altre località vorrebbero abolire il Columbus Day sostituendolo con l’”Indigenous Day”. Ultima, in ordine di tempo, la “disputa” nella Città di Los Angeles.

Arcobelli, poi, ha evidenziato come in casi del genere sia fondamentale l’azione congiunta di tutte le Organizzazioni e le associazioni; secondo Arcobelli per proteggere il Columbus Day non dovrebbe essere escusa un’azione presso i membri del congresso americano affinché presentino un emendamento che stabilisca che una legge federale non può essere cambiata a livello statale o addirittura comunale.

La legge che istituiì il Columbus Day, ha ricordato Arcobelli, “fu firmata dai presidenti Roosevelt e Nixon per onorare gli italoamericani, mentre oggi vari comitati di liberal radical chic e di nativi americani di varie città minacciano e vogliono cambiare la festività, tra l’altro l’unica dedicata agli italo americani in tutti gli Stati Uniti!”.

E ha concluso: “Adesso bisognerà raggiungere quota 100.000 firme per la petizione online da presentare all’Amministrazione della Casa Bianca”.

Cliccare qui per la petizione

MENIA A INTELLIGONEWS: “VI RACCONTO IL MIO IMPEGNO PER LE LEGGE SULLE FOIBE”

trieste-1Pubblichiamo l’intervista al Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, apparsa oggi sul magazine Intelligonews. (in foto l’on. Menia a Trieste in occasione del seminario dell’Unione Istriani con Gianfranco Fini,  Massimiliano Lacota, Benedetto Della Vedova, Roberto Antonione e Milos Budin)

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92 che vuole conservare e rinnovare “la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una medaglia commemorativa destinata ai parenti delle persone soppresse e infoibate in Istria, a Fiume, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale dall’8 settembre 1943 al 10 febbraio 1947. Sono esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati uccisi mentre facevano volontariamente parte di formazioni non a servizio dell’Italia.

La legge ha raggiunto il suo obiettivo o c’è ancora tanto da fare?

“Non c’è dubbio che ci sia ancora tanto da fare. Questa legge ha comunque raggiunto il suo obiettivo, non lo si può negare. Io esco adesso dalla celebrazione come ogni anno molto partecipata, dove si ritrovano gli esuli, sempre più anziani. La riflessione è proprio questa: il popolo di chi ha vissuto in prima persona tutto questo si sta estinguendo sempre più velocemente, è la legge del tempo. Ma la generazione venuta dopo è impegnata, io ad esempio sono nato al di là del confine, mia mamma è stata esule. Ho la percezione che quella sorta di damnatio memoriae che esisteva in Italia su questi fatti e che ci ha condizionato per oltre cinquant’anni sia stata in qualche modo superata e vinta da questa legge. Sia che quel che sia, ogni 10 febbraio magari anche con i convegni negazionisti che ci sono, si è costretti a parlare di tutto questo. Questo è recupero di memoria, recupero di storia nazionale”.

Cesare Pavese parlò di due forme di fascismo, i fascisti e gli anti-fascisti. La seconda categoria ha portato nel suo caso a che tipo di resistenze?

“Ci ho impiegato dieci anni a fare approvare quella legge. Fui eletto nel 1994, i miei primi atti furono questi. Ho avuto tante resistenze. Però ricordo il tabellone luminoso alla Camera, fu bello vedere tutti i puntini verdi salvo una parte davvero minima della sinistra estrema. La dimostrazione che la battaglia era vinta e soprattutto era condivisa. Questa legge ha avuto alla fine il voto favorevole di tutto il Parlamento, fu quasi plebiscitario. Anche a sinistra si è andati molto avanti”.

Oggi sui social il termine fascista rimbalza per una polemica tra Asia Argento e Giorgia Meloni. L’attrice ha fotografato la politica al ristorante, scrivendo come didascalia: “Schiena lardosa di una ricca e spudorata – Rendiamo l’Italia grande ancora – Fascista vista al pascolo”. La risposta di Meloni: “Mi ha molto colpito che abbia parlato della mia ‘schiena lardosa’. Lo pubblico per dire a tutte le donne che hanno partorito da pochi mesi e che per dimagrire non usano la cocaina di non prendersela se qualche poveretta fa dell’ironia sulla loro forma fisica. Valeva la pena mille volte di prendere qualche chilo”. Il fatto che ancora oggi si usino questi termini che cosa indica?

“Indica ignoranza. Credo che le uniche categorie siano quelle del giusto e dell’ingiusto, della verità e dell’anti verità. C’è una parte, tornando al giorno del ricordo, che ha sempre detto che chi è figlio delle foibe se lo meritava perché è fascista. Che poi neanche era vero, visto che ci finirono pure i partigiani. Quello che è vero è che o questo popolo italiano, questa nazione si ritrova in valori che sono condivisi, quelli della libertà, del rispetto della vita, che prescindono totalmente da certe categorie, oppure non si va lontano. Lo trovo di cattivo gusto, tutto ciò è privo di valore”.