LIBIA, IL CTIM AL NEO AMBASCIATORE PERRONE: DIALOGO, RACCORDO E COLLABORAZIONE ANCHE PER LE IMPRESE ITALIANE

ReteLibiaDialogo, raccordo e stretta collaborazione con le forze Nato. E’ l’auspicio che rivolge al neo ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Perrone, il Ctim.

Secondo il Segretario Generale, on. Roberto Menia, “in Libia si sta di fatto aprendo una fase due e la nomina del nostro ambasciatore rappresenta un passaggio significativo e strategico”, osserva. “La premessa rappresentata dai 30 giorni di attacchi da parte di Usa e forze europee è certamente imprescindibile perché in questo modo si gettano le basi per una possibile soluzione del caso libico, che passi da una normalizzazione istituzionale. Ma a questo punto va evitato il rischio che le contrapposizioni tra Tripoli e Tobruk possano sfociare in uno scenario disarticolato come una divisione in stile muro di Berlino, con tre zone di influenza, contrapposte e frazionate. Sarebbe quello il momento in cui l’Isis vedrebbe riconosciuto il proprio effetto destabilizzante nell’intera macro area. In questo pertugio si inserisce la lieta e costruttiva notizia della prossima riapertura della nostra sede diplomatica guidata da Perrone”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il reggente del Ctim Libia, Francesco De Palo, animatore del blog Rete Libia nato dopo il seminario promosso in Senato lo scorso 19 aprile in cui, per la prima volta assieme, si sono confrontati i due rappresentanti di Tripoli e Tobruk a Roma con la regia della Camera di Commercio Italolibica.

Secondo De Palo il gravoso compito che attende l’ambasciatore Perrone è di di una estrema delicatezza, dal momento che “l’operazione militare avviata dagli Usa in Libia ha come primo effetto quello di legittimare il governo di Al-Serraj e al contempo di eliminare fisicamente il primo strato di milizie del Califfato nel Paese”. Al fine, però, di “evitare errori del passato e soprattutto di comporre il medesimo (e deleterio) schema che sta andando in scena in Siria, sarebbe utile pianificare anche una strategia politica vera e articolata, che affianchi (a magari guidi) l’intervento di droni e caccia”.

E’la ragione per cui il contributo italiano secondo De Palo “potrebbe essere strategico non solo al fine di abbozzare una forma di dialogo con Tobruk e Bengasi, ma anche in merito ai crediti maturati dalle imprese italiane in Libia e che, nonostante il Trattato di amicizia italolibico del 2008, non sono stati restituiti alle aziende del nostro Paese. A seguito di quel passaggio burocratico il Governo italiano avrebbe dovuto accantonare 225 milioni di euro all’anno e invece ancora oggi quelle imprese attendono ancora il dovuto. Ci auguriamo che la riapertura della nostra sede diplomatica possa rappresentare l’occasione anche per fare luce su questa vicenda”.

MARCINELLE, LA PRESENZA DEL CTIM ALLE COMMEMORAZIONI

coronaMarcinelle: per i 60 anni dalla tragedia della miniera di carbone a Bois du Cazier, il Ctim oggi ricorda le vittime italiane in diverse città e sedi in tutto il mondo. In particolare il membro del Cgie Carlo Ciofi è a Marcinelle dove ha preso parte con il Delegato Ctim Belgio Orlando Marino, il senatore Aldo Di Biagio e il delegato Ctim Francia Mario Zoratto alla commemorazione per rendere omaggio ai nostri Caduti, “proseguendo sulla linea tracciata dall’On. Mirko Tremaglia, che ogni anno, si recava a Marcinelle per onorare le vittime e che, divenuto Ministro per gli Italiani nel Mondo, volle che proprio la data dell’8 agosto fosse ricordata in tutto il mondo come la Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano”.

Molto significativa la prima manifestazione targata Ctim a Santo Domingo grazie all’iniziativa di Vincenzo Arcobelli (membro del Cgie) e Paolo Dussich (Delegato Ctim Santo Domingo). In proposito il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia, nel  messaggio inviato alla manifestazione sudamericana, ha sottolineato “il significato della giornata che il Ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia decretò essere quella del “sacrificio del lavoro italiano nel mondo” elevando a simbolo proprio la tragedia di Marcinelle di 60 anni fa. Dobbiamo tutti e convintamente impegnarci perché nulla del genere abbia a succedere mai più, affinché il binomio lavoro-salute sia rafforzato e cementato prima di tutto dalla voglia di preservare i diritti di tutti.

ciofiIl pensiero corre ai nuovi emigranti, di casa nostra che, senza più la valigia di cartone spesso con fior di lauree e master, varcano le frontiere lasciandosi alle spalle il Belpaese. Sono i nuovi viaggiatori della globalizzazione, che cercano fortuna negli altri continenti dopo essersi formati in Italia”.

E ha aggiunto: “Anche a Santo Domingo esiste una nutrita e fiorente comunità italiana che porta alto il nome del nostro paese con il lavoro e l’impegno quotidiano nei più disparati rami della vita sociale, economica, culturale dell’Isola. A questi italiani dobbiamo essere vicini rivendicando i loro diritti e l’attenzione che meritano da un’Italia che pare mostrarsi troppo lontana e che, grazie al governo Renzi, ha inflitto loro l’umiliazione (oltre che i conseguenti disagi) della chiusura dell’Ambasciata che era punti di riferimento oltre che di prestigio per i nostri connazionali”.

IL CTIM A MARCINELLE NEL 60° ANNIVERSARIO DELLA TRAGEDIA DELLA MINIERA DEL BOIS DU CAZIER

logoAnche quest’anno, in occasione del 60°anniversario della tragedia di Marcinelle, il CTIM sarà presente per onorare la memoria di tutti i minatori che persero la vita in quel terribile 8 agosto 1956. Erano 136 gli Italiani provenienti da varie regioni del nostro Paese, da nord a sud, che avevano abbandonato le loro famiglie alla ricerca di un futuro più dignitoso.

Per non dimenticare, Carlo Ciofi, Consigliere del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo e del CGIE, accompagnato dal nostro Delegato del Belgio Orlando Marino, sarà presente a Marcinelle con una folta delegazione per rendere omaggio ai nostri Caduti, proseguendo sulla linea tracciata dall’On. Mirko Tremaglia, che ogni anno, si recava a Marcinelle per onorare le vittime e che, divenuto Ministro per gli Italiani nel Mondo, volle che proprio la data dell’8 agosto fosse ricordata in tutto il mondo come la “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo”. Un riconoscimento alla memoria di tutti gli emigrati del nostro Paese, perchè le loro sofferenze, dolori, disperazione non fossero mai dimenticati.

Da quel momento l’8 agosto si è arricchito di un nuovo significato; solo così è possibile trasmettere alle nuove generazioni il valore che la nostra emigrazione ha avuto nella Storia dell’Italia. Un valore che oggi equivale a prestigio, successo e affermazione: questo è quanto i nostri connazionali possono vantare in ogni Paese di residenza. Un grande risultato dopo anni di sacrifici, umiliazioni, misconoscimenti e discriminazioni.

E’ doveroso, quindi, il ricordo dell’unico Ministro per gli Italiani nel Mondo, Mirko Tremaglia, che definì gli Italiani all’estero “la sua famiglia” e per i quali fece approvare la Legge per l’esercizio del voto all’estero nei primi sei mesi dalla sua nomina, “dando democrazia” come amava dire “a tutti gli Italiani”!

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