Sessanta anni fa Trieste tornò a far parte dell’Italia

TRIESTETrieste di nuovo italiana. Pubblichiamo il ricordo a firma di Roberto Menia apparso sul Secolo d’Italia del 25/10/14.

Sessant’anni fa, il 26 ottobre 1954, sotto una pioggia battente ed un furioso vento di bora, una moltitudine di donne e uomini accoglieva le truppe italiane che, al comando del Generale De Renzi, entravano a Trieste. Tutta la città aveva vegliato quella notte, aveva aspettato i soldati col tricolore per abbracciarli e con loro abbracciare la Patria: perché era la Patria che tornava a Trieste e Trieste tornava alla Patria. Era la conclusione di una lunga storia di passione italica, il definitivo coronamento delle lotte risorgimentali del secolo precedente. La città simbolo della vittoria del ‘18, aveva vissuto, al termine della seconda guerra mondiale , un lungo, interminabile, tragico dopoguerra: l’occupazione da parte degli angloamericani, la precedente violenta sopraffazione titina con le stragi delle foibe, e l’incombere delle conseguenze di un ingiusto trattato di pace che la separava dall’Italia confinandola in un antistorico e assurdo “Territorio Libero”.

Gli ultimi martiri del Risorgimento

Un anno prima, il 5 e 6 novembre ’53, la rivolta di Trieste contro gli inglesi, nata per un Tricolore strappato, aveva costituito la premessa per quell’evento: i sei Caduti di quelle giornate furono uomini e ragazzi (e ricordo per tutti il più giovane, Pierino Addobbati, di 14 anni) che fecero rivivere in pieno ventesimo secolo stati d’animo, lotte, sacrifici di un rinnovato Risorgimento.“Gli ultimi Martiri del nostro Risorgimento”: così li definì anche il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nell’insignirli – nel cinquantesimo della seconda redenzione – della medaglia d’oro al valore.

Oggi alzabandiera in Piazza Unità d’Italia

Oggi Trieste celebrerà la ricorrenza con l’Alzabandiera solenne in Piazza dell’Unità d’Italia e con i tricolori alle finestre, ma oltre alla festa la città si interroga sul suo presente e sul suo futuro.La crisi morde, qui come altrove, la presenza industriale e commerciale decresce, il lavoro pure, il porto non decolla, la classe politica non dà certo il buon esempio (“rimborsopoli” in Regione ha mietuto vittime a destra e a manca)… C’è poi il sapore amaro di tante occasioni perdute: una città che geograficamente è baricentrica in Europa, teme di sentirsi periferia d’Italia, un estremità piuttosto che un’opportunità.

A sinistra c’è chi ancora ricorda il massacratore Tito

E può capitare allora, nell’anno del Signore 2014, di sentire il presidente del consiglio comunale (il rifondarolo Furlanic) inneggiare a “Tito liberatore di Trieste” o di incontrare bizzarri personaggi sotto le bandiere rosso alabardate (l’emblema del capoluogo giuliano) a vagheggiare il ritorno del TLT (Territorio Libero Trieste, ndr) in cui non si pagheranno più tasse e prospererà il paese del bengodi…Ma l’anima di Trieste rimane ugualmente e senza dubbi quella di una città intrisa di una italianità profonda e tormentata: lingua, storia, tradizione, orgoglio. Ma è anche una città che chiede meno retorica e scelte chiare sul futuro.

twitter@robertomenia

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Lima, pronta la lista Ctim

Canepa[1]Dopo la prima riunione del Comitato Elettorale posso confermare definitivamente che la nostra Lista del CTIM e’ stata accolta. Adesso è il momento della 2º fase, cercare di arrivare con il nostro programma al numero piú grande di possibili votanti. Ce la metteremo tutta!!!

Un abbraccio

Giacomo Canepa

Ctim, Menia in Argentina: “Forza con le liste Comites: non ci fermiamo”

rosario1Prosegue in Argentina il viaggio americano del segretario generale del Ctim, Roberto Menia, che da Rosario si sposta a Buenos Aires dopo aver incontrato il presidente del consiglio municipale di Rosario, Miguel Zamarini, nella splendida storica sede comunale dove gli ha conferito la medaglia del Ctim.

In seguito ha visitato il museo delle bandiere, situato all’interno del grande monumento alla bandiera, con una bella sorpresa. Ci sono le bandiere di tutti i paesi americani più quelle di Spagna e Italia.

“Il legame tra Argentina e Italia è un qualcosa di forte e indissolubile – osserva Menia – che va oltre le semplici celebrazioni o le frasi di circostanza. E’il frutto di una comunanza di storia e valori che oggi cercano un ulteriore intreccio in vista delle elezioni per il rinnovo dei Comites. Sul punto registro un vivacissimo attivismo da parte di tutti i dirigenti Ctim nelle Americhe. Un segnale significativo che, al di là del risultato finale, non può che renderci orgogliosi di tanto movimentismo e della volontà di rimettere in gioco posizioni e atteggiamenti. E’questo scatto di reni che rappresenterà il seme per i futuri germogli del Ctim”.

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