IL CTIM AL FAMILY DAY, MENIA: “I FIGLI SONO UN DONO DA ACCOGLIERE SECONDO NATURA”

Family“I figli? Sono un dono di Dio, da accogliere secondo natura così come tutte le altri componenti, sociali e giuridiche, di quella grande casa che è la famiglia tradizionale”. Così il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, partecipando a Roma al Family Day oggi al Circo Massimo, dove a trionfare sono stati non solo i palloncini rosa e azzurri ma soprattutto i numerosissimi partecipanti.

“Abbiamo da subito garantito l’appoggio del Ctim al leader della manifestazione, Massimo Gandolfini, perché crediamo che ancor più in un momento storico di grave crisi caratterizzato dall’importanza socio-economica della famiglia, non sia saggio azzoppare il caposaldo della società italiana. Questo cocciuto tentativo del governo di appoggiare le adozioni gay e l’inadeguatezza assoluta del ddl Cirinnà ci vedono fortemente contrari. Non solo come singola associazione ma, vedendo questa splendida piazza ‘di vita’, come la maggioranza del Paese”.

E conclude: “Il premier Renzi sta commettendo un errore macroscopico a sottovalutare questo grande segno di insofferenza e di sdegno”.

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IL CTIM NEL NUOVO CGIE: NOMINATO CARLO CIOFI

ctim-10Il Ctim sarà presente nel prossimo Cgie con il Cav. Carlo Ciofi. Così il decreto con cui il Ministero degli Esteri lo nomina consigliere del Cgie in rappresentanza del Ctim, che viene quindi così riconosciuto tra le sette organizzazioni maggiormente rappresentative nell’ambito dell’associazionismo italiano all’estero.

“Desidero esprimere tutta la mia soddisfazione e la mia gioia per questo risultato altamente significativo – commenta il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia – che credo sia giusto dedicare al Ministro degli Italiani agli Estero e fondatore del Ctim, Mirko Tremaglia. Sua l’intuizione di dare corpo e veste all’associazionismo italiano nei cinque continenti, sua la battaglia per il voto dei connazionali all’estero. E soprattutto sua la paternità di un modo alto di considerare chi ha lasciato la Penisola per cercare fortuna altrove. Sarebbe un errore non considerare lo straordinario peso specifico che il contributo del Ministro Tremaglia ha rappresentato per gli italiani all’estero. Per questa ragione credo che il ‘Vecchio Leone’ da lassù di questa nomina ne sarebbe molto entusiasta”.

Ecco i nomi dei venti consiglieri che rappresenteranno associazioni, partiti, sindacati, patronati e federazioni in Consiglio Generale.

CONSIGLIERI PER LE ASSOCIAZIONI
Gaetano Calà (Anfe); Carlo Ciofi (Ctim), Rodolfo Ricci (Filef), Gian Luigi Ferretti (Maie), Franco Dotolo (Migrantes), Luigi Papais (Ucemi), Franco Narducci (Unaie)

PARTITI
Norberto Lombardi (Pd), Vittorio Pessina (Fi), Matteo Preabianca (M5S), Luca Tagliaretti (Ncd)

CONFEDERAZIONI SINDACALI E I PATRONATI
Andrea Malpassi (Cgil), Gianluca Lodetti (Cisl), Daniela Magotti (Confsal), Anna Maria Ginanneschi (Uil – Ital Uil), Fabrizio Bentivoglio (Acli), Antonio Inchingoli (Mcl)

FEDERAZIONE DELLA STAMPA ITALIANA
Francesco Lorusso

FEDERAZIONE UNITARIA STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO (FUSIE)
Giangi Cretti

LAVORATORI FRONTALIERI
Mirko Dolzadelli (Cgil, Cisl, Uil)

Prima di Tutto Italiani: dove guarda l’Ue? Ora nuove rotte

europeyeMigranti, crisi economica, terrorismo, Iran, Ttip. Dove guarda l’Unione Europea in questo inizio di nuovo anno? E’la traccia seguita dal nuovo numero di Prima di Tutto Italiani (scaricalo qui) che nel fondino di apertura osserva come il vecchio continente, nonostante possa contare su un Commissario italiano, pare sempre più diretto verso una pangea eterodiretta.

Come se solo la strategia di Berlino fosse quella giusta, mentre poi i fatti dimostrano il contrario. Per dirne una, le politiche improvvisate dalla Cancelliera tedesca sui rifugiati stanno infatti portando al collasso. Non solo il caso Colonia (il più evidente) ma i mille e più segnali che un’apertura, tout court e senza regole, conduce solo al caos.

Il nodo, in questo caso come in molti altri, non è legato all’ideologia: non c’è la xenofobiadietro le penne di chi critica la gestione targata Ue del dossier migranti, bensì la logica e il buon senso. A Ellis Island un secolo fa l’accoglienza era gestita da un’organizzazione perfetta, che valutava e coordinava i flussi. Nel Mediterraneo regna l’improvvisazione, mentre si regalano tre miliardi di euro ad una Turchia che si fa quotidianamente beffa di leggi e diritti. Medesimo principio è applicabile alle altre crisi di questo gennaio. Punire la Russia con le sanzioni e poi fare diplomaticamente a “cazzotti” sulla Siria è un regalo all’Isis.

E ancora, il silenzio calato sull’accordo Ttip tra Usa e Ue unito al rischio che l’ingresso dellaCina nel mercato comunitario possa spazzare via ogni tipo di speranza per l’occupazione italiana, è veleno per il Made in Italy e per chi auspica una promozione del marchio tricolore. E invece si assiste ad accordi sottobanco, sottovalutazioni di cause ed effetti, migrazioni di massa non di giovani con la valigia di cartone, ma di fior di professionisti che abbandonano lo stivale per tentare la fortuna altrove. L’Ue stia attenta dove guarda, perché sta perdendo i suoi tesori.

Da segnalare sul nuovo numero l’intervista al giornalista del Tg1 Angelo Polimeno sul suo libro “Non chiamatelo Euro“; la riflessione di Enzo Terzi sull’Europa (“Credevo fosse amore invece era un calesse”); il graffio di Claudio Antonelli sulla nuova jihad dopo le soluzioni all’acqua di “Colonia” e il fondo di Roberto Menia: “Rotta verso il porto presidiato da Mirko Tremaglia”.

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