ECCO PERCHE’AL REFERENDUM VOTEREMO NO: IL FONDO DI MENIA SU PRIMADITUTTOITALIANI

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di Roberto Menia

Come mai un presidenzialista convinto, da destra, voterà no al prossimo referendum del 4 dicembre? Semplice. Perché il presidenzialismo in questa riforma non è contemplato. Si è pensato invece, e con approssimazione, di buttarci dentro un po’di tutto, con il risultato di avere per le mani non soltanto un pastrocchio legislativo, così come lo hanno epitetato numerosi Presidenti emeriti della Consulta di aree diverse.

Ma di produrre un mostro giuridico che produrrà più danni che benefici, si veda conflitti di attribuzione, Senato multiforme e composto da sindaci e consiglieri che faranno i senatori part time. Sarebbe bastato mettere mano davvero agli articoli della Costituzione da modificare mentre Renzi e Boschi hanno toccato 47 articoli della Carta peggiorando il tutto e mortificando il voto all’estero, su cui è utile dire due cose.

La prima è che con il nuovo Senato scompariranno anche i senatori eletti all’estero: i nostri connazionali già gravati del peso di ambasciate e consolati chiusi, tagli orizzontali a dotazioni e infrastrutture, perderebbero anche chi li rappresenta. In secondo luogo l’intenzione del Premier di usare il motto “o la riforma o il caos” fa solo un danno ai nostri affari, inclusi quelli che dalla mattina alla sera si fanno in quattro per promuovere il made in Italy. 

Al Paese per essere competitivo serve una giustizia più rapida e certa; un sistema che faccia rete tra imprese, università e filiere; una minore tassazione per chi fa pil e non sommerso. E non certo una riforma truffa come quella a cui voteremo no.

twitter@robertomenia

Fonte: Prima di Tutto Italiani novembre 2016

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IL PATRIARCA DI COSTANTINOPOLI A BARI/ DE PALO (CTIM GRECIA): ECCO LE NUOVE STRADE DELL’ECUMENISMO

barto-cacucciIl patriarca ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, sarà in Puglia nei prossimi giorni: non solo un nuovo segnale di dialogo dopo l’incontro sull’isola di Lesvos con Papa Francesco, ma anche per un gesto altamente simbolico e rappresentativo. Lunedì 5 dicembre riceverà infatti dalle mani dell’Arcivescovo di Bari, Mons. Francesco Cacucci, la chiesa del Sacro Cuore che sarà destinata ai greci ortodossi del capoluogo pugliese.

“Si tratta di una visita dall’intenso carico emotivo ed ecumenico che offre un altro puntello al dialogo tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa – osserva Francesco De Palo, delegato CTIM Grecia – La vicinanza strategica, geografica ed ideale, tra la Puglia e la Grecia non può più essere un elemento di secondaria rilevanza, ma deve obbligatoriamente tramutarsi in un plus e farsi propellente per l’ulteriore rafforzamento di legami ed interlocuzioni”.

E aggiunge: “Puglia e Grecia fanno sempre più rima con ecumenismo, dove il culto di San Nicola è fertile sintesi tra cattolici ed ortodossi. Essi proprio a Bari e a Brindisi, trovano ampi momenti di condivisione. La benedizione del mare nel porto di Brindisi, la celebrazione della Theofania, il dialogo interreligioso avviato ormai trent’anni fa da Papa Giovanni Paolo II e che si è tramutato, a queste latitudini, in abituale scambio di culture e momenti di comunione. Per queste ragioni la visita del Patriarca Bartolomeo impone ancora più responsabilità alle due comunità, che dovranno raccogliere il testimone composto da gesti alti, per tramutarli in azioni quotidiane”

SUL NUOVO NUMERO DI PRIMA DI TUTTO ITALIANI: TEMPO SCADUTO

prima-nov-16Tempo scaduto” è il titolo di apertura del numero di novembre di Prima di tutto Italiani, con una riflessione sulla tragica mancanza di leader europei lungimiranti e dedicati alla parte costruens.

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Quante volte è stato osservato che il conto alla rovescia per l’Ue è stato attivato? Moltissime. Ma questa volta, forse, è più rosso delle altre. Le partite da giocare in questo ultimo scorcio di 2016 sono parecchie e tutte maledettamente complicate. C’è l’arroganza della Turchia di Erdogan, che insulta il Trattato di Losanna e i diritti più elementari. C’è la questione del gas nel Mediterraneo, con interessi su cui l’Italia può e deve dire la sua.

Ci sono le guerre in Siria e Libia dove la luce non si vede. C’è la novità rappresentata dal neo presidente americano Donald Trump, con le nuove strategie legate al vecchio continente, dove dovrebbe prevalere l’intenzione della Casa Bianca di spostare progressivamente navi e soldi sul versante asiatico. Spazio libero, dunque, ma chi sarà in grado di riempirlo? L’Italia, attesa da uno snodo referendario che cela cambiamenti politici? La Germania, con il quarto mandato chiesto dalla Merkel che sente alle spalle il ato degli euroscettici di Afd? La Francia del deludentissimo Hollande, che mostra il vento in poppa alla famiglia Le Pen? La certezza sembra una al momento: di statisti neanche l’ombra.

Nel nuovo numero un’interessante riflessione di Claudio Antonelli sull’evoluzione degli emigranti italiani, la campagna per il no al referendum condotta dal Ctim tra gli italiani all’estero, il centenario della stesura di “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello vergato da Enzo Terzi e l’ottimo risultato della nuova Alfa Romeo Giulia, vincitrice del Volante d’oro 2016.

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