STRAGE DI TORONTO, IL CORDOGLIO DEL CTIM PER LA VITTIMA ITALIANA

damicoIl Ctim si unisce al dolore della famiglia di tutte le vittime della strage di Toronto, in modo particolare a quella di Anne Marie D’Amico, originaria di Pietrapertosa, in Basilicata.

In una nota il Presidente Vincenzo Arcobelli, il Segretario Generale Roberto Menia, e il coordinatore del Ctim Canada Franco Misuraca, esprimono il cordoglio per una morte assurda.

“La prima vittima identificata della strage è l’italo-americana Anne Marie D’Amico, impegnata in un’azienda che lavorava su progetto umanitario per costruire case e scuole nei paesi in via di sviluppo. Una morte incredibile e figlia di una violenza folle e incontrollata, che merita oggi solo silenzio e riflessione. Il nostro pensiero va alla sua famiglia, ai suoi affetti e ai suoi sogni spezzati”.

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TRAGEDIA DI ARSIA, MENIA (CTIM): “SCHIAVONE FA CONFUSIONE, LA STORIA VA STUDIATA PRIMA DI ESSERE USATA…”

menia2Schiavone fa confusione, la storia va studiata prima di essere usata…”. Così il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, interviene dopo gli svarioni del Segretario Generale del Cgie che in occasione del 78mo anniversario della sciagura mineraria dell’Arsia ha fatto molta confusione.

“Non è l’amore di polemica ma la conoscenza della storia e le mie origini istriane che mi inducono a far notare gli obbrobri contenuti nel comunicato del Segretario Generale del CGIE Schiavone e dedicato al 78mo anniversario della sciagura mineraria dell’Arsia nella quale persero la vita 185 minatori italiani il 28 febbraio 1940 – osserva Menia in una nota – Se può essere lodevole l’intento, è però evidente che Schiavone non sa di che parla. Crede di parlare di emigranti italiani in Croazia ma è fuori strada. Della cittadina di Arsia dice ‘Raša in Croazia, nella penisola dell’Istria a pochi chilometri dalla città di Valonga”. Rivolge il suo pensiero “ai minatori deceduti e feriti, alle loro famiglie” e a “tutte le vittime italiane emigrate alla ricerca di un futuro migliore’. Puntualizziamo allora”.

“Raša – sottolinea Menia – è la croatizzazione di Arsia, città mineraria di fondazione, costruita durante il fascismo ed inaugurata il 4 novembre 1937. Mussolini pose la prima pietra e scese anche in miniera. Si trattava della prima città a carattere minerario progettata e costruita dal regime; ad essa seguì Carbonia in Sardegna. Sorse in una zona di bonifica sul torrente Carpano. Non vi erano emigranti italiani per il semplice motivo che l’Istria allora era Italia, casomai coloni che popolarono fino a quasi 10.000 unità la cittadina producendo un milione di tonnellate di carbone all’anno.

La ‘vicina città di Volonga’ citata da Schiavone non esiste: esiste invece Albona, storica città istriana che fu importante municipio romano della Gens Claudia”.

E conclude: “Con l’esodo istriano seguito alla cessione dell’Istria alla Jugoslavia, Arsia di svuotò quasi completamente e le miniere divennero triste sede di prigionia e lavori forzati per i dissidenti del regime comunista di Tito. Ecco tutto. Senza acrimonia, ma per amor di verità…”

IL CTIM A ROMA PER L’ULTIMO SALUTO A MATTEOLI. MENIA: “UOMO DI SOLUZIONE, PIU’ CHE DI CONTRAPPOSIZIONE”

menia-matteoli

Anche il Ctim con il Segretario Generale Roberto Menia ha preso parte a palazzo Madama alla camera ardente per l’ex ministro Altero Matteoli, scomparso due giorni fa in un incidente stradale e poi al rito funebre, che si è celebrato nella chiesa di Santa Maria sopra la Minerva.

Secondo Menia “la pacatezza diplomatica di Matteoli, accanto ad un temperamento indubbiamente forte, era un suo preciso tratto distintivo che lo poneva lontano anni luce dalla politica, sguaiata e sopra le righe, con cui conviviamo oggi”.

Matteoli Treaglia

La consapevolezza che “ricucire è un passaggio significativo nella vita come nella politica, ci porta a ricordare un uomo di destra che, schietto e diretto da buon toscano, non lesinava mai la strada della soluzione, più che quella della contrapposizione”.

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