AIRE, PERCHE’ ISCRIVERSI E CON QUALI VANTAGGI: LO SPIEGA LA FARNESINA

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Il Servizio Stampa del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha messo a punto una campagna promozionale volta ad illustrare alla collettività residente all’estero i vantaggi derivanti dall’iscrizione all’Aire, pensata per poter essere veicolata sia in versione digitale, su web e social che in forma cartacea.

La campagna è partita il 2 ottobre sul sito http://www.esteri.it e sugli account Twitter e Facebook della Farnesina e, contestualmente, sui siti web e sui social delle sedi consolari in Svizzera.

Al di là degli aspetti positivi per i connazionali che si iscrivono, disporre di dati anagrafici aggiornati sui residenti all’estero consente di avere una più realistica fotografia della collettività – importante per agevolare un‘efficace prestazione dei servizi all’utenza – e della pressione che essa esercita sui servizi consolari. E ciò, anche per sostenere la richiesta di risorse adeguate per la rete diplomatico-consolare.

La campagna invita i connazionali a individuare sul sito http://www.esteri.it il proprio consolato e quindi a contattarlo per provvedere all’iscrizione.

twitter@ctim_italia

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REFERENDUM COSTITUZIONALE, ECCO COME VOTERANNO GLI ITALIANI ALL’ESTERO

senatoEcco come potranno votare i connazionali all’estero in occasione del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Chi risulta iscritto all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) riceverà come di consueto il plico elettorale al loro indirizzo di residenza. Qualora l’elettore non lo ricevesse potrà sempre richiederne il duplicato all’Ufficio consolare di riferimento. Si ricorda che è onere del cittadino mantenere aggiornato l’Ufficio consolare competente circa il proprio indirizzo di residenza.

Chi invece, essendo iscritto nell’AIRE, intende votare in Italia, dovrà far pervenire all’Ufficio consolare competente per residenza (Ambasciata o Consolato) un’apposita dichiarazione su carta libera che riporti: nome, cognome, data e luogo di nascita, luogo di residenza, indicazione del comune italiano d’iscrizione all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, l’indicazione della consultazione per la quale l’elettore intende esercitare l’opzione.

La dichiarazione deve essere datata e firmata dall’elettore e accompagnata da fotocopia di un documento di identità dello stesso e può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano all’Ufficio consolare, anche tramite persona diversa dall’interessato, entro l’8 ottobre 2016, con possibilità di revoca entro lo stesso termine.

Elettori temporaneamente all’estero

Gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del Referendum, nonché i familiari con loro conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani (legge 459 del 27 dicembre 2001, comma 1 dell’art. 4-bis), ricevendo la scheda al loro indirizzo all’estero.

Per partecipare al voto all’estero, tali elettori dovranno – entro l’8 ottobre 2016 – far pervenire al comune d’iscrizione nelle liste elettorali un’apposita opzione. E’ possibile la revoca entro lo stesso termine. Si ricorda che l’opzione è valida solo per il voto cui si riferisce (ovvero, in questo caso, per il Referendum del 4 dicembre 2016).

L’opzione può essere inviata per posta, telefax, posta elettronica anche non certificata, oppure fatta pervenire a mano al Comune anche da persona diversa dall’interessato (nel sito http://www.indicepa.gov.it sono reperibili gli indirizzi di posta elettronica certificata dei comuni italiani).

La dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e obbligatoriamente corredata di copia di documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale, l’indicazione dell’Ufficio consolare competente per territorio e una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’ammissione al voto per corrispondenza (vale a dire che ci si trova – per motivi di lavoro, studio o cure mediche – in un Paese estero in cui non si è anagraficamente residenti per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento del referendum; oppure, che si è familiare convivente di un cittadino che si trova nelle predette condizioni).

La dichiarazione va resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), dichiarandosi consapevoli delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni mendaci (art. 76 del citato DPR 445/2000).

CANONE RAI, LA BEFFA PER GLI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO: NON SONO ESONERATI

Canone raiFonte: Il Giornale del 29/3/16
di Paolo Bracalini

Per prima cosa le scadenze: quanti sanno che c’ è soltanto un mese di tempo per avvisare il Fisco che non si è tenuti a pagare il canone Rai? È il primo dei trucchetti infilati nel nuovo sistema di riscossione della tassa Rai, affidata all’ Agenzia delle entrate. Il modello da sottoscrivere (complicato già nel nome: «Dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione per uso privato») se si è in possesso dei requisiti per essere esentati dal canone Rai, va infatti spedito entro il 30 aprile per posta raccomandata (dopo soltanto via internet, ma solo fino al 10 maggio).

Chi sgarra, si vedrà addebitati nella bolletta di luglio sei mesi di canone Rai, anche se in casa non ha la tv. Domanda: in quel caso, non si può fare ricorso per la tassa ingiustamente pagata? No, ed ecco un’ altra trappola. Come segnala il sito di consulenza legale La legge per tutti, chi sbaglia paga e basta.
«La legge dice che l’ autocertificazione è il solo e unico modo per superare la presunzione di detenzione della tv – scrive l’ avvocato Angelo Greco – Questo significa che, in caso di mancato invio della dichiarazione, non c’ è altra possibilità di dimostrare il contrario, ad esempio impugnando davanti al giudice un eventuale accertamento fiscale. Tutto il contrario di quanto invece avviene con qualsiasi altro atto impositivo del fisco, che invece consente sempre la tutela giudiziaria. Con il canone Rai, invece, il ricorso al giudice è del tutto precluso», al punto da sospettare d’ incostituzionalità la legge sulla tassa Rai, per violazione del diritto alla difesa giudiziale.

Altra trappola a cui stare attenti. Se due componenti dello stesso nucleo famigliare hanno intestate due utenze elettriche (esempio: marito e moglie vivono insieme ma sono proprietari di due diversi immobili con due diversi contratti di fornitura elettrica), rischiano di pagare due canoni Rai, a meno di non fare – in tempo – la solita autocertificazione al Fisco. E deve farlo – terza trappola – ogni anno. Non vale più infatti la vecchia autocertificazione, che veniva spedita alla Rai una volta per tutte per non avere più noie. Con la nuova norma, invece, bisogna ricordarsi ogni anno di disdire la tassa Rai, se non la si deve pagare. Un’ altra scadenza fiscale che si aggiunge alle altre dozzine da tenere a mente per non incappare in Equitalia.

Sono molte le informazioni da sapere per non sbagliare, e l’ interlocutore non è più la Rai ma anche peggio, l’ Agenzia delle entrate, garanzia di complicazioni inutili e linguaggio incomprensibile. «Il provvedimento è un percorso ad ostacoli pieno di tranelli, un cubo di Rubik da risolvere per capire come non pagare una imposta che non si è tenuti a pagare» scrive l’ avvocato Emmanuela Bertucci, legale dell’ Aduc, che ha predisposto un vademecum per orientarsi nella selva del nuovo canone Rai.
Un tranello segnalato da Aduc: mettiamo che qualcuno abbia fatto l’ autocertificazione a gennaio o febbraio, cioè prima delle specifiche dell’ Agenzia delle entrate. Bene, il Fisco le terrà valide «solo se contengono tutti gli elementi previsti dal modulo», cioè basterà mezza virgola fuori posto e si pagherà il canone. Poi. «Come verrà informato chi non deve pagare il canone Rai? Solo via internet, quindi il cittadino ha l’ onere di pattugliare il web.
Una modalità che viola lo Statuto del contribuente». E c’ è pure la beffa per gli italiani residenti all’ estero, magari con la casetta dei nonni in Italia. Non sono esentati dal canone Rai