CONFERENZA DEI RICERCATORI ITALIANI NEL MONDO: DODICI EDIZIONI DA RICORDARE

ConfConferenza dei ricercatori italiani nel mondo: dodici edizioni da ricordare.

Ecco tutti i dettagli e le pubblicazioni relative all’archivio della grande manifestazione che ogni anni viene promossa a Houston dal locale Comites (che rappresenta il distretto Consolare Statunitense degli stati del Texas, Arkansas, Louisiana e Oklahoma) in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia di Houston ed il CTIM.

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CASA ITALIA A TORONTO, LA MISSIVA DI CARLO CONSIGLIO

TorontoPubblichiamo la lettera che Carlo Consiglio ha inviato al settimanale “Lo Specchio”, diretto a Woodbridge da Giovanna Tozzi.

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi di antico; io sono altrove……. Per me che ho chiaro lo scenario che va profilandosi contro la Comunità Italiana di Toronto, il Pascoli credo sintetizzi il percorso obbligato che quella parte sana della comunità dovrà intraprendere. Mi riferisco al progetto di vendere l’edificio del Consolato e le aree di pertinenza per realizzare un mega edificio di non so quanti piani concretizzando una permuta con un costruttore che per puro caso mi richiama alla memoria lo stesso Pascoli, progetto che ha tutori e sponsor tra i soliti “signorsi”, per ottenere in cambio locali da destinare a sedi degli organismi di rappresentanza del Governo italiano in Toronto e un gruzzolo di milioni da inviare a Roma.

Mi riferisco al progetto di vendere l’edificio del Consolato e le aree di pertinenza per realizzare un mega edificio di non so quanti piani concretizzando una permuta con un costruttore che per puro caso mi richiama alla memoria lo stesso Pascoli, progetto che ha tutori e sponsor tra i soliti “signorsi”, per ottenere in cambio locali da destinare a sedi degli organismi di rappresentanza del Governo italiano in Toronto e un gruzzolo di milioni da inviare a Roma.

Consentimi, caro Direttore, di chiarire prima di entrare nel vivo del mio ragionamento, cosa intendo e cosa sottende “io sono altrove”. Negli ultimi trent’anni che, consentimi di sottolineare con orgoglio, hanno rappresentato un periodo d’oro per la storia di questa nostra comunita’, vi sono stati protagonisti di tante battaglie (Monumento all’Italiano caduto sul lavoro in Woodbridge, il riconoscimento ad esistere come COMITES, Vicenda RAI, accettazione da parte del MAE del ruolo di leader di Toronto nell’insegnamento dell’italiano) cui la comunita’ ha riconosciuto un ruolo di leader.

Tantissimi di tali protagonisti, ed anche io tra i tanti, per i piu’ svariati motivi hanno preferito defilarsi e non partecipare piu’ attivamente alla vita comunitaria. Un esempio emblematico di un leader che ha speso una vita avendo come obbiettivo l’interesse della Comunita’ consentendo alla stessa di mantenere e riconoscersi nelle proprie radici è stato Alberto Di Giovanni. Ma tanti altri come Lui hanno profuso impegno. Non posso non citare Tony Fusco, Gino Bucchino, Gino Ripandelli, la signora Bartoli, Tony Porretta e altri ancora che si sono avviati e non me ne vogliano i tantissimi che non ho citato un po per evidenti motivi di spazio e soprattutto perché l’eta’ attutisce i ricordi.

Orbene, per tutti costoro, deve suonare la campana e insieme con la Comunita’ riprendere a lottare contro chi vuole penalizzarla. L’edificio del Consolato Italiano non e’ altro che la “Casa d’Italia” realizzata dalla Comunita’ negli anni trenta con grandi sacrifici ma anche con tanto orgoglio. Questo Edificio fu confiscato dal Governo Canadese nel 1940, all’inizio della guerra, che vedeva i due paesi combattere su diversi fronti, e definitivamente restituito alla Comunita’, e non al Governo italiano, per essere destinato a sede del Consolato.

Non vi e’ dubbio alcuno che il complesso attualmente sede del Consolato e’ patrimonio della Comunita’ e se nella denegata ipotesi dovesse subire una variazione, il frutto di tale variazione non puo’ non che rimanere della Comunita’.

Occorre rivolgersi in prima istanza all’Autorita’ canadese e far loro comprendere che Casa Italia deve essere considerato edificio di interesse storico e culturale e deve quindi essere preservato e tutelato. Se in Italia si fosse indiscriminatamente rinunziato a tutelare quanto storicamente e culturalmente rilevante, oggi non avremmo piu’ il Colosseo, la Valle dei Templi o il Cristo velato della mia Napoli. Subito dopo bisogna evitare che il Consolato con l’ausilio dei soliti signorsi possa realizzare il progetto investendo della questione il Ministro degli Esteri e Presidente del C.G.I.E. che ha ultimamente ha ribadito che le sedi diplomatiche non devono essere vendute.

Infine, nella denegata ipotesi in cui lo scempio non possa essere evitato, chiede e ottenere che l’utile dell’operazione rimanga qui in Canada a disposizione della Comunita’ che ripeto è la titolare di ogni diritto. Ecco perché caro Direttore nell’aria c’è qualcosa di nuovo che sa di antico: c’è la necessita’ e la volonta’ di lottare e la necessita’ da parte Tua di suonare la campana e chiamarci a raccolta.

Carlo Consiglio

ELEZIONI COMITES E BILANCIO DI DUE ANNI AL CTIM: MENIA SU LIBERI TV

Liberi tvCosa hanno rappresentato le ultime elezioni dei Comites, quali sono stati gli obiettivi raggiunti, quali sono e saranno le sfide a sostegno degli italiani all’estero. Il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, è intervenuto ieri assieme al direttore del magazine Prima di tutto Italiani Francesco De Palo, alla trasmissione Liberi TV per affrontare il tema elettorale e fare un bilancio dei suoi primi due anni alla guida del Ctim. (Clicca qui per il video integrale)

In studio il direttore di Liberi TV Gianni Colacione ha messo l’accento sulle esigenze italiane nei cinque continenti e sulle peculiarità della lingua italiana. “Le generazioni di nuovi italiani – ha osservato Menia – devono essere sostenute dal nostro essere Nazione, dal nostro essere Italiani. Oggi non hanno le caratteristiche degli emigranti di ieri, purtroppo assistiamo a laureati che sono costretti dalla contingenza anche a lavori umili. Una ragione in più per mobilitarci. Il modello italiano è ricercato nei cinque continenti, l’Italia piace non solo per le Ferrari che acquistano i nuovi miliardari dei Paesi Brics, ma in modo particolare nella quotidianità di quei Paesi dove gli italiani sono da sempre”.
Spazio poi alle elezioni dei Comites, con la novità dell’inversione dell’opzione e a quello straordinario biglietto da visita italiano nel mondo rappresentato dalla nostra lingua.

Secondo De Palo “è ancora attuale leggere e studiare Dante Alighieri oggi perché rappresenta un meraviglioso esempio di racconto di un mondo e di una visione. La nostra lingua va preservata e difesa, sostenere questa tesi non è da conservatori, semplicemente chiedere, così come alcune petizioni stanno facendo nelle ultime settimane, il rispetto della lingua italiana. Ciò non significa però essere aprioristicamente chiusi. L’importanza delle lingue straniere nel mondo di oggi è un punto fermo – aggiunge – al contempo, però, la quotidianità della nostra lingua è invasa da locuzioni inglesi che, sebbene sia funzionale conoscere, spesso sono di troppo”.