AIRE, PERCHE’ ISCRIVERSI E CON QUALI VANTAGGI: LO SPIEGA LA FARNESINA

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Il Servizio Stampa del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha messo a punto una campagna promozionale volta ad illustrare alla collettività residente all’estero i vantaggi derivanti dall’iscrizione all’Aire, pensata per poter essere veicolata sia in versione digitale, su web e social che in forma cartacea.

La campagna è partita il 2 ottobre sul sito http://www.esteri.it e sugli account Twitter e Facebook della Farnesina e, contestualmente, sui siti web e sui social delle sedi consolari in Svizzera.

Al di là degli aspetti positivi per i connazionali che si iscrivono, disporre di dati anagrafici aggiornati sui residenti all’estero consente di avere una più realistica fotografia della collettività – importante per agevolare un‘efficace prestazione dei servizi all’utenza – e della pressione che essa esercita sui servizi consolari. E ciò, anche per sostenere la richiesta di risorse adeguate per la rete diplomatico-consolare.

La campagna invita i connazionali a individuare sul sito http://www.esteri.it il proprio consolato e quindi a contattarlo per provvedere all’iscrizione.

twitter@ctim_italia

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ECCO LA NUOVA EMIGRAZIONE DEI GIOVANI ITALIANI (LAUREATI)

bandDi Roberto Menia

In uno degli scorsi numeri del nostro giornale ci eravamo occupati dei dati drammatici relativi alla decrescita demografica degli italiani. Il 2015 aveva segnato un preoccupante record all’ingiù, certificato dall’Istat, ovvero il dato più basso di bambini nati dall’unità d’Italia (1861, quando però la popolazione era meno della metà dell’attuale) ad oggi: 488.000 nuovi nati, 15.000 in meno dell’anno precedente, che deteneva il precedente primato negativo. Le morti, oltre 650.000, portavano l’indice relativo al 10,2 per mille, mentre quello di natalità è sceso attorno all’8 per mille.

A questo quadro sconfortante di una nazione che invecchia e si inaridisce, se ne aggiunge uno diverso, sul quale vogliamo soffermare la nostra attenzione, che è emerso dal rapporto “Migrantes” recentemente presentato a Roma. E’ in atto, in pratica, una nuova grande migrazione di italiani, in grandissima parte giovani e qualificati. In 10 anni si è registrato un +55% di italiani che sono andati a risiedere all’estero: in totale sono 4,8 milioni. 107 mila se ne sono andati nel 2015 (+6,2% in un anno): per il 50% giovani, per il 20% anziani. Le regioni capofila di questa nuova emigrazione sono proprio quelle che erano fino a dieci anni fa le locomotive dell’economia e della modernizzazione italiana: la Lombardia, con 20.088 partenze, è la prima regione in valore assoluto, seguita dal Veneto (10.374).

«A differenza dei 5 milioni di italiani che sono emigrati in Germania nel dopoguerra (e che per il 90% sono poi rientrati in patria) – ha osservato monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della fondazione Cei che si occupa di migrazioni – chi parte oggi non tornerà in assenza di nuove opportunità. Esiste un mondo giovanile in movimento che il paese non riesce più a intercettare: in Italia il 40% dei giovani è disoccupato e le nostre università sono al penultimo posto in Europa per numero di stranieri iscritti».

La verità è che paradossalmente l’Italia non è più attrattiva per gli italiani. Esportiamo giovani e laureati, inaridiamo la nostra nazione, non facciamo più figli e di fatto consentiamo che chi se ne va sia sostituito da immigrati che in gran parte non hanno le nostre radici culturali e religiose, generando di fatto situazioni di potenziale conflitto, crisi sociali e a breve di sfarinamento della nostra identità nazionale.

Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che commenta la nuova emigrazione italiana come «segno di impoverimento» chiediamo: ma l’Italia ufficiale, quella del Palazzo, che fa? Noi, pur nella modestia dei nostri mezzi, vogliamo affrontare questa grande questione, parlarne con concretezza, immaginare risposte, rigenerare speranze: per noi e gli italiani tutti.

Fonte: Prima di Tutto Italiani Ottobre 2016

CTIM, NASCE MAGAZINE “PRIMA DI TUTTO ITALIANI”: NON PER TORNARE A CASA MA PER CERCARE IL FUTURO

Prima_Pagina_1Prima di tutto ITALIANI” è un progetto culturale ideato dal Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo. Sarà presentato a Roma martedì 7 ottobre 2014 alle ore 16 presso la sala stampa della Camera dei Deputati (ingresso da via della Missione n. 4). Interverranno: l’on. Roberto Menia (Segretario Generale del Ctim), l’on. Mario Caruso (Pi, Coordinatore Ctim Europa), il sen. Aldo Di Biagio (Pi eletto all’estero), il Cav. Carlo Ciofi (Coordinatore della Segreteria del Ctim), il dott. Francesco De Palo (direttore responsabile).

Non sarà un’agenzia di stampa o un elenco di notizie e manifestazioni, ma incarnerà un esperimento diverso. Dare voce agli Italiani che vivono all’estero innescando dibattiti, confronti e proposte per unire ciò che la geografia divide, grazie al comun denominatore dell’italianità. Cosa rappresenta allora quel ‘Prima di tutto’ che appare sopra la testata? Una rivendicazione, uno spunto, un titolo, oppure una realtà?

“Non sarà né un megafono nostalgico né passatista ma il tentativo di guardare al futuro ognuno con la propria italianità – osserva il Segretario Generale del Ctim Roberto Menia – Nel cuore di tutti i nostri connazionali lontani dalla propria Patria, vi è un comune denominatore: l’essere Italiani. Ovvero il fulcro attraverso cui, poi, convivere con la globalizzazione e gli scambi a trecentosessanta gradi”.

Il mensile, autofinanziato, in formato pdf scaricabile on line, non si limiterà a dare conto di eventi e mostre, di appuntamenti e rivisitazioni, bensì punterà ad avviare confronti e scambi di opinione, approfondendo analiticamente e con spirito critico tematiche e problematiche in vari ambiti, dall’economico al sociale, da quello culturale a quello politico.

Nessuna tendenza localistica, lo scopo di questo sforzo editoriale sarà quello di dare risalto alle problematiche delle singole comunità e anche fertile occasione per intrecciare rapporti tra le realtà produttive, coinvolgendo le Camere di Commercio italiane nel mondo – osserva il direttore responsabile Francesco De Palo – E’il made in Italy 2.0, commerciale, ideale e valoriale, quel mastice che unisce e quel fiore che portiamo con orgoglio al nostro occhiello. Prima di tutto Italiani ingloba un senso di appartenenza e di partecipazione – aggiunge – che non va declinato solo in occasione di ricordi storici o di grandi manifestazioni, che ovviamente hanno in pancia un peso specifico notevolissimo. Ma deve essere una stella polare fissa e immutabile da osservare e seguire quotidianamente. Insomma, il nostro biglietto da visita nel mondo, da esibire con orgoglio”.

Nel primo numero da segnalare un focus sulle elezioni dei nuovi Comites, con un’intervista al Sottosegretario agli Esteri on. Mario Giro; la lingua italiana come veicolo di appartenenza e identità oggi da esportare; il centenario della grande guerra e un approfondimento sul made in Italy, l’oro italiano nei cinque continenti.