CGIE, LE RICHIESTE DEI COMPONENTI DEL CTIM ALL’ASSEMBLEA GENERALE

cgieI componenti del Ctim all’assemblea generale del Cgie, Arcobelli, Sangalli, Ciofi, propongono che ci sia “una chiarezza assoluta circa la costituzionalità degli emendamenti Lupi e Fiano, riguardanti la legge elettorale, quindi chiedendo un parere al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale in riferimento alla legge 459, voluta fortemente dal ministro Tremaglia”.

Circa la campagna elettorale che verrà strutturata in occasione delle prossime elezioni politiche, auspicano “che vengano coinvolte il più possibile le associazioni, in aggiunta ai Comites e ai qutidiani editi all’estero”.

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LEGGE ELETTORALE, MENIA (CTIM): “PERICOLOSE E ANTICOSTITUZIONALI LE MODIFICHE AL VOTO ALL’ESTERO LUPI-FIANO”

Menia R“L’inchiostro nella penna di ogni ogni legislatore, dovrebbe essere quello del buon senso e del bene comune: non del fanatismo ideologico o del pregiudizio politico, così come avviene con le modifiche pericolose ed anticostituzionali introdotte dagli emendamenti Lupi (AP) e del relatore del Pd Emanuele Fiano alla legge elettorale sul voto degli italiani all’estero”.

E ‘il commento del Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, all’inserimento nella legge della previsione che da una parte permette di paracadutare nella circoscrizione estero i residenti in Italia, cosa che viene invece vietata a termini invertiti, e dall’altra impedisce di candidarsi a chi abbia ricoperto nei 10 anni precedenti cariche politiche a qualunque livello.

Riguardo al primo aspetto è palese l’incostituzionalità della norma, che di fatto rende un po’ “stranieri gli italiani all’estero; riguardo al secondo, se è condivisibile che chi ha fatto il parlamentare o il magistrato in un altro paese non divenga parlamentare italiano, rischia di escludere invece buoni italiani che sono stati magari sindaci di piccole municipalità a forte presenza italiana e il cui apporto sarebbe solo un valore…

Secondo Menia “probabilmente Fiano, relatore del cd Rosatellum alla Camera, ha inteso mettere mano alla Legge Tremaglia sprovvisto di quella imparzialità propria di ogni buon legislatore, facendosi invece impregnare della stessa foga ultraideologica che ha instillato nella sua legge sulla propaganda fascista che tanta ilarità sta producendo, visti i mille rivoli di pressapochismo e sciatteria che contiene”.

E conclude: “Avvelenare ancora di più il terreno del voto all’estero dando una ulteriore pregiudiziale per chi, legittimamente vorrebbe candidarsi, e al contempo non fare un passo nella direzione di procedure più snelle e certificate, è il sigillo alla condotta usata dal Pd. Non che ci aspettassimo un piglio diverso, ma comunque spia di una delegittimazione continua e ingiusta nei confronti di quanti il Ministro Tremaglia ha voluto qualificare”.

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