QUELLA LAMPADA DI MARCINELLE

lampada3Di Roberto Menia

Sopra il caminetto, a casa mia, tengo da una ventina d’anni una vecchia lampada. Non è una lampada qualsiasi, è una di quelle che usavano i minatori di Marcinelle. Me ne fecero dono proprio loro, una delle volte che ci andai, tanto tempo fa, assieme a Mirko Tremaglia.

Eravamo soli allora, non li ricordava nessuno, salvo i parenti, i sindaci dei comuni da cui provenivano le vittime, e pochi altri di buona volontà. Mirko Tremaglia, da Ministro, istituì la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” l’8 agosto, proprio “quel giorno” in cui nel 1956, morirono bruciati e soffocati nelle gallerie del Bois du Cazier, 136 minatori italiani.

Quest’anno la strage dimenticata di Marcinelle è diventata all’improvviso argomento di stomachevole propaganda da parte di alcuni che mai avevamo visto né sentito. La presidente della Camera, Laura Boldrini, sempre in servizio permanente effettivo per l’arruolamento di “risorse” dall’Africa, ha inopportunamente paragonato i minatori di Marcinelle ai migranti che sbarcano a migliaia sulle nostre coste, magari con l’aiuto delle ONG…

Ci ha spiegato che “’in Italia non si affitta a stranieri in barba alla nostra storia e decidiamo di ignorare che gli immigrati che arrivano a Lampedusa hanno gli stessi occhi dei nostri padri che arrivarono a Marcinelle”.

No, signora Boldrini, i nostri non erano clandestini o migranti illegali, ma lavoratori che il governo italiano stesso reclutava in forza di un accordo col Belgio che prevedeva l’invio di 50.000 lavoratori in cambio di carbone.

I nostri connazionali lavoravano un kilometro sottoterra in condizioni disumane, tornavano a casa con la faccia nera, e si procuravano il pane. Resistevano e onoravano il loro paese e le loro famiglie.

Non erano come quei “migranti” che stanno a bighellonare nelle strade alla ricerca di un wifi libero per il cellulare di cui son tutti in possesso, non stavano a sbafo negli alberghi, non mangiavano e bevevano gratis magari protestando per la qualità del cibo…

Per favore, signora Boldrini, lasci perdere…Pane al pane e vino al vino. E soprattutto verità e rispetto.

Fonte: Prima di Tutto Italiani Agosto 2017

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MARCINELLE, MENIA (CTIM): “LA POLITICA E’IN DEBITO CON CHI CERCAVA LAVORO E HA TROVATO LA MORTE”

marcinelle2“Quando penso alla tragedia di Marcinelle mi sento di avere un debito, copioso e significativo, verso chi è partito in cerca di lavoro ma ha finito per trovare la morte”.

Così il Segretario del Ctim, on. Roberto Menia, ricorda il sacrificio dei minatori italiani a 61anni dall’incidente alla miniera di carbone Bois du Cazier.

“Oggi come ieri, assistiamo a veri e propri viaggi della speranza da parte di chi, ieri con la valigia di cartone e oggi con master e famiglia al seguito, è costretto a lasciare la nostra Patria per cercare fortuna altrove – continua Menia – Marcinelle, proprio per queste e per tante altre ragioni, ha rappresentato un vessillo per una molteplicità di ideali: il sacrificio italiano nel mondo, una sorta di “vetrofanìa” voluta dal Ministro per gli Italiani all’Estero e fondatore del Ctim, on. Mirko Tremaglia; il rispetto costituzionale e umano per tutti i lavori, qualsiasi essi siano; l’orgoglio per un’intera popolazione di italiani che, proprio in quegli anni, è andata a popolare altri continenti. A loro ed alle loro famiglie va il nostro pensiero e lo sforzo della politica di domani, affinché getti davvero le basi nel nostro paese affinché non vi siano più fughe di cervelli e sacrifici di braccia”.

twitter@ctim_italia

MARCINELLE, 61 ANNI DOPO: PERCHE’ E’IMPORTANTE RICORDARE. IL MESSAGGIO DI ARCOBELLI

MarcinelleCari connazionali,

in occasione della commemorazione della “Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo” desidero esprimere tutta la vicinanza ai Familiari di tutti coloro che hanno perso la vita a causa del lavoro.

Ogni anno nella giornata dell’ 8 Agosto a Marcinelle, luogo dove persero la vita 136 minatori italiani, si celebra una manifestazione alla presenza delle Autorità Locali, Diplomatiche Consolari, dei Rappresentanti Parlamentari, del CGIE e dei Comites e delle Associazioni, per onorare i caduti di quella tragedia che oggi rappresenta simbolicamente anche le altre tragedie come ad esempio Monongah in West Virginia e Adrian in Michigan negli Stati Uniti.

Faccio presente che a volere a tutti i costi questa celebrazione venisse riconosciuta ufficialmente dal Parlamento e dal Governo Italiano, fu l’allora Ministro per gli Italiani nel Mondo e Segretario Generale del CTIM On. Mirko Tremaglia.

Oggi è importante non dimenticare il caro prezzo che l’emigrazione italiana nel mondo ha pagato e tutt’oggi continua pagare con i recenti fatti accaduti in Inghilterra ed in altre Nazioni dove ci sono i nostri giovani che a migliaia lasciano il nostro Paese in cerca di un lavoro e di una vita professionale migliore, perché purtroppo chi governa in Italia non è capace di offrire un futuro migliore.

Il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo rinnova il più devoto e commosso omaggio e parteciperà con i propri rappresentanti a Marcinelle, e dove si svolgeranno le varie manifestazioni in altri Paesi del mondo.

Com. Vincenzo Arcobelli

Consigliere Cgie e Coordinatore Ctim Nord America