SCOMPARSA DI NICOSIA, IL CORDOGLIO DEL CTIM

ctim“Apprendiamo con dolore la notizia della scomparsa del Consigliere Vincenzo Nicosia.

Se ne è andato un uomo straordinario, un Italiano “eccellente” con il quale l’On. Mirko Tremaglia, ha lottato per difendere i valori e i diritti dei nostri connazionali all’estero.

Purtroppo non tutti hanno avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma siamo sicuri di dire cosa vera quando affermiamo che è stato un grande esempio per tutti coloro che cercano di sostenere quel concetto di italianità che rende gli Italiani nel mondo apprezzati e ammirati.

Unitamente a tutti coloro che lo hanno conosciuto, a tutti gli Italiani residenti all’estero ed a tutto il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, che oggi ci onoriamo di rappresentare, siamo vicino ai familiari del caro Vincenzo in questo momento di grande dolore”.

Roberto Menia – Vincenzo Arcobelli

(Segretario generale e Presidente del Ctim)

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FESTA DELLA REPUBBLICA A CHICAGO, L’ORGOGLIO DEL CTIM

E’ motivo di grande orgoglio e soddisfazione aver potuto partecipare al 72 mo Anniversario della “Festa Nazionale Italiana”. Così il Presidente del Ctim Vincenzo Arcobelli dopo le celebrazioni che hanno visto a Chicago la presenza del Segretario Generale Roberto Menia.

IMG-20180604-WA0009La manifestazione è stata organizzata per il decimo anno consecutivo dal CTIM (Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo), con il patrocinio gratuito del Comites della circoscrizione consolare di Chicago. Dopo la consueta S.Messa (in lingua italiana) presso la Chiesa Madonna di Pompei, il corteo costituito dalle Autorità Diplomatiche consolari, religiose, della rappresentanza degli Italiani all’estero (Comites e Cgie), e dell’Associazionismo, accompagnati dalla Banda musicale, il Garibaldi Guard in America, the US Military Guard, ed i vari gonfaloni, è transitato nella Little Italy prima di arrivare al parco Garibaldi per ricevere la benedizione finale da parte di Padre Renato, parroco della Chiesa Madonna di Pompei.

IMG-20180604-WA0010Dopo gli inni nazionali ed il saluto di benvenuto da parte del Console Generale Finocchiaro e del Segretario Generale del Ctim, è stato consegnato il Diploma d’Onore, per il suo alto sacrificio, alla Famiglia del Sergente Italo- Americano, Thomas Davino deceduto durante la guera del Vietnam 50 anni fa.

Le celebrazioni sono continuate con degustazioni gastronomiche italiane, musica e balli. I partecipanti hanno potuto apprezzare l’esposizione di auto d’epoca italiane, ma anche moderne come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Alfa Romeo e Fiat. Alla cerimonia hanno partecipato il Console Generale d’Italia a Chicago G.Finocchiaro e consorte, il prof. Corso del dip. linguistica, l’addetto dell’Ice, rappresentanti del Comites con i cons. Geusa e Vinci. Un ringraziamento particolare all’anima dell’organizzazione degli eventi a Chicago, della Festa della Repubblica che coincide quest’anno con il 50 mo anniversario della fondazione del Comitato Tricolore, il Delegato CTIM Carlo Vaniglia nonché Ppresidente del Comites, assieme ai suoi collaboratori Gino Adamo e Frank Di Piero.

IMG-20180604-WA0013“Un grande privilegio ed onore essere riusciti a raggiungere l’ambizioso traguardo dei 50 anni dalla costituzione dell’organizzazione del Comitato Tricolore fondata dall’ex ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia – osserva Arcobelli – e poter celebrare nel senso più istituzionale e patriottico con il 72mo anniversario della Festa della Repubblia Italiana. In qualità di rappresentante del CGIE aver potuto condividere momenti di italianità, divulgando la costitituzione italiana assieme al Comites, il CTIM, alle varie Associazioni ed ai rappresentanti della rete diplomatica consolare di Chicago, è stato certamente motivo di orgoglio nazionale”.

Secondo il Segretario Generale del Ctim Roberto Menia “il vessillo del tricolore e del Ctim hanno trovato una giusta sintesi nella manifestazione di Chicago, dove l’impegno dei delegati e la straripante partecipazione delle comunità italiana hanno rappresentato la giusta cornice per un giorno speciale”.

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TRAGEDIA DI ARSIA, MENIA (CTIM): “SCHIAVONE FA CONFUSIONE, LA STORIA VA STUDIATA PRIMA DI ESSERE USATA…”

menia2Schiavone fa confusione, la storia va studiata prima di essere usata…”. Così il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, interviene dopo gli svarioni del Segretario Generale del Cgie che in occasione del 78mo anniversario della sciagura mineraria dell’Arsia ha fatto molta confusione.

“Non è l’amore di polemica ma la conoscenza della storia e le mie origini istriane che mi inducono a far notare gli obbrobri contenuti nel comunicato del Segretario Generale del CGIE Schiavone e dedicato al 78mo anniversario della sciagura mineraria dell’Arsia nella quale persero la vita 185 minatori italiani il 28 febbraio 1940 – osserva Menia in una nota – Se può essere lodevole l’intento, è però evidente che Schiavone non sa di che parla. Crede di parlare di emigranti italiani in Croazia ma è fuori strada. Della cittadina di Arsia dice ‘Raša in Croazia, nella penisola dell’Istria a pochi chilometri dalla città di Valonga”. Rivolge il suo pensiero “ai minatori deceduti e feriti, alle loro famiglie” e a “tutte le vittime italiane emigrate alla ricerca di un futuro migliore’. Puntualizziamo allora”.

“Raša – sottolinea Menia – è la croatizzazione di Arsia, città mineraria di fondazione, costruita durante il fascismo ed inaugurata il 4 novembre 1937. Mussolini pose la prima pietra e scese anche in miniera. Si trattava della prima città a carattere minerario progettata e costruita dal regime; ad essa seguì Carbonia in Sardegna. Sorse in una zona di bonifica sul torrente Carpano. Non vi erano emigranti italiani per il semplice motivo che l’Istria allora era Italia, casomai coloni che popolarono fino a quasi 10.000 unità la cittadina producendo un milione di tonnellate di carbone all’anno.

La ‘vicina città di Volonga’ citata da Schiavone non esiste: esiste invece Albona, storica città istriana che fu importante municipio romano della Gens Claudia”.

E conclude: “Con l’esodo istriano seguito alla cessione dell’Istria alla Jugoslavia, Arsia di svuotò quasi completamente e le miniere divennero triste sede di prigionia e lavori forzati per i dissidenti del regime comunista di Tito. Ecco tutto. Senza acrimonia, ma per amor di verità…”