STRAGE DI TORONTO, IL CORDOGLIO DEL CTIM PER LA VITTIMA ITALIANA

damicoIl Ctim si unisce al dolore della famiglia di tutte le vittime della strage di Toronto, in modo particolare a quella di Anne Marie D’Amico, originaria di Pietrapertosa, in Basilicata.

In una nota il Presidente Vincenzo Arcobelli, il Segretario Generale Roberto Menia, e il coordinatore del Ctim Canada Franco Misuraca, esprimono il cordoglio per una morte assurda.

“La prima vittima identificata della strage è l’italo-americana Anne Marie D’Amico, impegnata in un’azienda che lavorava su progetto umanitario per costruire case e scuole nei paesi in via di sviluppo. Una morte incredibile e figlia di una violenza folle e incontrollata, che merita oggi solo silenzio e riflessione. Il nostro pensiero va alla sua famiglia, ai suoi affetti e ai suoi sogni spezzati”.

twitter@ctim_italia

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CASA ITALIA A TORONTO, LA MISSIVA DI CARLO CONSIGLIO

TorontoPubblichiamo la lettera che Carlo Consiglio ha inviato al settimanale “Lo Specchio”, diretto a Woodbridge da Giovanna Tozzi.

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole anzi di antico; io sono altrove……. Per me che ho chiaro lo scenario che va profilandosi contro la Comunità Italiana di Toronto, il Pascoli credo sintetizzi il percorso obbligato che quella parte sana della comunità dovrà intraprendere. Mi riferisco al progetto di vendere l’edificio del Consolato e le aree di pertinenza per realizzare un mega edificio di non so quanti piani concretizzando una permuta con un costruttore che per puro caso mi richiama alla memoria lo stesso Pascoli, progetto che ha tutori e sponsor tra i soliti “signorsi”, per ottenere in cambio locali da destinare a sedi degli organismi di rappresentanza del Governo italiano in Toronto e un gruzzolo di milioni da inviare a Roma.

Mi riferisco al progetto di vendere l’edificio del Consolato e le aree di pertinenza per realizzare un mega edificio di non so quanti piani concretizzando una permuta con un costruttore che per puro caso mi richiama alla memoria lo stesso Pascoli, progetto che ha tutori e sponsor tra i soliti “signorsi”, per ottenere in cambio locali da destinare a sedi degli organismi di rappresentanza del Governo italiano in Toronto e un gruzzolo di milioni da inviare a Roma.

Consentimi, caro Direttore, di chiarire prima di entrare nel vivo del mio ragionamento, cosa intendo e cosa sottende “io sono altrove”. Negli ultimi trent’anni che, consentimi di sottolineare con orgoglio, hanno rappresentato un periodo d’oro per la storia di questa nostra comunita’, vi sono stati protagonisti di tante battaglie (Monumento all’Italiano caduto sul lavoro in Woodbridge, il riconoscimento ad esistere come COMITES, Vicenda RAI, accettazione da parte del MAE del ruolo di leader di Toronto nell’insegnamento dell’italiano) cui la comunita’ ha riconosciuto un ruolo di leader.

Tantissimi di tali protagonisti, ed anche io tra i tanti, per i piu’ svariati motivi hanno preferito defilarsi e non partecipare piu’ attivamente alla vita comunitaria. Un esempio emblematico di un leader che ha speso una vita avendo come obbiettivo l’interesse della Comunita’ consentendo alla stessa di mantenere e riconoscersi nelle proprie radici è stato Alberto Di Giovanni. Ma tanti altri come Lui hanno profuso impegno. Non posso non citare Tony Fusco, Gino Bucchino, Gino Ripandelli, la signora Bartoli, Tony Porretta e altri ancora che si sono avviati e non me ne vogliano i tantissimi che non ho citato un po per evidenti motivi di spazio e soprattutto perché l’eta’ attutisce i ricordi.

Orbene, per tutti costoro, deve suonare la campana e insieme con la Comunita’ riprendere a lottare contro chi vuole penalizzarla. L’edificio del Consolato Italiano non e’ altro che la “Casa d’Italia” realizzata dalla Comunita’ negli anni trenta con grandi sacrifici ma anche con tanto orgoglio. Questo Edificio fu confiscato dal Governo Canadese nel 1940, all’inizio della guerra, che vedeva i due paesi combattere su diversi fronti, e definitivamente restituito alla Comunita’, e non al Governo italiano, per essere destinato a sede del Consolato.

Non vi e’ dubbio alcuno che il complesso attualmente sede del Consolato e’ patrimonio della Comunita’ e se nella denegata ipotesi dovesse subire una variazione, il frutto di tale variazione non puo’ non che rimanere della Comunita’.

Occorre rivolgersi in prima istanza all’Autorita’ canadese e far loro comprendere che Casa Italia deve essere considerato edificio di interesse storico e culturale e deve quindi essere preservato e tutelato. Se in Italia si fosse indiscriminatamente rinunziato a tutelare quanto storicamente e culturalmente rilevante, oggi non avremmo piu’ il Colosseo, la Valle dei Templi o il Cristo velato della mia Napoli. Subito dopo bisogna evitare che il Consolato con l’ausilio dei soliti signorsi possa realizzare il progetto investendo della questione il Ministro degli Esteri e Presidente del C.G.I.E. che ha ultimamente ha ribadito che le sedi diplomatiche non devono essere vendute.

Infine, nella denegata ipotesi in cui lo scempio non possa essere evitato, chiede e ottenere che l’utile dell’operazione rimanga qui in Canada a disposizione della Comunita’ che ripeto è la titolare di ogni diritto. Ecco perché caro Direttore nell’aria c’è qualcosa di nuovo che sa di antico: c’è la necessita’ e la volonta’ di lottare e la necessita’ da parte Tua di suonare la campana e chiamarci a raccolta.

Carlo Consiglio

REFERENDUM, IL CTIM DA TORONTO: “CARI CONNAZIONALI, VOTATE NO”

torontotricolore-15nov16002Arriva da Toronto un ulteriore invito del Ctim ai connazionali a votare no al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Questa volta per merito di un seminario tecnico per illustrare le ragioni del no che in Canada ha avuto un ricco parterre: Franco Misuraca, anima canadese del Ctim; il comandante Vincenzo Arcobelli, da Houston, Texas, membro del Cgie; l’ex diplomatico e ministro degli Esteri Giulio Terzi, l’Avvocato Carlo Consiglio, già componente del CGIE; ed Emilio Battaglia vice presidente Comites Toronto.

torontotricolore-15nov16001L’introduzione dei lavori è stata curata da Vincenzo Arcobelli, Coordinatore CTIM Nord America che ha messo l’accento sul futuro del Paese, la sua proiezione globale, la centralità dell’Altra Italia costituita dagli italiani nel Mondo.

Carlo Consiglio, un veterano di questi incontri della comunità, ha tracciato gli elementi di maggiore criticità della riforma, portandoli all’attenzione dei connazionali, mentre l’Ambasciatore Terzi si è soffermato a lungo sia sul dato referendario con le mille discrepanze di una riforma truffa, che su quello politico: “Si tratta di un momento molto problematico – ha detto Terzi ai microfoni di Panorama Italiano – in questi due anni di governo Renzi l’Italia ha rafforzato solo la sua posizione di fanalino di coda d’Europa, sotto molteplici aspetti.

torontotricolore-15nov16003Si continua a proclamare una ripresa economica, una crescita del pil, uno stimolo dato dal job’s act con effetti mirabolanti sull’occupazione. Invece è vero il contrario, come testimoniano tutte le statistiche di Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale: cresciamo meno del promesso, abbiamo ripreso un ciclo di deflazione con la conseguenza che il nostro debito pubblico, che si avvi a superare il 130% del pil, non diminuirà mai. E’la realtà, seppur triste, che i cittadini italiani residenti all’estero devono conoscere”.

E ha aggiunto: “Quello che sta accadendo non è il film che ci viene raccontato dal premier tutte le sere a reti unificate, ecco perché il suo percorso riformatore non merita di essere sostenuto. Compresa quella riforma che non migliora l’infrastruttura dello Stato, ma tra l’altro moltiplica le penalizzazioni per gli italiani all’estero sottorappresentandoli”.

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(Cliccare qui per l’intervista integrale all’ambasciatore Terzi)

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