50 anni di Ctim, un successo la doppia celebrazione a Toronto

20181006_011650Il mezzo secolo del Comitato animato da una tavola rotonda sulla figura di Mirko Tremaglia e da una cena di gala alla presenza della delegazione italiana

Celebrare il mezzo secolo di vita del Comitato Tricolore fondato da Mirko Tremaglia e piantare i semi per le nuove sfide che offre la post modernità legata agli italiani nel mondo.

Toronto protagonista dei 50 anni del Ctim, con un doppio appuntamento (un seminario ed una cena di gala) che è stato promosso in terra canadese dai locali delegati, di oggi e di ieri, Franco Misuraca e Carlo Consiglio.

Il primo è stato centrato su una tavola rotonda con l’obiettivo di ricordare la figura di Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani nel mondo e padre della legge sul voto per gli italiani all’estero. Per l’occasione è giunta dall’Italia una delegazione del Ctim, guidata dal Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, da Dallas con il Presidente Vincenzo Arcobelli e da Bergamo con Andrea Tremaglia, nipote del fondatore del Comitato.

20181007_011600Tra i relatori esponenti dei Comites, del mondo legato all’associazionismo e all’università, con anche figure distanti ideologicamente da Tremaglia ma che non hanno mancato di tratteggiarne gli aspetti oggettivi legati alle grandi battaglie per l’emigrazione, come Antonio Nicaso, Odardo Di Santo, Rocco Di Trolio (Consigliere Cgie), Michela Di Marco (Presidente Comites Toronto), Alberto Di Giovanni, Umberto Manca, Gino Bucchino, Giovanna Giordano (Presidente Comites Montreal), Ezio Bortolussi (Presidente Comites Vancouver), Pierluigi Roi, Joe Volpe, Giovanna Tozzi, alcuni dei quali assenti fisicamente non hanno mancato di far giungere un caloroso messaggio.

Quale fu la grande intuizione di Mirko Tremaglia? “Immaginare un grande ombrello comune per le comunità di italiani nel mondo – ha osservato l’on. Menia – mirare a una sostanziale integrazione dei nostri connazionali oltreconfine con la madrepatria, fare avvicinare le comunità italiane all’Italia per rendere esplicite le grandi opportunità che si aprono in termini politici, culturali ed economici tra il nostro Paese e il Paese di immigrazione italiana, grazie proprio agli italiani all’estero”.

Come ha ricordato nel suo intervento il com. Arcobelli, è del 1970 l’iniziativa dei Treni tricolori con cui si favorisce il rientro in Italia, per poter votare, degli emigranti di Germania e Belgio. “Le cronache riportano il commovente sventolio dei tricolori da ogni finestrino. Seguono poi negli anni importanti iniziative come l’elaborazione della Dichiarazione dei diritti dei lavoratori italiani nel mondo, la predisposizione delle proposte di legge costituenti il pacchetto emigrazione, le Conferenze Nazionali sull’emigrazione. Tutte battaglie ispirate da Tremaglia e che oggi intendiamo attualizzare, indirizzando sforzi ed energie per le nuove sfide che attendono le nostre comunità all’estero”.

Secondo Menia lo spunto di Tremaglia fu fondamentale ieri e lo è oggi “di fronte al mondo globale, alle nuove generazioni: due sfide da affrontare con la consapevolezza che la lingua italiana e il made in Italy possono essere due jolly da giocare”.

LA GALLERIA FOTOGRAFICA

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50 ANNI DI CTIM, A TORONTO SEMINARIO SU TREMAGLIA

mania 3“La grande intuizione di Mirko Tremaglia – osserva il Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia presentando l’evento canadese sui 50 anni del Ctim – fu nel voler accarezzare, fisicamente e associativamente, quel mondo italiano che negli anni ha scelto di vivere lontano dalla Patria Italia. Oggi dopo mezzo secolo dinanzi a noi c’è un’altra sfida: mirare a una sostanziale integrazione dei nostri connazionali oltreconfine con la madrepatria, fare avvicinare le comunità italiane all’Italia per rendere esplicite le grandi opportunità che si aprono in termini politici, culturali ed economici tra il nostro Paese e il Paese di immigrazione italiana, grazie proprio agli italiani all’estero”.

Entrano nel vivo le manifestazioni per il 50mo compleanno del Ctim. A Toronto il 5 ottobre si terrà un seminario sulla figura del Ministro Mirko Tremaglia, fondatore del Ctim, promosso dalla delegazione cittadina e del nord America sotto l’organizzazione di Franco Misuraca e Carlo Consiglio.

Interverranno tutti i dirigenti del Ctim, il Segretario generale on. Roberto Menia, il presidente Vincenzo Arcobelli e i delegati territoriali oltre ad un ricco parterre di associazioni e cittadini.

Il seminario, coordinato dall’avv. Andrea Tremaglia, vedrà gli interventi oltre che di Menia e Arcobelli, anche di:

Antonio Nicaso, Odardo Di Santo, Rocco Di Trolio (Consigliere Cgie), Michela Di Marco (Presidente Comites Toronto), Alberto Di Giovanni, Umberto Manca, Gino Bucchino, Giovanna Giordano (Presidente Comites Montreal), Ezio Bortolussi (Presidente Comites Vancouver), Pierluigi Roi, Giovanna Tozzi.

Secondo Menia lo spunto di Tremaglia fu fondamentale ieri e lo è oggi “di fronte al mondo globale, alle nuove generazioni ed alla nuova emigrazione italiana ed ai più vasti fenomeni migratori che ci investono e ci pongono alta la questione della difesa dell’identità italiana in casa e della conservazione e promozione della stessa fuori di casa”.

E conclude: “Le sfide cambiano, ma restano i valori ed il significato delle grandi battaglie che sono il portato di questi cinquant’anni di Comitato tricolore. Anche i tempi e le stagioni cambiano, come l’onda le fortune salgono e scendono. Ma il moto continua e non si può fermare. Noi ci crediamo e continuiamo la nostra missione”.

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STRAGE DI TORONTO, IL CORDOGLIO DEL CTIM PER LA VITTIMA ITALIANA

damicoIl Ctim si unisce al dolore della famiglia di tutte le vittime della strage di Toronto, in modo particolare a quella di Anne Marie D’Amico, originaria di Pietrapertosa, in Basilicata.

In una nota il Presidente Vincenzo Arcobelli, il Segretario Generale Roberto Menia, e il coordinatore del Ctim Canada Franco Misuraca, esprimono il cordoglio per una morte assurda.

“La prima vittima identificata della strage è l’italo-americana Anne Marie D’Amico, impegnata in un’azienda che lavorava su progetto umanitario per costruire case e scuole nei paesi in via di sviluppo. Una morte incredibile e figlia di una violenza folle e incontrollata, che merita oggi solo silenzio e riflessione. Il nostro pensiero va alla sua famiglia, ai suoi affetti e ai suoi sogni spezzati”.

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