LEGGE ELETTORALE, MENIA (CTIM): “PERICOLOSE E ANTICOSTITUZIONALI LE MODIFICHE AL VOTO ALL’ESTERO LUPI-FIANO”

Menia R“L’inchiostro nella penna di ogni ogni legislatore, dovrebbe essere quello del buon senso e del bene comune: non del fanatismo ideologico o del pregiudizio politico, così come avviene con le modifiche pericolose ed anticostituzionali introdotte dagli emendamenti Lupi (AP) e del relatore del Pd Emanuele Fiano alla legge elettorale sul voto degli italiani all’estero”.

E ‘il commento del Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, all’inserimento nella legge della previsione che da una parte permette di paracadutare nella circoscrizione estero i residenti in Italia, cosa che viene invece vietata a termini invertiti, e dall’altra impedisce di candidarsi a chi abbia ricoperto nei 10 anni precedenti cariche politiche a qualunque livello.

Riguardo al primo aspetto è palese l’incostituzionalità della norma, che di fatto rende un po’ “stranieri gli italiani all’estero; riguardo al secondo, se è condivisibile che chi ha fatto il parlamentare o il magistrato in un altro paese non divenga parlamentare italiano, rischia di escludere invece buoni italiani che sono stati magari sindaci di piccole municipalità a forte presenza italiana e il cui apporto sarebbe solo un valore…

Secondo Menia “probabilmente Fiano, relatore del cd Rosatellum alla Camera, ha inteso mettere mano alla Legge Tremaglia sprovvisto di quella imparzialità propria di ogni buon legislatore, facendosi invece impregnare della stessa foga ultraideologica che ha instillato nella sua legge sulla propaganda fascista che tanta ilarità sta producendo, visti i mille rivoli di pressapochismo e sciatteria che contiene”.

E conclude: “Avvelenare ancora di più il terreno del voto all’estero dando una ulteriore pregiudiziale per chi, legittimamente vorrebbe candidarsi, e al contempo non fare un passo nella direzione di procedure più snelle e certificate, è il sigillo alla condotta usata dal Pd. Non che ci aspettassimo un piglio diverso, ma comunque spia di una delegittimazione continua e ingiusta nei confronti di quanti il Ministro Tremaglia ha voluto qualificare”.

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MARCINELLE, MENIA (CTIM): “LA POLITICA E’IN DEBITO CON CHI CERCAVA LAVORO E HA TROVATO LA MORTE”

marcinelle2“Quando penso alla tragedia di Marcinelle mi sento di avere un debito, copioso e significativo, verso chi è partito in cerca di lavoro ma ha finito per trovare la morte”.

Così il Segretario del Ctim, on. Roberto Menia, ricorda il sacrificio dei minatori italiani a 61anni dall’incidente alla miniera di carbone Bois du Cazier.

“Oggi come ieri, assistiamo a veri e propri viaggi della speranza da parte di chi, ieri con la valigia di cartone e oggi con master e famiglia al seguito, è costretto a lasciare la nostra Patria per cercare fortuna altrove – continua Menia – Marcinelle, proprio per queste e per tante altre ragioni, ha rappresentato un vessillo per una molteplicità di ideali: il sacrificio italiano nel mondo, una sorta di “vetrofanìa” voluta dal Ministro per gli Italiani all’Estero e fondatore del Ctim, on. Mirko Tremaglia; il rispetto costituzionale e umano per tutti i lavori, qualsiasi essi siano; l’orgoglio per un’intera popolazione di italiani che, proprio in quegli anni, è andata a popolare altri continenti. A loro ed alle loro famiglie va il nostro pensiero e lo sforzo della politica di domani, affinché getti davvero le basi nel nostro paese affinché non vi siano più fughe di cervelli e sacrifici di braccia”.

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SUL NUOVO NUMERO DI PRIMADITUTTOITALIANI: SOLO ORGOGLIO PER TREMAGLIA

pprima-febb-17“Solo orgoglio” è il titolo del numero di febbraio del mensile Prima di Tutto Italiani, con riferimento alla polemica da bassa cucina innescata da un consigliere del Cgie che ha tirato in ballo la vita del ministro Mirko Tremaglia.

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“Un passato imbarazzante”. Così il Consigliere Matteo Preabianca, designato dal M5S ha epitetato la vita del Ministro. Si discuteva della proposta dei Consiglieri Cgie Arcobelli,Ciofi e Sangall (e sposata dal Ctim) di intitolargli una sala della Farnesina. Vediamo allora dove starebbe nel merito l’imbarazzo.

Tremaglia a 17 anni aderì alla Repubblica Sociale Italiana. Fatto prigioniero dagli alleati, fu internato nel campo di concentramento di Coltano per i prigionieri fascisti. Si iscrisse all’Università Cattolica di Milano, per poi venirne cacciato quando si scoprì il suo trascorso di “repubblichino”, ma non si diede per vinto e si laureò ugualmente in giurisprudenza. Ha dedicato la sua vita alla destra e al Msi, collaborando con Giorgio Almirante. Nel ‘63, partì per ritrovare la tomba del padre caduto in Eritrea: trovandola, la vide piena di fiori freschi.

Erano stati deposti dagli italiani lì residenti. Fu la scintilla che battezzò il suo amore per gli italiani all’estero: nel 1968 fondò i Comitati Tricolori per gli Italiani nel Mondo, proprio per difendere gli interessi in patria della diaspora italiana e guadagnarne il diritto di voto che giunse con la legge da lui voluta. Era il 1993 e la Camera approvò il ddl Tremaglia per il voto e la creazione di Circoscrizioni Estere.  Dal 2001 al 2006 fu primo e unico Ministro per gli Italiani nel mondo. Fece nascere anche la “giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” da celebrarsi ogni 8 agosto in ricordo della tragedia di Marcinelle. Da citare, nel ‘96, le parole dell’allora Presidente della Camera, il pidiessino Luciano Violante che nel suo discorso di insediamento si rivolse direttamente a Tremaglia, dimostrando comprensione per le ragioni dei “ragazzi di Salò”. E quelle del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che riferendosi alla propria vecchia militanza rilevò che comunque le distanze politiche non “impedirono mai di sviluppare rapporti di sincera stima reciproca sul piano umano e nello svolgimento delle nostre funzioni con senso di responsabilità nazionale”.

Dunque stima personale e politica. Dunque nessun imbarazzo. Solo tanto orgoglio.

Da segnalare suo nuovo numero tutte le iniziative del Ctim per la giornata delle foibecon il corsivo di Claudio Antonelli dedicato ai negazionisti; l’intervista al filologo Maurizio De Rosa “emigrato” da Milano ad Atene; il ricordo del grande letterato Francesco De Sanctis a 200 anni dalla nascita vergato da Enzo Terzi; e il doppio fondo in prima dedicato alla sovranità della lingua italiana e alla sovranità euromediterranea rispettivamente di Roberto Menia e Francesco De Palo.