LEGGE ELETTORALE, MENIA (CTIM): “PERICOLOSE E ANTICOSTITUZIONALI LE MODIFICHE AL VOTO ALL’ESTERO LUPI-FIANO”

Menia R“L’inchiostro nella penna di ogni ogni legislatore, dovrebbe essere quello del buon senso e del bene comune: non del fanatismo ideologico o del pregiudizio politico, così come avviene con le modifiche pericolose ed anticostituzionali introdotte dagli emendamenti Lupi (AP) e del relatore del Pd Emanuele Fiano alla legge elettorale sul voto degli italiani all’estero”.

E ‘il commento del Segretario Generale del Ctim, on. Roberto Menia, all’inserimento nella legge della previsione che da una parte permette di paracadutare nella circoscrizione estero i residenti in Italia, cosa che viene invece vietata a termini invertiti, e dall’altra impedisce di candidarsi a chi abbia ricoperto nei 10 anni precedenti cariche politiche a qualunque livello.

Riguardo al primo aspetto è palese l’incostituzionalità della norma, che di fatto rende un po’ “stranieri gli italiani all’estero; riguardo al secondo, se è condivisibile che chi ha fatto il parlamentare o il magistrato in un altro paese non divenga parlamentare italiano, rischia di escludere invece buoni italiani che sono stati magari sindaci di piccole municipalità a forte presenza italiana e il cui apporto sarebbe solo un valore…

Secondo Menia “probabilmente Fiano, relatore del cd Rosatellum alla Camera, ha inteso mettere mano alla Legge Tremaglia sprovvisto di quella imparzialità propria di ogni buon legislatore, facendosi invece impregnare della stessa foga ultraideologica che ha instillato nella sua legge sulla propaganda fascista che tanta ilarità sta producendo, visti i mille rivoli di pressapochismo e sciatteria che contiene”.

E conclude: “Avvelenare ancora di più il terreno del voto all’estero dando una ulteriore pregiudiziale per chi, legittimamente vorrebbe candidarsi, e al contempo non fare un passo nella direzione di procedure più snelle e certificate, è il sigillo alla condotta usata dal Pd. Non che ci aspettassimo un piglio diverso, ma comunque spia di una delegittimazione continua e ingiusta nei confronti di quanti il Ministro Tremaglia ha voluto qualificare”.

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STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO: 31 MARZO SCADONO LE DOMANDE

StampaLe domande per i contributi alla stampa italiana all’estero per l’anno 2014 scadranno il prossimo 31 marzo. La Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero per questo ha inviato una nota a tutti gli editori associati per rammentare il termine ultimo per la presentazione delle domande, che dovranno essere inviate alle sedi consolari di competenza corredate dai documenti e dagli allegati previsti dall’art 3 del D.P.R. 138/2014.

Ecco il testo completo della norma:

Art. 1 – Ambito di applicazione
1. Le disposizioni del presente regolamento si applicano ai periodici italiani pubblicati all’estero da almeno tre anni e alle pubblicazioni con periodicità almeno trimestrale edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero da almeno tre anni, anche tramite abbonamenti a titolo oneroso per le pubblicazioni on line. Al presente regolamento è allegato l’elenco di cui all’Allegato A, punto 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 2012, n. 252, che ne fa parte integrante.
Art. 2 – Commissione
1. La Commissione di cui all’articolo 1-bis, comma 4, del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, avente il compito di accertare la sussistenza dei requisiti di ammissione ai contributi per la stampa italiana all’estero nonché di predisporre i relativi piani di ripartizione, opera presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.
2. La Commissione è istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento ed è così composta:
a) dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per l’informazione e l’editoria, che la presiede;
b) quattro rappresentanti designati dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
c) quattro rappresentanti designati dalla Direzione Generale per gli italiani all’estero del Ministero per gli affari esteri;
d) due rappresentanti designati dalla Federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero (FUSIE);
e) due rappresentanti delle associazioni nazionali dell’emigrazione designati dalla Consulta Nazionale dell’Emigrazione;
f) due rappresentanti designati dalla commissione per l’informazione e comunicazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE);
g) due rappresentanti designati dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
3. I componenti della Commissione restano in carica tre anni e possono essere confermati una sola volta.
4. I servizi di segreteria a supporto della Commissione sono assicurati dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, senza nuovi o maggiori oneri per le spese di funzionamento.
5. Ai componenti della Commissione non spetta alcun compenso o rimborso spese comunque denominato.
6. Per la validità delle riunioni è richiesta la presenza della metà dei suoi componenti, di cui almeno quattro rappresentanti delle amministrazioni interessate. Dal quorum per la validità delle riunioni è escluso il Presidente. La Commissione delibera a maggioranza dei presenti.
Art. 3 – Presentazione delle domande di contributo
1. Le domande per la corresponsione dei contributi per la stampa italiana all’estero di cui all’articolo 1 sono presentate, a pena di decadenza, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi, fatto salvo quanto previsto in sede di prima applicazione dall’articolo 7.
2. Per i periodici pubblicati all’estero le domande sono presentate alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana territorialmente competente per il luogo della sede legale dell’editore e da questa trasmesse al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri entro il 30 maggio di ogni anno. Per i periodici editi in Italia la domanda è presentata al suddetto Dipartimento per l’informazione e l’editoria.
3. Le domande sono corredate da apposita certificazione rilasciata da primarie società di revisione operanti nel Paese di riferimento attestante la tiratura, il numero di uscite annue, la distribuzione e la vendita del periodico per area geografica, secondo quanto indicato dall’articolo 6, comma 2. Per i periodici editi in Italia la certificazione è rilasciata dalle società iscritte nel Registro dei revisori legali istituito presso il Ministero dell’economia e finanze ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. In alternativa, l’editore può allegare alla domanda la documentazione dimostrativa della tiratura dichiarata, della distribuzione e delle copie vendute mediante presentazione delle copie autenticate delle fatture, munite di quietanza di pagamento, del fornitore del servizio o dei materiali. In tale ultimo caso, l’ammontare del contributo, determinato secondo i criteri indicati dall’articolo 6, è diminuito della misura del 30 per cento ed i fondi resisi così disponibili sono ripartiti proporzionalmente in favore delle imprese editrici che adottano la procedura di certificazione dei dati, nell’ambito delle categorie di cui all’articolo 4, comma 1, lettere a) e b).
4. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri cura l’istruttoria per l’ammissione al contributo con il supporto della Direzione Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli affari esteri.
Art. 4 – Requisiti e criteri per l’attribuzione dei contributi
1. Sulla base dell’istruttoria svolta dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria ai sensi dell’articolo 3, comma 4, la Commissione di cui all’articolo 2 accerta il possesso dei seguenti requisiti:
a) per i periodici editi all’estero: la regolare pubblicazione da almeno tre anni, con periodicità almeno trimestrale nell’anno solare di riferimento; la trattazione, con testi scritti almeno per il 50 per cento in lingua italiana, di argomenti di interesse della comunità italiana all’estero nel rispetto dei contenuti specificati all’articolo 1-bis, comma 2, del citato decreto-legge n. 63 del 2012;
b) per i periodici editi in Italia: la pubblicazione con periodicità almeno trimestrale nell’anno solare di riferimento; la regolare iscrizione delle imprese editrici al Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC) da almeno tre anni; la diffusione prevalentemente all’estero, anche tramite abbonamenti a titolo oneroso per le pubblicazioni on line; la trattazione di argomenti di interesse della comunità italiana all’estero, nel rispetto dei contenuti specificati all’articolo 1-bis, comma 2, del citato decreto-legge n. 63 del 2012.
2. Il contributo per ciascun periodico non può superare il limite massimo del 5 per cento dello stanziamento complessivo annuale di cui al comma 1 dell’articolo 1-bis del citato decreto-legge n. 63 del 2012.
3. Il contributo può essere richiesto fino ad un massimo di due periodici.
Art. 5 – Periodici che esprimono specifiche appartenenze politiche, culturali, religiose
1. Ai periodici che esprimono specifiche appartenenze politiche, culturali e religiose, esplicitamente indicate nelle relative pubblicazioni, ove non soddisfino i requisiti indicati all’articolo 1-bis, comma 2, del citato decreto-legge n. 63 del 2012, è riservata una percentuale del 3 per cento di ciascuna delle due quote indicate all’articolo 6, comma 1. Nella domanda di cui all’articolo 3 l’editore chiede di essere ammesso a concorrere alla quota di riserva, anche in via subordinata, rispetto alla concessione del contributo di cui all’articolo 6.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono ripartite tra gli aventi titolo in parti eguali. Il contributo assegnato al singolo periodico non può essere maggiore di quello spettante secondo i criteri di cui alle lettere a), b), c), d) e) ed f) del comma 2 dell’articolo 6. Le somme eventualmente non attribuibili ai sensi del presente articolo confluiscono nelle risorse da ripartire ai sensi dell’articolo 6.
Art. 6 – Riparto dei contributi tra gli aventi titolo
1. Nel rispetto del limite complessivo di spesa stabilito dall’articolo 1-bis, comma 1, del citato decreto-legge n. 63 del 2012, i contributi spettano:
a) nella misura del 70 per cento delle risorse annualmente disponibili, ai periodici editi all’estero, in possesso dei requisiti indicati all’articolo 4, comma 1, lettera a);
b) nella misura del 30 per cento delle risorse annualmente disponibili, ai periodici editi in Italia, in possesso dei requisiti indicati all’articolo 4, comma 1, lettera b).
2. Nell’ambito delle rispettive quote indicate al comma 1, lettere a) e b), i contributi sono così ripartiti:
a) 10 per cento in parti uguali tra tutti gli aventi titolo;
b) 5 per cento in parti uguali fra gli aventi titolo che contribuiscono in modo significativo alla promozione del sistema Italia all’estero e presentino una consistenza informativa di particolare rilevanza;
c) 20 per cento in ragione della diffusione presso le comunità italiane all’estero e dell’apporto alla diffusione della lingua e della cultura italiana, quali desumibili dal numero di copie effettivamente distribuite nell’anno solare di riferimento;
d) 30 per cento in proporzione al numero di copie di effettive uscite documentate nel corso dell’anno;
e) 30 per cento in proporzione al numero di pagine pubblicate per ciascun numero, rapportate al formato tipo di cm 43’59, con esclusione dello spazio pubblicitario;
f) 5 per cento in proporzione al numero di copie vendute anche in formato digitale a fronte di corrispettivi o abbonamenti rispettivamente documentati.
Art. 7 – Norme transitorie e finali
1. Le domande di contributo relative alle pubblicazioni dell’anno 2013 sono presentate entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare”

ITALIANI ALL’ESTERO, Il CTIM AL SIMPOSIO DI VENEZIA

sottomarina 282930 2014Siamo in presenza di una nuova forma di migrazione 2.0? A cento anni dai primi viaggi italiani verso nuovi continenti, si assiste nel biennio post crisi ellenica a nuove scelte di vita lontano dalla propria Patria? Dei diversi trend sociali ed economici, oltre che delle elezioni dei Comites e del ruolo gli italiani all’estero, il Ctim discuterà domenica 30 novembre a Chioggia in occasione della Scuola di Politica promossa dal Centro Studi Europa di Venezia. Una tre-giorni di incontri e dibattiti patrocinata da MIT, dal CTIM, dall’associazione universitaria rumena OSE (Organizatia Studentilor Economist – organizzazione studenti di economia di Cluj).

Il Segretario Generale del Ctim, Roberto Menia, interverrà il giorno 30 assieme al sociologo e docente all’università di Genova, Arnaldo Ferrari Nasi e a Francesco De Palo, direttore di Prima di tutto italiani, per fare luce sui flussi migratori degli italiani da e verso l’estero. “Si tratta di una utilissima occasione per analizzare, nel merito, cause ed effetti di questo preoccupante trend – osserva Menia – significa che le infrastrutture socio-economiche che dal dopoguerra ad oggi il nostro Stato ha implementato non hanno prodotto poi i frutti sperati, se ancora oggi dobbiamo registrare una nuova ondata di emigrazione. Il dato che deve imporre un serio esame di coscienza riguarda il fatto che, ancora una volta, qui in Italia formiamo cervelli e professioni che in seguito vanno ad arricchire altre Nazioni, mentre dovremmo puntare a stoppare questa mortificante deriva”.

La Scuola di Politica si terrà all’Hotel Park, sul Lungomare Adriatico di Sottomarina e sarà aperta venerdì 28 da una cena simposale, alla presenza tra gli altri anche di Elisa Petroni, già candidata alle elezioni europee con Scelta europea. La mattina di sabato 29 novembre è previsto il saluto delle associazioni che hanno contribuito ad organizzare l’evento e, a seguire, il dibattito tra il Pro decan della facoltà di economia dell’università Babels Boyai di Cluj e la Prof.ssa di storia dell’integrazione europea Elena Calandri (dell’ex facoltà di scienze politiche dell’università di Padova). Il dibattito si svolgerà sul ruolo delle università nel processo di europeizzazione delle città.

Nel pomeriggio interverrà il docente di diritto pubblico Sergio Gerotto dell’ex facoltà di scienze politiche dell’Università di Padova che spiegherà la nuova legge sulle città metropolitane. A seguire Enzo Raisi sulle città metropolitane per le attività produttive e l’ing.Carlo Ghiraldelli docente dell’Università di Padova discuterà della PATREVE.