PRIMA DI TUTTO ITALIANI, SUL NUOVO NUMERO: GRANO AL GLIFOSATO, SERVE UN CHICCO DI VERITA’

Prima giu 2017Sul grano ci serve (almeno) un chicco di verità. Apre così il numero di giugno di Prima di Tutto Italiani, con riferimento al caso del grano al glifosato sequestrato nel porto di Bari (clicca qui per scaricarlo).

Non è questa la sede, né questo lo stile per fare allarmismo e propaganda. Da sempre ci siamo distinti, su queste colonne, per analisi anziché slogan, approfondimenti anziché polemiche, nel rispetto delle idee di tutti. Per cui anche sulla questione del grano al glifosato di cui già lo scorso anno abbiamo scritto, intendiamo stare ai fatti e fare proposte, possibilmente costruttive.

Le importazioni in Italia di grano dal Canada sono un elemento oggettivo: nel porto di Bari qualche giorno fa sono state riscontrate su 50mila tonnellate molte irregolarità in termini di residui di deossinivalenolo. Si tratta di una micotossina causata dall’uso intensivo di glifosate, il diserbante, utilizzato proprio nella fase di pre-raccolta che in Italia è una pratica vietata.

In attesa degli esami approfonditi della scienza, che saranno la base dell’eventuale azione della magistratura, è imprescindibile che la politica batta un cenno: diretto, franco e qualificato. Non si può lasciare nel limbo del dubbio i consumatori, i produttori italiani, i commercianti che con quel grano fanno pasta, pane, pizza.

Tre prodotti non a caso, ma che incarnano l’emblema dell’italianità nel mondo. Nessuno si sogni si scordarlo neanche per un secondo.

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sullo jus soli, il ricordo del grande economista Sergio Ricossa vergato da Enzo Terzi, il racconto di Claudio Antonelli di Ciaccia, il bambino che l’emigrazione ha ingigantito, l’intervista a Claudio Oliboni super tecnico della Valpolicella.

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PRIMA DI TUTTO ITALIANI, SUL NUOVO NUMERO: E ORA FEDERIAMO L’UE

prima giu16Chiariamoci. Due schiaffoni servivano, di certo, anche per richiamare all’ordine chi sta affossando, politicamente, l’Ue. Ma solo chi è davvero europeista sa come criticare l’Ueper renderla più forte e non per darle il colpo di grazia.  FederazionEu è il titolo scelto per il nuovo numero di Prima di Tutto Italiani(scaricalo qui) dopo il referendum inglese sul Brexit.

Che a Bruxelles le istituzioni, le politiche e i politici non funzionino a dovere è un dato. Ma che qualcuno intenda cavalcare l’onda ammazza-Europa solo per un proprio tornaconto elettorale è folle per due motivi. Non sarà certo tornando agli stati nazionali, con mura di cinta e pedaggio doganale, che si saneranno le mille e più deficienze di un continente trainato dai desiderata di Berlino.

Anzi, a trarne vantaggio saranno tout court i colossi che faranno di noi un sol boccone. La chiusura, se di chiusura si vuol parlare, bisognerebbe riservarla a quelle pseudo riforme che arrecano danni al vecchio continente, come l’inserimento della Cina tra le economie di mercato, l’acquisto di olio tunisino senza dazi a scapito dell’extravergine italiano, o le mille scatole di parmigiano farlocco che gironzolano per i supermercati non italiani. Ma per realizzare davvero i cambiamenti che facciano del bene a tutti gli Stati membri non si può essere soddisfatti per la picconatura inglese di cui in molti si stanno già pentendo.

Giulio Andreotti dopo l’unificazione tedesca disse: “Amo talmente la Germania da preferirne due”. Oggi chi ama, anche da destra, l’Europa dovrebbe tifare per un patto tra i fondatori che sani le ferite con, ad esempio, fine del fiscal compact, più trasparenza nelle banche centrali, elezione diretta del numero uno della commissione, (veri)poteri ad hoc ai commissari, dimezzamento degli eurodeputati. Tanto per cominciare.

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Da segnalare sul nuovo numero il rapporto tra la destra e l’Europa raccontato da Matteo Zanellato, il ricordo di Enzo Terzi dedicato a Giorgio Albertazzi, la battaglia di Claudio Antonelli a difesa della lingua italiana e l’intervista alla scrittrice Ilaria Guidantoni autrice di una lettera al mar Mediterraneo.

PRIMA DI TUTTO ITALIANI: PIU’CASE ITALIANE NEL MONDO

Conferenza Stampa a Casa Italiana

L’auspicio è che sia una casa aperta che non venga idealmente mai chiusa, neanche a causa della spada di Damocle della spending review. Anzi raddoppi. Così il nuovo numero di Prima di Tutto Italiani (Scaricalo qui) il foglio del CTIM, si augura che l’iniziativa messa in piedi dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, e Rai Com, società commerciale del gruppo Rai, diventi un must per il made in Italy nel Mondo. Infatti le due istituzioni hanno inaugurato “Casa Italiana” a Pechino, realizzata in occasione dei Mondiali di Atletica Leggera.

L’occasione in cui l’Atletica diventa ambasciatrice in Cina del Made in Italy allo scopo di valorizzare le eccellenze e di suggellare un momento di sintesi tra le due culture. Lo sport, quindi, come interruttore che accende il brand biancorossoeverde, vettore di promozione e divulgazione. Lo sport, il benessere, la salute, come nuova bandiera sociale da sventolare sempre. E non solo ogni quattro anni…capito?

Da segnalare sul nuovo numero un’ampia intervista a Tiziana Grassi sul Dizionario Italiano delle Emigrazioni nel Mondo, il fondo di Roberto Menia sulla scomparsa dell’ultimo “eroe dei maiali”, il Comandante Emilio Bianchi. Una panoramica sui fatti terroristici a Tunisi e l’intervista di Enrico Filotico al fisico italiano Marco Casolino.