LETTERA APERTA DEI PATRONATI ALLA COMUNITA ITALIANA IN BRASILE

brasileLa comunità italiana in Brasile rappresenta da decenni una grande e viva realtà i cui legami con la Patria di origine non si sono mai interrotti. In questo contesto, i Patronati in Brasile hanno rappresentato in questi anni un tassello importante e significativo della presenza italiana all´estero, fornendo aiuto ed assistenza ai nostri connazionali ed ai loro discendenti in difesa dei loro diritti sociali e di cittadinanza, sempre in maniera professionale e totalmente gratuita”. Inizia così la “lettera aperta” che i patronati italiani in Brasile ACLI, ENAS, ENASCO, EPASA, INAC, INAS, INCA, ITAL, SIAS e USIC, indirizzano alle autorità diplomatico-consolari, a Cgie e Comites, agli eletti in Sud America e alle associazioni e circoli italiani in Brasile per chiedere loro di mobilitarsi insieme contro i tagli previsti dalla legge di stabilità.

“Questa funzione, – prosegue la “lettera aperta” – specialmente negli ultimi anni, é stata spesso fondamentale per sostituirsi alla carenze dei servizi dei Consolati, i quali, a causa dei ricorrenti tagli decisi dagli ultimi governi, hanno dovuto ridurre le loro strutture di assistenza al pubblico; questo fatto é ancor più grave se si tiene conto che il Brasile é divenuto recentemente meta di una importante ondata di nuova immigrazione che ha bisogno di supporto ed informazione che oggi i solo i Patronati sono pronti ad offrire e disponibili ad ampliare, stipulando la convenzione con il Ministero degli Esteri attesa da anni”.

“Per questi motivi,  tutti i Patronati Italiani presenti in Brasile intendono esprimere la loro vibrata protesta e la fortissima preoccupazione per i tagli previsti dal governo, in occasione della Legge di stabilitá 2015, al fondo costituito dai contributi dei lavoratori e destinato alle attivitá di Patronato. Questi tagli, se attuati, metteranno a repentaglio la stessa sopravvivenza dei Patronati in Brasile privando i nostri connazionali di un servizio indispensabile e costringendoli a rivolgersi al “mercato” per ottenere quegli stessi servizi, oggi offerti gratuitamente, a prezzi esorbitanti e non alla portata di tutti”.
“Per questo motivo, – concludono i patronati – preannunciando anche in Brasile una serie di iniziative di mobilitazione contro questa punitiva e discriminatoria decisione, tutti i Patronati chiedono alle Autorità Consolari, ai Deputati eletti, agli organismi di rappresentanza degli italiani all´estero, alle associazioni, ai cittadini di farsi interpreti presso il governo della preoccupazione della indignazione della Comunità Italiana in Brasile contro questo assurdo provvedimento”.

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