COMITATO DI PRESIDENZA DEL CGIE: IL PUNTO SULLA CONFERENZA STATO-REGIONI

cgieDurante i lavori del comitato di presidenza del CGIE riunito a Roma presso il ministero degli affari esteri alla presenza del sottosegretario On. Enzo Amendola, del direttore generale Luigi Vignali e dei dirigenti degli uffici della DGIPEM,  si è discusso anche delle modalità per avviare i lavori preparatori dell’assemblea plenaria della conferenza permanente tra lo Stato, le Regioni, le Provincie Autonome e il CGIE.  Alla riunione erano anche presenti i rappresentanti delle Regioni e delle Consulte per l’emigrazione e in rappresentanza della VI commissione del Cgie, il consigliere Carlo Ciofi.

Erano presenti per la regione Sicilia, titolare delegata nel coordinamento regionale per gli Italiani all’estero la Dr.ssa Margherita Cappelletti, il Dr. Rocco Romaniello e il Dr. Donato Pafundi per la Regione Basilicata delegata per le consulte regionali, il Prof. Franco Santellocco per la Regione Abruzzo.

Dopo aver preso atto dei lavori svolti in questo anno e mezzo dalla VI commissione assieme alle consulte regionale, si è convenuti di convocare orientativamente  la IV assemblea plenaria della conferenza permanente stato, regioni, province autonome e Cgie per il 2019, che per effetto della legge n. 198 deve essere convocata ogni tre anni, per verificare ed aggiornare lo stato delle nostre comunità all’estero e per discutere sulle novità del quadro istituzionale e delle nuove proiezioni in relazione anche alla ripresa della nuova emigrazione.

Alla fine della discussione molto sentita da tutte le parti presenti alla riunione si è convenuto  di procedere all’istituzione di un primo tavolo di lavoro tra il CGIE e le direzioni generali dei vari ministeri che trattano la materia emigratoria. Sarà compito del Cgie acquisire i primi contatti e promuovere l’iniziativa.

Gli sviluppi di questo primo incontro dovranno portare all’indicazione dei temi, dei soggetti e dei tempi entri i quali realizzare l’evento, di cui il comitato di presidenza è profondamente convinto affinché negli anni a venire la questione migratoria italiana possa essere intesa e vissuta non come un trauma ma come una delle tante opportunità per creare opportunità e conoscenza per chi vorrà liberamente fare esperienze professionali e spostarsi nel mondo.

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