“A lavori quasi conclusi della commissiona Affari costituzionali del Senato sul decreto Cittadinanza, debbo esprimere grande soddisfazione per il lavoro intenso e partecipato che ha portato ad innovazioni, correzioni e migliorie al testo originario, spesso con convergenze bipartisan e significative aperture da parte del governo e grazie al lavoro del relatore Lisei”.
Così il senatore Roberto Menia, responsabile del dipartimento Italiani all’estero di Fratelli d’Italia e segretario generale del CTIM, che osserva: “Desidero in particolare sottolineare come buona parte degli emendamenti a firma mia e dei commissari di Fratelli d’Italia della prima commissione siano stati approvati o in parte riformulati ma sempre affermandone il senso ed il principio. Va in primis ribadito che Fratelli d’Italia condivide il quadro generale definito dal decreto che, di fronte all’esplosione di richieste di passaporto italiano e di riconoscimento della cittadinanza Iure sanguinis con riferimento ad avi di 5 o 6 generazioni addietro (su cui lucrano studi, agenzie e profittatori senza scrupoli) da parte di persone senza alcun legame reale con l’Italia, restringe tale riconoscimento alla discendenza di due generazioni da cittadini italiani nati e vissuti all’estero che abbiano assunto una cittadinanza straniera.
Le migliorie adottate dagli emendamenti approvati in commissione e presentati da Fd’I hanno portato in particolare ad accordare il riconoscimento della cittadinanza, secondo le norme previdenti al dl, per coloro che ne avevano fatto richiesta prima dell’entrata in vigore dello stesso ma a cui non era ancora stato possibile iniziare o concludere il procedimento; a riconoscere la cittadinanza italiana anche alle terze generazioni se il nato o minore adottato viene dichiarato alle autorita’ consolari entro un anno; ad individuare misure per favorire il recupero delle radici italiane degli oriundi e il conseguente acquisto della cittadinanza italiana. In pratica si tratta della possibilita’ di un percorso privilegiato di accesso al di fuori delle ‘quote’ stabilite per i flussi, per gli italo-discendenti che potranno risiedere con contratto regolare di lavoro in Italia e riconquistare la cittadinanza dopo due anni. Infine, va sottolineato come, nella prossima seduta della commissione Affari costituzionali, prevista per martedi’ 13, verra’ approvato l’emendamento governativo (erroneamente dato da alcune agenzie per gia’ approvato da fonte Camera) sulla riapertura dei termini per il riottenimento della cittadinanza italiana per i connazionali che l’avevano perduta per naturalizzazione forzata nei paesi in cui erano emigrati.
Anche questo emendamento – conclude – nasce a seguito di quelli presentati in forme diverse ma nello stesso spirito da Fratelli d’Italia ed altre forze politiche, gia’ oggetto di disegni di legge dei medesimi proponenti. Questo decreto dunque aggiunge garanzie, certezze e tutela l’italianita’ ed il senso profondo della cittadinanza che e’ comunita’ nazionale, identita’, diritti e doveri”.