PRIMA DI TUTTO ITALIANI, SUL NUOVO NUMERO: GIU’LE MANI DALLA STORIA

Prima ago 17 jGiù le mani dalla storia: è il titolo scelto per il numero di agosto di Prima di Tutto Italiani(Cliccare qui per scaricarlo) dedicato all’inqualificabile azione destruens contro il Balbo’smonument e il Columbus Day.

Anziché accanirsi sui simboli del passato, – si legge nel fondino di apertura – la politica pensi a costruire il futuro, se ne è capace. La querelle relativa ai simboli di Italo Balbo e Cristoforo Colombo, oggetto negli Stati Uniti di una vera e propria campagna ad personam, è frutto della becera ideologia revisionista che non rispetta storie e dinamiche. Siamo in presenza di una strategia figlia di una esasperata ideologia che, oltre che assolutamente anacronistica e pericolosamente puerile, si arroga il potere di decidere su simboli e riconoscimenti che appartengono alla storia italiana e non alla partitocrazia.

Le conquiste aeronautiche di Italo Balbo legate alla trasvolata oceanica, al pari del significato più intrinseco del Columbus Day, non rientrano nell’alveo di competenza di gruppi sparuti e iper fanatizzati, ma sono la testimonianza viva e vegeta di una storia passata e di un comune sentire presente. La comunità italiana, piaccia o meno a certa sinistra dedita più alla esterofilia migratoria che agli interessi nazionali, è stata (ed è) un pezzo significativo degli Usa, da mille punti di vista: sociale, economico-finanziario, storico, politico e culturale.

Cassare quei simboli dimostra una gretta ignoranza che offende tutti i 60 milioni di italiani e gli altrettanti che, per una serie di ragioni, hanno scelto la via dell’emigrazione nel secolo scorso. Il rispetto per tradizioni, storie e vite del passato è ciò che manca alla politica scialba e destruens, quella stessa che oggi si accanisce su simboli e statue anziché dedicare anima e corpo a costruire il futuro.

Particolarmente ricco il nuovo numero, con il fondo di Roberto Menia sulla lampada di Marcinelle; una lunga intervista all’ambasciatrice Armena in Italia, Victoria Bagdassarian sui nuovi rapporti tra u due paesi; l’analisi di Enzo Terzi su come Australia e Usa hanno gestito il dossier immigrazione; l’appello di Vincenzo Arcobelli contro l’accordo euro-canadese Ceta; la riflessione di Claudio Antonelli sulle “sparate” italiane.

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SUL NUOVO NUMERO DI PRIMA DI TUTTO ITALIANI: LE DUE FACCE DELL’UE

Prima marzo17“Le due facce”: è il titolo scelto per il numero di marzo del mensile Prima di Tutto Italiani, tarato sulle celebrazioni dei 60 anni dei Trattati di Roma(Clicca qui per scaricarlo)

Madre o matrigna? L’Unione Europea vive mesi complicati, – si legge nel fondino di apertura – non solo dal punto di vista finanziario ma soprattutto da quello sociale e politico. Abbiamo scelto per questo la metafora del personaggio presente nella saga di Batman, Due facce, perché con un pizzico di ironia, può aiutarci a capire e riflettere, prima di formarsi un’opinione. Che a Bruxelles qualcosa non funzioni a dovere è cosa evidente.

Ma sarà il caso di specchiarsi completamente per avere un quadro unitario. Se Atene piange, Sparta non ride. Pensiamo ai mille conservatorismi italiani, che non sono stati affatto sanati. Ammesso che l’Ue cambiasse domani, quelle deficienze italiche resterebbero (purtroppo) ancora irrisolte. Parola di Due facce.

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sulle celebrazioni romane dei Trattati, il polemicamente di Francesco De Palo sul futuro socio-politico di questa Ue, la riflessione di Matteo Zanellato sulle criticità del libro bianco di Juncker, il ricordo dell’economista Federico Caffè curato da Enzo Terzi e la prima parte della polemica tra Galli Della Loggia e Sgroi, a proposito della lingua italiana, vergata da Claudio Antonelli.

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IL CTIM A BARI PER I 60 ANNI DEI TRATTATI DI ROMA

anci pugliaAnche il Ctim, su invito di Giuseppe Abbati, Segretario Generale dell’Aiccre (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – Federazione della Puglia) ha preso parte presso la sede dell’Anci Puglia ad un seminario sui 60 anni dei Trattati di Roma, promosso d’intesa con la Presidenza del Consiglio Regionale pugliese e con le Associazioni Anci, Cime e Mfe.

Interessanti ed articolate le relazioni del prof. Giuseppe Valerio (Presidente Aiccre Puglia) e del prof. Ennio Triggiani (Presidente Mfe Puglia) e preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari che hanno toccato i punti salienti dei Trattati: dalla stagione di pace “battezzata” nel vecchio continente all’occasione per migliaia di studenti dei paesi membri costruita in virtù del progetto Erasmus, dalla necessità di elaborare davvero una difesa comune in Ue, alla straordinaria opportunità rappresentata da una doppia e decisiva riforma: un ministro dell’economia europeo che sia unico interlocutore e l’elezione diretta del Presidente della Commissione.

“Se oggi penso ad occhi chiusi all’Europa, mi viene in mente la figura di mio padre, uno dei primi cittadini italiani trapiantati di cuore in Francia nel 1989, anche grazie al vettore, sociosaniatrio, rappresentato dall’Unione Europea – ha detto nel suo intervento Francesco De Palo, direttore del magazine Prima di Tutto Italiani  – Certo oggi le criticità non mancano e sarebbe fuorviante sottacerle. Ma questa, la Puglia, è la terra che ha dato i natali a grandi personaggi della politica italiana: Di Vittorio, Di Crollalanza, Moro, Tatarella e Alfredo Reichlin, scomparso pochi giorni fa: è alla loro statura che i vertici dei 28 dovrebbero guardare per ricostruire ciò che sta per crollare, nella consapevolezza che ad esempio più libertà federali all’interno dell’Ue potrebbero rappresentare una chiave di svolta”.

(In foto da sinistra: Giuseppe Abbati, Giuseppe Valerio, Ennio Triggiani, Francesco De Palo e Nicola Giordano).