ELETTI ALL’ESTERO, FACCIAMOCI SENTIRE

Prima mar apr copia“Facciamoci sentire” è il titolo scelto per l’apertura del nuovo numero di Prima di Tutto Italiani,diretto da Francesco De Palo, dedicato agli eletti all’estero.

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“Lo abbiamo detto e scritto. Lo ribadiamo, con serietà e fermezza – si legge nel fondino del direttore – . Gli eletti all’estero non si toccano, non per un senso di astratto conservatorismo quanto per una reale utilità, frutto della legge simbolo della battaglia di Mirko Tremaglia. Cambiare per il semplice e vuoto gusto di farlo non produce risultati utili, ma solo tanto caos in un frangente in cui occorre invece ragione e logica.

Le proposte di legge approvate dal Senato (la C. 1585 cost. E la C. 1172 cost.) recanti “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” e quella C. 1616 “Disposizioni per assicurare l’applicabilità delle leggi elettorali indipendentemente dal numero dei parlamentari” sono la chiara strategia di chi vorrebbe diminuire la rappresentatività degli italiani eletti all’estero.

Qualche giorno fa nell’ambito delle audizioni per l’esame delle proposte, la Commissione Affari costituzionali ha svolto le audizioni di Valerio Onida, Presidente emerito della Corte costituzionale, e di Giampiero Di Plinio, professore di istituzioni di diritto pubblico presso l’Università di Chieti e Pescara.

Il Ctim lavorerà affinché venga conservata l’attuale rappresentanza parlamentare composta da 12 deputati e 6 senatori. E’la ragione per cui da questo foglio parte la richiesta ad associazioni, gruppi di interesse e rete degli italiani all’estero affinché facciano sentire la propria voce direttamente alla commissione Affari Costituzionali (raggiungibile agli indirizzi di posta elettronica brescia_g@camera.it, Presidente della Commissione; macina_a@camera.it relatrice del provvedimento)”.

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sull’orizzonte del governo Conte, il Polemicamente di Francesco De Palo sui detenuti italiani all’estero “il nuovo impegno del Ctim”, la prima puntata del viaggio di Claudio Antonelli tra il cibo e il vino italiano in Canada, l’analisi su due temi di stretta attualità come la Via della Seta e la crisi in Libia.

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PRIMA DI TUTTO ITALIANI, FINALMENTE L’INNO DI MAMELI E’NAZIONALE

Prima nov 17Non è soltanto perché la forma precede la sostanza. Ma perché esiste ancora il giusto e il dovuto.

Apre così il numero di novembre del mensile Prima di Tutto Italiani (CLICCARE QUI PER SCARICARLO) dedicato all’Inno di Mameli finalmente inno Nazionale.

Qualcuno dirà certamente che c’erano e ci sono altre priorità, ma non fa nulla – si legge nel fondino di apertura – . C’è stato il via libera della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama perché quello di Mameli sia ufficialmente l’inno nazionale, buono non solo da intonare prima di una gara della Nazionale di Calcio. Ma da far decantare nei cuori di tutti, piccoli e grandi.

Da far ricordare a quanti stanno depredando un Paese e il suo futuro, a quanti svendono l’interesse nazionale dietro accordi sotto banco e ipocrite promesse, a quanti non hanno compreso come lo spirito nazionale è unitario perché tutela l’interesse nazionale, quindi il benessere comune. “Fratelli d’Italia” venne scelto nel 1946 come inno nazionale provvisorio. Ci sono voluti 71 anni per dare a Mameli ciò che era di Mameli e che lui ha dato a tutti noi. Senza retorica.

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sull’ipocrisia di chi oggi vorrebbe impiccare la Legge Tremaglia; il ricordo di Edmondo De Amicis, giornalista, inviato e patriota vergato da Enzo Terzi; il libro sulle persecuzioni dei titini ai preti triestini di Claudio Antonelli; l’intervista di Enrico Filotico a Luigi Molieri, direttore di MERCURION SA., dopo il primo Forum Ricchezza promosso a Milano.

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SUL NUOVO NUMERO DI PRIMA DI TUTTO ITALIANI: L’UOMO VINCE SEMPRE

prima-lug17-bisPer la letteratura classica italiana (e mondiale), luglio è un mese importante. Nel 1304 nacque infatti Francesco Petrarca e morì sempre a luglio, ma del 1374. Non fu solo scrittore, poeta e filosofo ma padre spirituale di quell’umanesimo che, grazie al suo noto Canzoniere, fu pietra miliare per l’Italia.

L’uomo vince sempre” è il titolo scelto per il numero di luglio di Prima di Tutto Italiani: (CLICCARE QUI PER SCARICARLO)

Il suo antropocentrismo, quindi uomo al centro, gli valse la palma di accanito tifoso della filosofia antica e patristica attraverso l’imitazione dei classici. Si sforzò di dare di sé un’immagine di virtù e di lotta contro i vizi.
Non vuol essere retorica ricordare, oggi, la figura del Petrarca perché, al netto di personali simpatie e credi soggettivi, proprio quando la terra sta venendo meno sotto i piedi della moderna società, è dovere pedagogico ricordare chi ha messo l’accento su quei valori e quelle battaglie.

Perché, se davvero vogliamo ricominciare, è l’uomo, alla fine, che deve tornare al centro di tutto.

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sul pasticcio all’italiana del caso Libia, l’intervista all’ematologo Nikos Sikloglou che punta ad un’accademia di filosofia da aprire in Grecia e in Italia, il ricordo di Enzo Terzi sui 60 anni della Fiat 500, l’intervento di Ignazio Vania sul buon sovranismo che servirebbe all’Italia e la riflessione di Claudio Antonelli sulla differenza tra immigrazione e abusivismo migratorio.

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