Italiani all’estero: Caruso scrive a Monti

Roma, 24 Maggio 2013

Italy's Prime Minister Mario Monti arrives at a news conference after a European Union leaders summit in BrusselsEgregio Presidente Monti,

Vorrei esprimere i miei migliori auguri per le nuove deleghe e i nuovi incarichi assegnati durante la riunione svoltasi ieri pomeriggio presso la sede del Partito.

Ho apprezzato molto il principio che l’ha ispirata secondo il quale ha voluto coinvolgere chi all’interno del Partito non aveva alcun incarico, invitando alla serietà, e nello specifico di rinunciare a cariche già in corso, per chi già ne aveva qualcuna. Di sicuro in linea con uno spirito di responsabilità e serietà che ha contraddistinto questo progetto politico fin dal principio.

Ho trovato meno condivisibile la totale mancanza di attenzione verso gli Italiani all’Estero. Mi è sinceramente dispiaciuto costatare che ci si è dimenticati di una realtà che conta circa due milioni e mezzo di aventi diritto al voto solo in Europa. I numeri risultanti dalle ultime elezioni ci hanno visti nella mia circoscrizione come forza politica con oltre il 30% di voti, seconda solo al Partito Democratico con una distanza di soli settemila voti e superando di gran lunga il PDL di Silvio Berlusconi, seconda forza politica nelle passate elezioni. Se avessimo ottenuto un risultato simile anche nelle circoscrizioni nazionali, oggi avremmo sicuramente un diverso peso all’interno delle decisioni di governo.

L’elettorato che ho l’onore di rappresentare, che mi ha dato la propria fiducia apponendo il mio nome sulla scheda, ha il diritto di avere all’interno dell’organico di Scelta Civica un dipartimento che si occupi delle loro problematiche. Un elettorato giovane, dinamico, pieno di potenzialità. Non si tratta di quella generazione che è partita trenta, quaranta o cinquant’anni fa, si tratta della seconda o addirittura terza generazione, completamente inserita nella realtà socio-economica locale e rappresenta quindi per l’Italia fonte di ricchezza.

Senza considerare la grande rilevanza dei nuovi flussi migratori, che vedono migliaia di giovani lasciare l’Italia alla ricerca di migliori opportunità. Dobbiamo abbandonare il vecchio stereotipo dell’emigrante italiano con la valigia di cartone. Si tratta, oggi, di laureati, professionisti, persone specializzate e qualificate che contribuiscono attivamente alla crescita del paese di destinazione e che vogliono essere dare un forte contributo alla crescita del nostro Paese.

Non possiamo permetterci di ignorare la rilevanza degli Italiani nel Mondo. È un settore che merita un proprio dipartimento. E come rappresentante di questa realtà, mi trovo in difficoltà nel relazionarmi con le autorità locali. Come devo pormi nei loro confronti? Come un Deputato eletto nella Ripartizione Europa ed eventualmente portavoce del Dipartimento Italiani all’Estero di Scelta Civica, oppure come un semplice deputato eletto all’Estero perché casualmente residente in Germania da oltre quarant’anni, che casualmente ha ottenuto più preferenze di altri e che casualmente si è candidato nella Lista Monti?

La direttiva di istituire altri ventitré dipartimenti mi permette di sperare che tra questi ci sia previsto quello per gli Italiani nel Mondo. Altrimenti, se così non fosse, si potrebbe prendere in considerazione l’idea che siano ventiquattro.

Certo della sua comprensione e grato per l’attenzione riservata alla presente, porgo i miei migliori saluti.

Cordialmente,

on. Mario Caruso

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