CTIM Franconia/Norimberga: lettera aperta al governo

Albanese

Il CTIM di Norimberga segue, in questi convulsi giorni, gli avvenimenti in Italia, e lo ammettiamo, con una certa perplessità. Non intendiamo tuttavia entrare nella discussione sulla cosiddetta “staffetta” Letta-Renzi. Dopo il devastante periodo Berlusconi/Mantica abbiamo sperato che, con Letta e Bonino, ci fosse più attenzione nei confronti delle nostre Comunità all’estero, ma siamo stati fortemente delusi e abbiamo avuto la sensazione che la politica per gli Italiani all’estero fosse gestita da funzionari in qualche meandro della Farnesina. Funzionari tendenti solo a salvaguardare i propri interessi corporativi. Vogliamo credere che adesso con il Presidente Matteo Renzi e il Ministro Federica Mogherini ci sia una svolta anche per noi Italiani all’estero. Oppure pur cambiando i cuochi ci si presenta la solita minestra?

Il CTIM di Norimberga non chiede la “luna nel pozzo”, non ci aspettiamo nulla di più di quanto sia nostro diritto avere come cittadini italiani uguali agli altri. E, tra i molteplici problemi e le discriminazioni che ci affliggono, vorrei – per questione di spazio – citarne solo due. Solo agli Italiani all’estero viene fatta pagare sulla prima casa l’imposta IMU (o come adesso si chiama) come seconda abitazione. Si tratta di un’autentica furfanteria e una discriminazione tra cittadini dello stesso Paese; un Italiano, che viene costretto a emigrare per motivi di lavoro, deve subire anche questa fregatura. Qui ci sono i presupposti per un ricorso giudiziario per “iniquità di trattamento”.

Il secondo punto è la destrutturazione della rete consolare soprattutto in Europa, dove qualche “mandarino” dell‘amministrazione del M.A.E., coperto dal passato Governo, ci spiegava le misure come un atto dovuto di legge e che la normativa sulla revisione di spese imponeva la riduzione delle strutture all’estero. Qui si fa il gioco delle tre carte perchè nella relazione della Commissione per la spending review, insediata dall’allora Ministro Giulio Terzi, si evidenziavano i criteri per una riduzione delle spese del MAE, senza che questo andasse a intaccare il livello dei servizi offerto ai cittadini (v. Decreto Legge 6 luglio 2012, n.95, “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini”).

Su questa tematica né i Comites, né il CGIE e tantomeno i Parlamentari eletti all’estero sono stati seriamente ascoltati o perlomeno sono stati presi in considerazioni i loro suggerimenti o obiezioni. Si è andati avanti chiudendo Consolati, Agenzie e Sportelli consolari, Istituti di Cultura, come dei semplici atti amministrativi, colpendo l’interesse di moltissimi connazionali e obbligandoli a fare dei lunghi e costosi viaggi per ogni necessità e documento. Questo è un atto politico, poichè riteniamo che lo Stato Italiano debba garantire i servizi essenziali come fa con chi risiede in Italia.

Non c’è mai stata una vera analisi, verifica o discussione sui capitoli di spesa del M.A.E. per capire come e dove risparmiare dei soldi pubblici. Non c’è mai stata la volontà degli addetti ai lavori di ascoltare le proposte che venivano avanzate come decentralizzazione, razionalizzazione, meno personale di ruolo inviato dall’Italia (che costa tanto) e più personale a contratto assunto in loco. Oppure la questione della revisione dei capitoli di spesa (quasi intoccabili) che toccano gli interessi corporativi della diplomazia italiana e qui ci riferiamo alle ricche indennità di sede all’estero (ISE) alle quali si aggiungono il costo dell’abitazione, indennità per viaggi, spese per rappresentanza e ricevimenti, auto in leasing e domestici, ecc.. Come dimostrato dal Professor Perotti i nostri diplomatici guadagnano il doppio rispetto ai diplomatici tedeschi. Qui nessuno pensa a un atteggiamento punitivo in relazione al trattamento economico riservato ai diplomatici all’estero, ma ognuno è chiamato – in questi tempi duri – a fare la sua parte di sacrificio, è una questione di equità e di solidarietà.

Il CTIM di Norimberga chiede in Europa più servizi e meno diplomazia, con la creazione di uffici leggeri, snelli e a basso costo e vicini alla nostra Comunità. In Germania sono un esempio di queste strutture gli “Sportelli consolari” di Norimberga e Saarbrücken come riconosciuto dagli ispettori del MAE. Gli sportelli consolari costituiscono il servizio sostitutivo appropriato qualora si renda necessario chiudere un Consolato. Ma questo comporta una revisione e l’abolizione di grosse rappresentanze diplomatiche soprattutto nell’Unione Europea. Rappresentanze appesantite dai costi per il personale di ruolo e il mantenimento del corpo diplomatico, rappresentanze di stile barocco (tappeti, candelabri, ecc.) e intrise di forme burocratiche di un tempo che fu. Non si può pensare di continuare solo a “chiudere”, ognuno è chiamato a fare la sua parte di sacrifici. Di certo non è ammissibile continuare a negare i nostri diritti di cittadinanza alle nostre Comunità residenti all’estero.

Per tutto quanto sopra illustrato, chiediamo a Lei, Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini, di sostenere e fare propria nei prossimi giorni la mozione a prima firma del Sen. Micheloni – sottoscritta da tutti gli eletti all’estero – che è in scadenza nei prossimi giorni in Senato. Chiediamo di sospendere tutte le chiusure programmate e di presentare alle competenti Commissioni parlamentari un piano di “riorientamento” della rete e dei servizi consolari, seguendo le direttive nella legge sulla “revisione di spesa” in invarianza dei servizi. Presidente Renzi, fedeli al Suo motto, chiediamo che la politica riassuma il primato che le spetta e che ognuno ci metta la propria faccia, evitando scaricabarili. Chiediamo che sia l’amministrazione della Farnesina ad autoriformarsi, altrimenti sarebbe la vecchia minestra conosciuta e presentata dai precedenti Governi.

Lucio Albanese

CTIM Norimberga- Consigliere Comites Norimberga

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