VI RACCONTO IL RAPPORTO TRA PARTITOCRAZIA E ASSOCIAZIONI

menia2Pubblichiamo il fondo del Segretario Generale del Ctim apparso sul numero di maggio del mensile Prima di Tutto Italiani a proposito di Cgie e politica.

di Roberto Menia

Molti dubbi e poche certezze all’orizzonte: è questo in sintesi quanto vien da dire a chi ci chiede  quale sia il quadro generale dell’associazionismo italiano all’estero, delle sue rappresentanze, del suo futuro. C’è confusione sulla rappresentanza parlamentare (quale sarà dopo il referendum sulla riforma costituzionale e come comunque si voterà), sulla durata e sulle funzioni del CGIE (già nato “a scadenza breve”), su che sarà il “Forum” (sorto con ambiziosi traguardi e già in difficoltà).

Partiamo dalla rappresentanza parlamentare: Tremaglia la immaginava come l’espressione del meglio dell’italianità sparsa nel mondo. Risponde invece inevitabilmente a logiche di schieramento e spesso i rappresentanti eletti si sono rivelati inadeguati se non vere e proprie macchiette. In Parlamento c’è sempre chi vuol cancellare gli eletti all’estero, chi si  accontenterebbe di dimezzarli (cosa che di fatto accadrebbe con l’approvazione delle modifiche costituzionali del Governo Renzi), chi disegna ipotesi che mirano alla riproposizione di se stessi.

Noi diciamo parole chiare: il voto all’estero non si tocca ma se ne migliora la partecipazione, la correttezza, la trasparenza ed i candidati vanno scelti e votati dalle nostre comunità, non dalle segreterie dei partiti. Qui una domanda non peregrina si pone. Come può trovare spazio parlamentare  l’associazionismo se non si lega ai partiti? E di conseguenza quanto si può essere “liberi” dentro un’associazione di italiani all’estero?

E’ questo un fatto che direttamente ci riguarda perché il Ctim, organizzazione sorta cinquant’anni fa con chiari riferimenti di stampo ideale e nazionale, ha sempre rivendicato la sua autonomia dai partiti. Nell’attuale quadro politico italiano, personalmente e da uomo di destra, mi pongo in opposizione al governo Renzi. Ma neppure mi piace un certo centrodestra a guida leghista (e antipatriottica). Ma non credo sia giusto far discendere dal mio personale giudizio  una posizione  che impegni l’intera organizzazione, nè potrei  non considerare l’opinione di parlamentari di matrice Ctim che la pensano in maniera diversa.

italiani esteroEcco perché ho registrato con stupore quanto ha scritto un  giornale –  che solitamente invece apprezzo – secondo cui il Ctim si sarebbe spostato a sinistra in forza della posizione di un  parlamentare che, sulleamministrative di Roma, ha fatto una sua personalissima scelta.

Neppure, al contrario, ho apprezzato la polemica sollevata da alcuni sulla collaborazione instaurata in Perù dal Presidente Canepa e Sangalli, tra il Ctim e il Maie,consolidata in un’iniziativa che ha ricordato a Lima la figura di Mirko Tremaglia e premiato alcune belle figure di italo peruviani (ne diamo conto a pag. 6).

Credo sia stata anzi utilissima a scrostare le ruggini sorte a seguito dell’insediamento del CGIE, quando il Ctim non ha voluto assecondare le posizione del Maie (unico esempio di associazione trasformata in partito) che ha ritenuto di lanciare, in quella sede, una sorta di opa sull’opposizione all’area Pd.

Siamo e saremo sempre liberi, al servizio solo dell’Italia e dell’Italianità come ha ben detto il nostro Arcobelli al Cgie, rilevando che l’infiltrazione partitica negli organi di rappresentanza delle comunità all’estero resta il vero grande problema.

E’ la stessa aria che già si respira al Forum delle associazioni italiane nel mondo  (FAIM), battezzato a fine aprile e nato dopo il lungo cammino degli stati generali, in cui a rappresentarci con impegno e competenza c’è Carlo Ciofi. Sorto con grandi ambizioni e nell’ottica dichiarata dell’inclusività, sembra già manifestare la tendenza egemonica del Pd. I più malevoli lo hanno già “battezzato”  come un surrogato per i trombati del Cgie. Ma noi vogliamo augurarci che non sarà così. E ci vogliamo essere per fare la nostra parte.

Per quanto ci riguarda, in ogni sede e in ogni dove, rimaniamo ancorati ad un impegno che ha radici antiche e si fonda su due valori inscindibili: italianità e libertà.

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