SUL NUOVO NUMERO DI PRIMA DI TUTTO ITALIANI: LA LEZIONE ITALIANA ALL’EUROPA

ape“La lezione italiana”: apre così il nuovo numero di “Prima di Tutto italiani” – foglio del Ctim – ricordando il gran lavoro svolto dalla Marina Italiana nel Mediterraneo nel 1916, mentre oggi un secolo dopo è sempre il Mare Nostrum che invoca aiuto.

“Dal dicembre 1915 al febbraio 1916 – le navi d’Italia – con cinquecento ottantaquattro crociere protessero l’esodo dell’Esercito serbo e, con duecento due viaggi trassero in salvo centoquindicimila dei centosettantacinque mila profughi che dall’opposta sponda tendevano la mano”: questa targa campeggia nel porto di Brindisi per ricordare l’opera compiuta dalle navi italiane.
Erano i giorni, un secolo fa, della seconda avanzata austro-ungarica, quando l’esercito serbo si trovò in gran difficoltà e il Governo italiano decise di rifornirli di viveri e munizioni attraverso l’Albania.
La Marina si fece carico di tutte le operazioni, con le siluranti dei convogli a protezione dagli attacchi di sommergibili nemici.

Cento anni dopo quell’episodio, le navi italiane a largo di Lampedusa e nel resto del Mediterraneo fanno ancora il proprio dovere, senza ciglio battere. Non rispondono alle schermaglie politiche, né alle polemiche tra cancellerie, né restano con le mani in mano come purtroppo altri stanno facendo contribuendo a non decisioni sul delicatissimo fronte migranti. Proprio quando si è a un centimetro dal pericolosissimo baratro dell’eurorottura, con l’opzione di interrompere il trattato di Schengen e i muri già eretti da Austria, Ungheria e Fyrom, ripensare al gesto della Marina Italiana è un’occasione imperdibile: perché l’Unione questa volta, o riparte davvero dal Mediterraneo, oppure annegherà lì.

Particolarmente ricco il nuovo numero, con il fondo di Roberto Menia dedicato alla rinascita demografica per salvare l’Italia; il dibattito animato da Claudio Antonelli sulle unioni civili; l’intervista a Carlo Ciofi, membro del Cgie per il Ctim; la riflessione di Enzo Terzi sui nuovi elettori tra Brecht e Eco e l’intervista all’attrice italiana Maria Cristina Fioretti, interprete di Anna Magnani.

(SCARICALO A QUESTO LINK)

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