Se vince la destra l’Italia sarà al sicuro. Parla Menia (Fratelli d’Italia)

Pubblichiamo in lingua italiana l’intervista rilasciata al giornale greco Zougla.gr dal Segretario generale del CTIM, Roberto Menia, Responsabile del dipartimento italiani nel mondo di FDI

di Francesco De Palo

Non è vero che se vincerà la destra di Giorgia Meloni l’Italia farà un salto nel buio. Lo dice a Zougla.gr l’onorevole Roberto Menia, responsabile del Dipartimento Italiani all’Estero del partito Fratelli d’Italia e già viceministro all’Ambiente. 

“L’accelerazione della crisi di governo, innescata dai capricci di Giuseppe Conte (e dalla sua foga di guadagnare un seggio parlamentare), porta in grembo una straordinaria occasione, di quelle che capitano una volta nella vita. Dobbiamo mettere a frutto i consensi in chiave governativa, provando ad incidere sulle dinamiche interne ed esterne del paese che è attraversato da una serie di gravissimi banchi di prova”, osserva. 

La nuova l’Italia secondo i conservatori verrà declinata con tre aggettivi imprescindibili: atlantista, responsabile e patriottica. La posizione internazionale dell’Italia non è in discussione, come vari ambienti di sinistra stanno sventolando per offrire alla campagna elettorale un elemento altamente tossico, forse per coprire le proprie simpatie con Mosca e Pechino.

“La reazione dei conservatori di Fratelli d’Italia alla guerra in Ucraina è stata immediata e precisa: sostegno a Kiev, e impegno italiano nel quadro dell’alleanza europea ed occidentale; condanna delle ingerenze di Mosca e Pechino (su cui non vanno dimenticate le sino-interlocuzioni di Massimo D’Alema, grande ispiratore di Giuseppe Conte); rafforzamento del ruolo italiano nella Nato e nell’assise europea le cui deficienze strutturali vanno, prima o poi, sanate tramite un processo riformatore”.

E aggiunge che raccontare, come certi ambienti stanno facendo, che i conservatori italiani metteranno a rischio la postura internazionale dell’Italia equivale a fare del terrorismo mediatico, che va combattuto con tesi, proposte e osservazioni. Interrogarsi sul perché la crisi delle materie prime, del gas e del litio nasca prima della guerra in Ucraina è fare politiche responsabili, dal momento che il grande tema dell’inflazione precede l’invasione russa e segue la crisi pandemica.

“Lavorare per un’Italia responsabile e patriottica non significa semplicisticamente usare i solito slogan del Dio-Patria-Famiglia, come la sinistra ripete: piuttosto, come i conservatori fanno ormai da anni, mettere nero su bianco proposte per risolvere i dossier maggiormente critici. Alcuni esempi di passate gestioni sono utili. Nessuno intende demonizzare i grandi gruppi che aprono sui territori italiani: ma se alcune iniziative legate a big players hanno avuto l’effetto di far svanire certe professioni artigianali di cui l’Italia era piena, come i falegnami, significa che la strategia a monte è stata sbagliata. Prenderne atto significa attrezzarsi per non reiterare gli errori e provare a recuperare una serie di mestieri che stanno progressivamente scomparendo. 

E ancora: certo che la globalizzazione non può essere messa in un angolo perché oggettivamente esiste, ma va gestita con intelligenza e non subita. La delocalizzazione forzosa, ad esempio, ha privato l’Italia di una serie di prodotti. “Si pensi alle vetrerie, che sono state spostate nell’est europeo per la sindrome Nimby e adesso, con la guerra in corso, un paese come il nostro che usa vetro per imbottigliare vino, olio e prodotti farmaceutici va in affanno. O si pensi alla contraffazione alimentare: è stato concesso troppo filo alla Cina in nome di un partenariato sino-europeo che è completamente sbilanciato a favore di Pechino”. 

Infine le porte del Mediterraneo sono state ingenuamente spalancate alla Via della Seta, con i danni collaterali che l’Italia paga e pagherà. “I cantieri Ferretti a Taranto, eccellenza italiana, sono in mano ad una società cinese che usa la tecnologia italiana per le fibre di carbonio degli scafi a vantaggio anche delle propria produzione militare. Una contingenza che i governi Conte hanno avallato con sufficienza ed estrema incompetenza, anziché contrastare”. 

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