Sul nuovo numero di PrimadiTuttoItaliani: e ora come cambia l’Ue?

Come cambia l’Ue? Questo il titolo di apertura del nuovo numero di PrimadiTuttoItaliani, il foglio del Ctim, che si concentra sul significato delle elezioni europee.

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“I sovranisti avanzano in Europa, ma non sfondano – si legge nel fondino di apertura – Quindi saranno all’opposizione del nuovo europarlamento, la cui grande coalizione Ppe-Pse necessita di essere rimpinguata per condurre i giochi nella futura Commissione, dopo aver perso circa 40 seggi a testa. Potrebbero essere i liberali dell’Alde ad andare in soccorso di Manfred Weber assieme ai Verdi.

Ma al di là delle alchimie di palazzo ciò che conta è che in tutti gli stati membri è cambiato qualcosa, segno che il già fatto non andava bene. Londra si lecca le ferite della Brexit, anche in virtù di un governo che non ci ha capito molto quanto al modus con cui condurre l’uscita: e Farage fa segnare un exploit. La Francia ha dato mandato a Marine Le Pen di provare a far meglio di Emmanuel Macron, con i gillet gialli in grande spolvero.

Orban in Ungheria fa bingo col 50%. La Grecia condanna Tsipras alla marginalità, scommettendo sui liberal- conservatori di Nea Dimokratia. La Germania vede perdere già, dopo appena sei mesi, il nuovo volto della Cdu, quella Annegret Kramp-Karrembauer che è stata presentata come la del na di Merkel, salvo spiaggiarsi in breve tempo anche per i meriti dei Verdi che fanno incetta dei voti degli under 30. Dell’Italia si legge nel fondo a pagina 2.

Insomma, al di là delle sfumature dei singoli stati, l’elemento politico forte è la balcanizzazione dell’elettorato che non crede ciecamente a ciò che vede ma preferisce toccarlo con mano per assicurarsi di persona. E’una nuova fase elettorale per l’Europa, chiamata a darsi una scossa visto che gli altri players mondiali hanno innestato la quarta e corrono verso le nuove s de. Quelle s de che invece no ad oggi Bruxelles, piaccia o meno, non è stata in grado di affrontare”.

Da segnalare sul nuovo numero il fondo di Roberto Menia sulle prospettive italiane di “destracentro”, l’intervista di Francesco De Palo al magnate della pasta Francesco Divella, la seconda putata del viaggio firmato da Claudio Antonelli sull’apporto italiano alla comunità canadese del wine and food, il polemicamente sui detenuti italiani all’estero e l’intervento di Ferrante De Benedictis su sovranismo e mondialismo.

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